Boom di solari in farmacia

Quando si parte per le vacanze, spesso il cosmetico per proteggere la pelle dalle insidie di una eccessiva esposizione è l’accessorio di cui ci si ricorda all’ultimo minuto. E anche lì non manca l’indecisione: quale marca scegliere e quanto spendere? Meglio comprarla in farmacia, in profumeria o va bene anche quella del supermercato? Naturalmente stiamo parlando della crema solare, che in estate rappresenta l’elemento di artiglieria pesante, con cui proteggere la propria pelle dagli effetti negativi del sole.
In realtà la protezione solare andrebbe applicata tutto l’anno, poiché i raggi dannosi che contribuiscono all’insorgenza di inestetismi e di pericolose malattie della pelle sono presenti anche quando il cielo è apparentemente coperto. A questo proposito è importante operare una distinzione tra i raggi Uvb e i raggi Uva e farla sempre presente alla consumatrice. I primi sono responsabili della produzione di melanina, ma anche degli eritemi: la protezione da questi raggi è indicata dal fattore Spf (Sun protector factor), vale a dire il numero riportato in etichetta, che va da un minimo di sei a un massimo di cinquanta. I raggi Uva, invece, sono quelli che penetrano più in profondità nella pelle, causandone l’invecchiamento. La protezione da questi specifici raggi è indicata sulla confezione, da un bollo apposto dal produttore.

I prodotti solari in farmacia
Oggi le creme solari garantiscono un buon grado di efficacia, peraltro a prezzi sempre più accessibili. Le aziende di dermocosmesi, infatti, sono alla ricerca costante di texture ultraleggere, che si applicano sulla pelle senza lasciare traccia, regalando un colorito naturale e uniforme, proprio quello che, tornati dalle vacanze, si vuole mantenere a lungo. Questo sempre maggiore orientamento alla qualità è particolarmente premiato dai consumatori, tant’è vero che nell’anno mobile terminante a settembre 2018 in Italia il comparto dei solari ha messo a segno una crescita in valori di oltre due punti percentuali, con un fatturato che ha superato i 190 milioni di euro e una crescita in volumi di 3,6 punti percentuali, con oltre 11 milioni e mezzo di confezioni vendute.
Si tratta, pertanto, di un segmento della cosmesi che merita particolare attenzione, perché la sua consistenza economica qui s’accompagna alla possibilità di fornire consigli professionali molto utili e apprezzati. E lo si registra anche facendo un confronto tra i tre canali distributivi che gestiscono i solari (vedasi tabella n. 1). Al primo posto troviamo la farmacia, con l’81,1% (pari a oltre 154 milioni di euro) del fatturato totale, quindi in posizione di leader consolidato. Seguono poi le parafarmacie (che coprono il 10,8%), i super e ipermercati dotati di corner (6%) e i super e ipermercati privi di corner (appena il 2,1%).

Vincono le novità
Ma quali sono i prodotti da tener maggiormente sotto controllo? All’andamento positivo del comparto in farmacia -che a settembre 2018 registra una crescita in valori di un punto percentuale- contribuiscono prevalentemente i prodotti specifici per adulti, che da soli generano un giro d’affari di circa 103 milioni di euro; i solari dedicati ai più piccoli valgono, invece, 18 milioni di euro. A mostrare segno negativo sono invece i doposole per bambini (-6,5%) e i prodotti autoabbronzanti (-3,9%), che evidentemente vanno ora meglio supportati.
Altro dato interessante che il titolare dovrebbe ben considerare, anche ai fini di un’attenta competizione, riguarda l’andamento dei prezzi (tabella n. 2). Nell’ultimo anno mobile questi hanno subito un discreto calo, soprattutto all’interno della grande distribuzione, dove i consumatori hanno speso dai 0,39€ ai 0,42€ in meno per ciascuna confezione. In farmacia, invece, l’abbassamento dei prezzi si è fermato a 0,23€. Rimane il fatto che il tanto vantato risparmio, che i fautori delle liberalizzazioni avevano ampiamente reclamizzato, è rimasta nel limbo delle buone intenzioni e non trova reale riscontro.


Merita poi anche considerare che, quello dei prodotti solari in farmacia, è un mercato abbastanza concentrato: i primi cinque marchi, in ordine alfabetico -Eau Thermale Avène, Ganassini, Icim, La Roche Posay e Vichy- si aggiudicano poco più del 50% del fatturato totale del comparto. Quanto ai prodotti che dominano il mercato, i primi dieci generano il 42% del giro d’affari complessivo, mentre i primi tre ne totalizzano quasi il 19%. Saper fare scelte di category management risulta, quindi, impegno più facile per il titolare.
Terminiamo questa analisi del mercato dei solari con due ultimi dati. Il primo riguarda l’innovazione, che in questo settore svolge un ruolo di primaria importanza: nell’ultimo anno mobile i nuovi lanci hanno generato un fatturato di oltre 18 milioni di euro, contribuendo alla crescita del comparto nel canale farmacia per un buon 11,8%. Occhio, quindi, alle novità, che evidentemente il consumatore apprezza, senza peraltro però dimenticare i marchi consolidati, che registrano sempre la fiducia della clientela.
Infine, consideriamo anche il dato regionale, perché l’Italia è lunga e stretta e non si può prescindere da considerazioni legate alla territorialità. In Lombardia, Lazio, Emilia Romagna, Veneto e Toscana si concentra il 53% del fatturato dell’intero settore. In generale i valori sono quasi ovunque positivi, soprattutto nel Lazio e nel Veneto, dove i prodotti solari guadagnano rispettivamente il 6,5% e il 4,3%. Fa eccezione però la Toscana, che segna un -4,8%.
Ecco, un po’ di dati -peraltro quelli sintetici che servono, senza perdersi in analisi troppo dettagliate- sulle caratteristiche e sulle specificità di questo comparto, ora ci sono. Spetta ora al singolo titolare capire come muoversi e, soprattutto, quali conseguenti decisioni adottare.

(di Simona Tarquini, IQVIA, Panorama Cosmetico 5-2018, © riproduzione riservata)

2018-12-05T12:05:54+00:00