I successi dei lanci in farmacia

Innovazione, innovare sono parole che ricorrono di frequente nei congressi e nelle comunicazioni degli operatori economici. nella libera vendita dei prodotti della farmacia c’è innovazione? Lo abbiamo chiesto a Iqvia, che ci ha fornito i dati di vendita degli ultimi tre anni individuando due categorie, i “maturi” e i “nuovi prodotti”.

– i maturi sono i prodotti presenti sul mercato già dal settembre 2015 e continuano il loro trend al settembre 2018 conservando tutte le caratteristiche del loro brand nei tre anni.

– i nuovi prodotti, lanciati da ottobre 2015 a settembre 2018, sono novità che portano a una maggior aderenza terapeutica da parte del cliente/paziente e a un rinnovamento nel soddisfacimento dei bisogni (può trattarsi di nuove materie prime, confezioni, forme farmaceutiche, dosaggi e così via).

Il fatturato della libera vendita
L’ammontare delle vendite in farmacia dei prodotti senza obbligo di prescrizione nell’ultimo anno mobile terminante a settembre 2018 era di 10 miliardi di euro con una crescita, rispetto all’anno precedente, dell’1,8%. Dal 2016 al 2018 l’incremento è stato del 3,4%. Lo sviluppo è attribuibile ai nuovi prodotti. Mentre infatti nello stesso periodo i prodotti maturi hanno sofferto della diminuzione del fatturato del 13,2% in valore assoluto (1.231 milioni di euro), i nuovi prodotti hanno incrementato le vendite di 1.560 milioni di euro, dai 311,8 di partenza, non soltanto coprendo le perdite dei maturi, ma portando anche in positivo il giro di affari delle farmacie di 329 milioni di euro.

Mediamente ogni anno vengono immessi sul mercato della farmacia poco più di 300 milioni di euro di nuovi prodotti “non-prescription”, che nel secondo anno sviluppano oltre il doppio (circa 2,5 volte) del valore iniziale.


L’innovazione acquista quote di mercato. Circa un quinto del valore realizzato nel 2018 deriva da prodotti lanciati negli ultimi tre anni.
I top ten 2018 (che abbiamo indicato con il nome della loro classe di appartenenza) riguardano le 6 grandi aree Iqvia: farmaci da banco, notificati, parafarmaco, igiene e bellezza, dietetici per l’infanzia, nutrizionisti. Il migliore risultato è stato ottenuto da un polivitaminico, che è partito nel 2017 con dieci milioni di euro e l’anno successivo ha raggiunto 25 milioni di euro, due volte e mezzo il valore iniziale. Anche il polivitaminico lanciato nel 2016 va oltre il raddoppio nell’anno seguente, mentre al terzo anno tende a stabilizzarsi. In generale (con le dovute eccezioni), con un buon lancio, l’anno seguente si ottiene almeno il doppio del fatturato (vedi tabella).

Gli ultimi due nomi sono farmaci da banco che riprenderemo nel prosieguo, poiché meritano una riflessione particolare.
I primi dieci prodotti rappresentano, l’8,1% del fatturato dei nuovi rodotti (1.871 milioni di euro).

I farmaci da banco
I farmaci di autocura, con 2,3 miliardi di fatturato, assorbono il 22,8% del giro di affari dei prodotti di libera vendita della farmacia. Un segmento abbastanza stabile, dal 2016 al 2018 il valore delle vendite è aumentato di 39 milioni di euro, mentre in pezzi vi è una contrazione di 11 milioni di unità. I maturi sono la base su cui si realizza la maggior parte del giro di affari di questa classe. Nel 2018 il valore era 2,1miliardi di euro, pari al 93,8% del fatturato e 241 milioni di pezzi. Dal 2016 al 2018 vi è stata una contrazione di 91 milioni di euro (-4,1%) e 24 milioni di pezzi (-9%). I nuovi prodotti contribuiscono alla positività del risultato finale: con 141 milioni di euro e con 13 milioni di pezzi avvicinano il risultato alla parità.
Se l’apporto delle novità al fatturato complessivo della classe è modesto, la dinamica dello sviluppo è interessante. Si va dagli 11 milioni di euro del 2016 ai 74 del 2017 sino ai 141 del 2018.
I top ten dei nuovi farmaci Otc fatturano circa 68 milioni di euro, poco meno della metà del valore delle vendite dei nuovi prodotti 2018 e comprendono, oltre alla specialità per la cura dei dolori muscolari e il probiotico già visti, un ulteriore probiotico, un espettorante, un analgesico, tutti in fase espansiva, mentre il lassativo, partito bene, dà segni di essere arrivato al massimo dello sviluppo. Interessante è il risultato dell’antimicotico, che in pochi mesi ha raggiunto il valore di 4,4 milioni di euro con 129mila pezzi.

L’evoluzione del consumatore
Il business della farmacia si sviluppa nei suoi vari settori con offerte innovative. Il consumatore è sempre più attivo, sollecitato dai social, dai media, dall’evoluzione tecnologica. “La tecnologia è in grado di abilitare nuove catene del valore” (Andrea Rotolo in “Innovazione tecnologica nel settore Ltc”, Bocconi – Egea), incrementa la consapevolezza e la conoscenza del proprio stato di salute. La domanda si evolve quindi verso nuovi stili di vita attivi e sani che esigono una risposta adeguata ai bisogni di salute e benessere della persona. La farmacia in generale è sensibile ai mutamenti. Va osservato che per i farmaci da banco c’è un attaccamento alla storicità dei brand, che sono sempre asset importanti per le aziende, anche se sono in fase di lenta discesa. Le novità, però, anche se di modeste dimensioni, dimostrano una capacità di sviluppo interessante.

(di Barnaba Grigis, Farma mese 1/2-2019, © riproduzione riservata)

 

2019-03-18T10:49:39+00:00