Cosmesi sostenibile, una sfida per il futuro

Le materie prime di origine certa, ricavate da fonti naturali, quindi rinnovabili e biodegradabili, sono un punto di riferimento molto importante sia per il cosmetologo, sia per l’utilizzatore. Esse offrono, infatti, un richiamo per il consumatore attento e sensibile, e, nello stesso tempo, forniscono al formulatore un prodotto di indubbia utilità e versatilità.

La sostenibilità non dovrebbe essere definita, in modo frammentario, da fattori come le risorse rinnovabili, le emissioni di carbonio, la tossicità per l’ambiente o la salute umana, ma dovrebbe essere considerata come un tutt’uno. Più che una serie di sfide tecniche, si può definire come un approccio responsabile che moltissime aziende, comprese quelle cosmetiche, stanno cercando di definire e implementare in molteplici e complementari aree come la ricerca, la responsabilità sociale, la produzione, la profilazione dei prodotti e le fonti di approvvigionamento.

Nella formulazione dei prodotti cosmetici vengono comunemente usati ingredienti come polimeri sintetici, siliconi, tensioattivi etossilati e conservanti, e la sfida in questo ambito è proprio quella di ricercare materie prime alternative, che siano sostenibili e con prestazioni equivalenti.
L’aspetto più immediato della sostenibilità è l’utilizzo di materie prime con un “profilo verde” migliore, come quelle di origine vegetale, piuttosto che di origine animale o petrolchimica.

Alcuni esempi interessanti di materie prime alternative includono: un sodio laurileteresolfato (Sles) anionico a base vegetale, in sostituzione del tradizionale; un tensioattivo senza ossido di etilene (Eo) e senza solfati, in sostituzione del convenzionale sistema sles/cocamidopropil betaina (Capb); tensioattivi anfoteri di origine naturale, come sostituti di Capb; polimeri di derivazione naturale, o xanthani, per fornire un’adeguata viscosità e/o capacità di sospensione in queste combinazioni di tensioattivi, oppure gomme guar cationiche, con minore impatto sull’ambiente, pur continuando a fornire condizionamento a pelle e capelli. A sostegno della sostenibilità, il formulatore possiede alcune informazioni importanti nel dossier di questi ingredienti, come le percentuali di prodotti provenienti da fonti rinnovabili; la biodegradabilità; l’impatto sull’ambiente secondo i criteri europei; e la classificazione in base a diversi standard riconosciuti, da enti, a loro volta accreditati e certificati. È opportuno evidenziare che la sostituzione con ingredienti alternativi può presentare delle sfide per il formulatore, in quanto questa porta a riconsiderare l’intera formulazione e le sue prestazioni.

La sostituzione, per esempio, dell’intero sistema in una formulazione di tensioattivi, con un’alternativa Eo-free e magari senza solfato, può presentare delle incognite, come il raggiungimento della viscosità prevista e la formazione di schiuma. Un’ipotesi alternativa può essere quella di sostituire lo Sles con uno più innovativo, che sia efficiente quanto quello esistente, ma innovabile (canna da zucchero) mediante una reazione eco compatibile (fermentazione).

I polimeri naturali
L’altra tipologia di prodotti è quella dei polimeri di derivazione naturale, a volte indispensabili per aggiustare la viscosità delle soluzioni cosmetiche.
La gomma di guar, per esempio, è un polisaccaride estratto dai semi di guar. È una risorsa vegetale e rinnovabile. La modifica idrossipropilica (Hp) del prodotto migliora la velocità di idratazione, la compatibilità con tensioattivo e la trasparenza. L’uso della gomma guar Hp, come modificatore di reologia nei sistemi di tensioattivi, realizza una buona viscosità nella formulazione finale.

La gomma xanthan è un polisaccaride anionico ottenuto dalla fermentazione di glucosio o saccarosio, da parte di microrganismi specifici. Come modificatore di reologia, la gomma xanthan fornisce una reologia ad alto limite di sollecitazione e forti proprietà di sospensione. Tuttavia, utilizzato ad un dosaggio elevato in una formulazione, essa diventa gelatina, e ciò può costituire un fattore negativo e dipende quindi dal prodotto finale che si vuole realizzare.

Questi due polimeri possono essere utilizzati in una stessa formula, in quanto posseggono una vera associazione sinergica, in cui si può trarre beneficio dal meglio di entrambi, ottenendo formulazioni con una duttilità, che consente, dal punto di vista pratico, una estrazione semplice dalla confezione, una facilità di applicazione e una viscosità adeguata per disperdere e stabilizzare diversi principi attivi come polveri scrubbing, sostanze emollienti o oli vegetali.

L’acqua
Anche la riduzione della quantità di acqua nella formulazione e per la produzione degli ingredienti è considerata una misura a favore della sostenibilità.
L’acqua è una “risorsa finita”, prodotta dalla natura. Tenendo conto di ciò, il formulario cosmetico prenderà probabilmente in considerazione un aumento di prodotti anidri e saranno obbligatori un maggiore controllo e tracciabilità su come viene utilizzata l’acqua, anche a livello produttivo.
Le alternative possono essere: polveri e prodotti semi-solidi, paste con quantità ridotta di acqua, detergenti con produzione di schiuma limitata, che riducono, quindi, i tempi di risciacquo. A questo proposito alcuni studenti cinesi hanno inventato un prodotto cosmetico detergente che contiene il 90% di acqua in meno, attraverso l’uso di aria pressurizzata.

Questo aspetto aggiuntivo del problema, di cui ancora si parla poco, ma che è già stato affrontato da alcune aziende, costituirà probabilmente una delle maggiori sfide che i produttori dovranno affrontare in un futuro non molto lontano, poiché l’acqua sta diventando una risorsa importante da proteggere.

Le microsfere plastiche
Un’altra tipologia di prodotti non ecologici è costituita dalle cosiddette “microsfere” di materiale plastico.
Le microsfere sono palline di plastica minuscole (meno di 5 mm di diametro) utilizzate in alcuni prodotti per la cura della persona come lo scrub al viso e al corpo e il dentifricio. Le particelle sono così piccole che non vengono trattenute dai filtri negli impianti di trattamento delle acque reflue e possono creare quindi notevoli problemi di accumulo ambientale.
Le alternative proposte sono i cosiddetti esfolianti naturali e biodegradabili come sale marino, gusci polverizzati, zucchero, sabbia e corteccia micronizzata.

Sostenibilità che premia
A conferma dell’importanza del tema della sostenibilità cosmetica è interessante evidenziare che nel 2018 alcuni prodotti e aziende hanno vinto i premi di Cosmesi Sostenibile. Tra questi si possono citare: un dentifricio in compresse, che non richiede né acqua, né spazzolino; un detergente corpo in varie formulazioni, con il 100% di contenitori di plastica riciclata post-consumo; un dispositivo per flaconi ricaricabili di shampoo.
I premi sono stati assegnati anche ad alcune aziende che, per esempio, si sono distinte per: approvvigionamento mirato di materie prime, studio di vita del prodotto, biodiversità e conservazione, formulazioni ecologiche, packaging (carta e cartone certificati), filantropia aziendale e impatti sociali, sistemi di gestione della salute e sicurezza sul lavoro, a conferma dell’approccio multidimensionale ed etico che deve possedere il tema della sostenibilità.

(di Graziella Tonato, Panorama Cosmetico 1/2019, © riproduzione riservata)

2019-02-18T09:50:50+00:00