Di padre in figlio

Ci sono esperienze che meritano d’essere divulgate. Ecco come (a volte) avviene il passaggio generazionale tra il titolare senior e il figlio. E con successo: +28% del fatturato

“Di padre in figlio” è il titolo della tesi di laurea magistrale in Economia aziendale presentata da Teresa Madeo all’Università della Calabria, in cui si affronta il tema del “Passaggio generazionale nelle imprese familiari”. E per farlo la candidata analizza il fenomeno demografico, soprattutto le conseguenze dell’invecchiamento della popolazione, per il declino della natalità e l’aumento della speranza di vita; le modifiche nel nucleo familiare, con il calo dei matrimoni, l’aumento dei divorzi e delle famiglie allargate; la trasformazione avvenuta nella vita delle donne, ora più impegnate, indipendenti, libere. Cambiamenti epocali che hanno inciso sui valori che caratterizzano la famiglia da una parte e l’impresa dall’altra e, di conseguenza, sul ricambio generazionale.

Un’analisi cui segue un esempio concreto, e cioè quanto avvenuto nella Farmacia Ioele, con sede a Longobucco, in una vallata della Sila Greca ed è un esempio che merita d’essere analizzato, una specie di case history. Innanzitutto il paese: negli anni Sessanta contava 12.000 abitanti, negli anni Ottanta 8.000 circa e ora 3.400 residenti (“ma sulla carta -ci dice il dottor Giampaolo, l’imprenditore junior- perché la continua emigrazione erode anche questo numero”). Poi le farmacie: ora sono due, con una ovviamente soprannumeraria e, infine, la famiglia: padre e madre più tre figlie (Giuseppina, farmacista e ricercatrice all’Università della Calabria, Domenica, farmacista ospedaliera presso il Campus biomedico di Roma e Giovanna, laureata in Storia dell’arte, insegnante) e il maschio, Giampaolo, anni 25, subentrante “per una sorte di regola tacita” nell’impresa di famiglia, un po’ perché “le donne avvertono maggiormente un desiderio di libertà che le porta a lasciar prima la casa dei genitori”, un po’ perché il padre “tende a favorire il figlio maschio nella scelta del subentrante”, un po’ per il “mancato interesse delle figlie a costruire le proprie vite in un piccolo paese di montagna”.

Ma, al di là delle motivazioni, quel che a noi interessa è vedere come si è realizzato questo passaggio generazionale. Tutto avviene in modo ben pianificato nel corso di due anni, con il padre che inizialmente accompagna il figlio e poi fa un passo indietro anche per motivi di salute. Come primo intervento, il dottor Giampaolo provvede a ristrutturare i locali: amplia la superficie della farmacia, crea un ingresso secondario, installa un corrimano per aiutare gli anziani, installa impianti termici, rinnova la pavimentazione e l’arredo, aumenta le postazioni di lavoro, amplia i servizi igienici.

Bene le strutture, ma vanno implementati anche nuovi servizi. Ecco allora che la Farmacia Ioele offre l’holter pressorio in 24 ore con refertazione del cardiologo, propone esami di autoanalisi, collabora con un’estetista specializzata nella terapia del piede, ogni due mesi propone l’incontro gratuito in farmacia con il nutrizionista e ogni mese il controllo gratuito dell’udito, collabora con infermieri per prelievo sangue, flebo, vaccini, medicazione e punture, consegna i farmaci a domicilio agli anziani e non automuniti nelle 5 frazioni, organizza giornate a tema  e così via. Non basta però innovare, bisogna anche comunicare le migliorie apportate. Ecco allora che il giovane imprenditore utilizza i social, aprendo una pagina Facebook a scopo promozionale e informativo, crea un profilo WhatsApp per prenotazioni e comunicazioni, progetta un chatbot per divulgare consigli, informazioni sanitarie, sconti e promozioni.

O.K., papà Domenico e mamma Giuseppina hanno la soddisfazione di aver sistemato un figlio, ma come va la farmacia? Ebbene, l’inserimento di forze giovani e motivate ha permesso d’incrementare il fatturato del 28%, così motivato: un 12% grazie alla consegna a domicilio (fidelizzazione dei clienti anziani e attrazione di altri con uguali bisogni), un 9% grazie all’apertura dei nuovi canali di comunicazione (WhatsApp ha favorito un rapporto confidenziale) e un 7% grazie alle giornate promozionali (hanno attratto la clientela femminile).  

Bilancio, quindi, positivo, grazie all’esperienza del senior e alle idee innovative dello junior. “Insieme si sono avviati –conclude la tesi di laurea- verso un processo di ricambio, lungo e lento, che ha racchiuso in sé innovazioni e rinnovamenti al fine di creare valore per l’impresa di famiglia e si è configurato come la giusta chiave del successo”.

(N.B: se mio figlio legge questo articolo, di sicuro mi regalerà una valigia).

(di Lorenzo Verlato, Farma Mese 3-2018 © riproduzione riservata)

 

2018-04-13T18:16:36+00:00