Anno nuovo, fisco nuovo

Con la nostra esperta, dottoressa Paola Castelli, iniziamo a esaminare le novità fiscali di interesse per la farmacia.

Dottoressa Castelli, dopo la fumata bianca e le varie peripezie della manovra fiscale, possiamo esclamare “Fiat lex”; quali sono le novità di maggior interesse per le farmacie?
Una prima novità è l’obbligo, a partire dal 1° gennaio 2019, della fatturazione elettronica. Doppio è lo scopo perseguito: “semplificare”, da un lato, e contrastare l’evasione fiscale, dall’altro. L’obbligo di emettere la fattura elettronica vale sia per le operazioni (cessioni di beni e prestazioni di servizi) effettuate tra due soggetti Iva (operazioni B2B, cioè Business to Business), sia per le operazioni effettuate da un soggetto Iva nei confronti di un privato (operazioni B2C, cioè Business to Consumer).
Per tutto il 2019, limitatamente alle transazioni contenenti dati fiscali già trasmessi al Sistema tessera sanitaria, le farmacie sono esonerate dall’obbligo di emettere fatture in formato elettronico.
In tutti gli altri casi le farmacie sono obbligate ad emettere fattura elettronica nonché a ricevere in formato elettronico le fatture passive.

Se non erro, viene previsto anche l’obbligo di trasmettere telematicamente i corrispettivi?
Sì, scatta anche l’obbligo di memorizzare e trasmettere telematicamente all’Agenzia delle Entrate i corrispettivi giornalieri.
Sono previste due date di decorrenza di tale nuova incombenza a seconda del volume d’affari del contribuente: per i contribuenti aventi volume d’affari superiore a 400.000 euro, l’obbligo scatta dal 1° luglio 2019, mentre per gli altri contribuenti la decorrenza è 1 gennaio 2020.

■ Tra le nuove norme, alcune hanno lo scopo di promuovere la pace fiscale tra fisco e contribuente. Può dirci come fare “pari e patta” con l’Amministrazione finanziaria?
Tutte le leccornie e dolci gustati dal nostro legislatore a fine anno hanno evidentemente contribuito ad addolcirlo: il legislatore offre ai contribuenti diverse possibilità per fare pace con il fisco. Le principali misure spaziano dalla “rottamazione ter” alla definizione delle controversie tributarie, alla sanatoria delle irregolarità formali, allo stralcio totale dei debiti fino a 1.000 euro, e alla definizione agevolata dei processi verbali di constatazione.
Possono essere rottamate le cartelle affidate agli agenti della riscossione tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2017 (cosiddetta rottamazione ter), presentando apposita domanda di adesione (modello DA – 2018) entro il 30 aprile 2019 e pagando il quantum debeatur, al netto delle sanzioni e degli interessi dovuti, in un’unica soluzione entro il 31 luglio 2019 ovvero al massimo in diciotto rate consecutive, la prima e la seconda delle quali -ciascuna pari al 10% dell’importo dovuto ai fini della definizione- scadenti rispettivamente il 31 luglio 2019 e il 30 novembre 2019; le restanti, di pari ammontare, scadranno il 28 febbraio, 31 maggio, 31 luglio e 30 novembre di ogni anno a decorrere dal 2020.
Ulteriori sconti sono previsti per i contribuenti in difficoltà economiche e con Isee contenuto.
Altro giro, altro regalo: la definizione agevolata delle controversie tributarie; in parole povere è possibile chiudere il contenzioso tributario in essere con l’Amministrazione finanziaria.
Possono essere definite le controversie per le quali al 24 ottobre 2018 sia stato notificato alla controparte ricorso in primo grado.
Chi ha presentato ricorso, ma decide di non proseguire nel contenzioso con il fisco e vuole deporre l’ascia di guerra, potrà farlo pagando il 90% del valore della controversia (niente sanzioni e interessi).
Negli altri casi le controversie possono essere definite versando, senza sanzioni e interessi, quanto segue:
– il 40% del valore della controversia se il contribuente ha vinto in primo grado (Commissione Tributaria Provinciale);
– il 15% del valore della controversia se il contribuente ha vinto in secondo grado (Commissione Tributaria Regionale);
– il 5% del valore della controversia se il contribuente ha vinto nei precedenti gradi di giudizio ed è in attesa della sentenza della Corte di Cassazione.
L’importo “condonato” può essere pagato in un’unica soluzione entro il 31 maggio 2019 ovvero, se di importo superiore a 1.000 euro, in un massimo di venti rate trimestrali scadenti il 31 maggio, 31 agosto, 30 novembre, 28 febbraio di ogni anno a partire dal 2019; le rate successive alla prima devono essere maggiorate degli interessi legali calcolati dal 1° giugno 2019 alla data del versamento.

Ho sentito parlare anche di minicartelle: cosa è stato previsto al riguardo?
Viene stabilita la cancellazione automatica (quindi, senza richiesta da parte del contribuente) al 31 dicembre 2018 delle cartelle di importo fino a 1.000 euro (cosiddette mini cartelle) affidate all’Agente della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2010.

In cosa consiste la sanatoria delle irregolarità formali?
Consiste nella possibilità di regolarizzare le irregolarità, le infrazioni e le inosservanze di obblighi o adempimenti, di natura formale, commesse fino al 24 ottobre 2018, che non incidono sulla determinazione della base imponibile ai fini delle imposte sui redditi, dell’Iva e dell’Irap e, quindi, sulla determinazione delle imposte dovute: la sanatoria si perfeziona versando 200 euro per ogni periodo d’imposta cui si riferiscono le violazioni in due rate di pari importo entro il 31 maggio 2019 e il 2 marzo 2020.

Prima ha anche accennato alla possibilità di definire i processi verbali di constatazione: com’è possibile farlo?
Il contribuente ha la possibilità di definire i rilievi mossi nell’ambito dei processi verbali di constatazione (i famosi “Pvc”) consegnati entro il 24 ottobre 2018 e per i quali a tale data non risulti notificato un atto di accertamento o un invito al contraddittorio, presentando entro il 31 maggio 2019 apposita dichiarazione e versando quanto dovuto (imposta di cui al Pvc, senza sanzioni e interessi) in un’unica soluzione entro il 31 maggio 2019 ovvero versando la prima delle venti rate trimestrali di pari importo; le rate successive alla prima devono essere versate entro l’ultimo giorno di ogni trimestre e su di esse sono dovuti gli interessi legali calcolati dal giorno successivo al termine per il versamento della prima rata.

È vero che viene nuovamente data la possibilità di rivalutare le quote di partecipazione societarie e i terreni edificabili?
Sì, è possibile rideterminare il valore di acquisto dei terreni (terreni edificabili e terreni con destinazione agricola) e delle quote di partecipazione societarie posseduti al 1° gennaio 2019, versando l’imposta sostitutiva (11% per le quote di partecipazione qualificate; 10% per le quote di partecipazione non qualificate e per i terreni) in un’unica soluzione entro il 30 giugno 2019 ovvero in tre rate annuali di pari importo rispettivamente scadenti il 30 giugno 2019, il 30 giugno 2020 e il 30 giugno 2021; l’importo della seconda e terza rata deve essere maggiorato degli interessi del 3% annuo.
Questo è proprio un bel cadeau natalizio che può far gola a chi ha intenzione di cedere nel breve-medio termine le quote di partecipazione della società titolare della farmacia, ma non solo. Pensiamo anche a chi ha un terreno edificabile, che intende vendere: la rivalutazione consente al proprietario, che sarebbe oberato dall’Irpef, di non farsi massacrare dal fisco.


Ci sono altre interessanti novità di cui parleremo prossimamemente.

(Farma Mese, 1/2 2019, © riproduzione riservata)

2019-03-13T15:30:56+00:00