Stop ai peli: tutte le possibilità

La rimozione dei peli, ma anche dei capelli, è stata praticata sin dall’epoca neolitica per motivi di tipo culturale, sessuale, terapeutico o religioso e i metodi utilizzati erano i più svariati a seconda non solo delle epoche, ma anche delle etnie e dei ranghi sociali.
L’eliminazione dei peli, soprattutto nella donna, viene richiesta non solo per fattori estetici o comunque sia legati alla moda o alle pratiche sportive del momento, ma per ovviare a vere e proprie patologie legate a un’aumentata crescita di peli nelle regioni dove già sono presenti, come nell’ipertricosi (che per definizione riguarda esclusivamente il sesso femminile), ma anche nel caso di crescita di numerosi peli dove non dovrebbero essere presenti (se non come scarsa peluria fisiologica), come nel caso dell’irsutismo (virilismo pilifero). Tipici esempi sono la regione dei baffi, della barba, delle basette, del torace.

Per quanto riguarda l’ipertricosi, è importante tener presente che lo sviluppo del sistema pilifero viene influenzato da fattori genetico-razziali e che l’incidenza dell’ipertricosi è molto ridotta nelle popolazioni dell’estremo oriente e in quelle di pelle scura ed è poco comune nel Nord Europa. Questa problematica è, invece, molto frequente nelle popolazioni dell’area mediterranea. L’ipertricosi raramente insorge a seguito di specifiche patologie e la sua manifestazione può avere aspetti molto variabili da individuo a individuo. Ipertricosi e irsutismo nelle donne possono essere fonte di notevole stress psicologico e rappresentare una vera e propria minaccia per l’identità femminile. E se è ormai lontano il tempo in cui si diceva “donna baffuta sempre piaciuta”, attualmente anche il corpo maschile viene valorizzato da una cute glabra, come detta spesso la pubblicità: l’uomo depilato non riguarda più soltanto il caso degli sportivi, in cui la presenza dei peli impedisce il massaggio o la performance (pensiamo al nuotatore depilato per aumentare la velocità in vasca). Così anche gli uomini con una peluria un po’ troppo evidente sentono la necessità di una epilazione efficace e definitiva. Al giorno d’oggi, infatti, i canoni estetici per entrambi i sessi impongono una pelle liscia e glabra.
Nel sesso maschile le richieste di rimozione di peli riguardano principalmente la regione del collo, per ridurre l’evenienza delle pseudofollicoliti da rasatura, i peli delle spalle, del torace, del dorso e sul viso a livello degli zigomi, per motivi essenzialmente estetici. Per quanto riguarda il sesso femminile, invece, può essere presente un’ipertricosi idiopatica a livello di vari distretti cutanei, come il volto, l’addome, gli arti, la regione inguinale e le ascelle. In caso di vero e proprio irsutismo invece, prima di procedere con il trattamento per l’eliminazione dei peli, è bene valutare il quadro endocrinologico mediante esami ematochimici ed ecografici. L’inizio di una eventuale terapia ormonale può essere, comunque sia, contestuale all’epilazione.

Con il termine di depilazione o epilazione si intende la rimozione dei peli del viso e del corpo, ma ci sono delle differenze da chiarire. Per depilazione si intende l’eliminazione del pelo a livello della superficie cutanea, avvalendosi di metodiche rapide e indolori. L’epilazione, invece, agisce anche a livello del bulbo, perciò più profondamente e, a seconda della tecnica utilizzata, può essere molto più elaborata. Con la depilazione nel giro di poche ore o pochi giorni, a seconda della risposta genetica e personale, della regione corporea e del metodo utilizzato, i peli cominciano a ricrescere; con l’epilazione, invece, i tempi sono più lunghi. Per esempio, se si utilizza la ceretta (cera a caldo o a freddo), i peli ricrescono in circa 4 settimane; se ci si sottopone a epilazione progressiva con laserterapia, una volta raggiunta l’eliminazione dell’80% della peluria (in genere sono necessarie circa 10 sedute con cadenza mensile), sono poi sufficienti 1 o 2 sedute di mantenimento all’anno per liberarsi dai peli superflui.
Lo scopo dell’epilazione progressiva “permanente” e quello della depilazione è similare, poiché entrambi i trattamenti consistono nell’eliminazione dei peli dalla superficie corporea, ma mentre la depilazione elimina solo la parte superficiale del pelo, quella che sbocca dall’ostio follicolare e che è visibile a occhio nudo, l’epilazione ha come obiettivo la matrice pilifera.

Depilazione, rapida e indolore
Tra le tecniche depilatorie si annoverano la rasatura, manuale o elettrica, le creme depilatorie e la depilazione a strappo.
La depilazione con lama permette di rimuovere tutti i peli e può essere effettuata con un rasoio elettrico oppure manualmente con una lametta. Tale metodo è molto utilizzato dagli uomini per radere la barba e dalle donne per radere ascelle e gambe. Anche in questo caso sono possibili le follicoliti (infiammazione ostiofollicolare) o le pseudofollicoliti, se i peli durante la ricrescita trovano ostruito lo sbocco ostiofollicolare e allora cambiano direzione, sboccando lateralmente nel derma o nell’epidermide (peli incarniti). È bene segnalare che la rasatura non ha alcun effetto sulla crescita dei peli, infatti la loro porzione in crescita attiva -la radice- è situata nel derma profondo o nel grasso sottocutaneo, dove tale procedura non agisce. Il fusto -la parte visibile del pelo che viene recisa con la lama del rasoio- è, invece, metabolicamente inattiva.
La crema depilatoria rimuove i peli grossi ed è indicata per la depilazione di gambe, viso, inguine.
Il vantaggio principale è una ricrescita più lenta rispetto alla rasatura e l’assoluta mancanza di sensazioni dolorose. È necessario evitare tempi di esposizione lunghi, che irritano la pelle a causa degli agenti chimici presenti nella crema, quali sostanze ad azione cheratolitica, associate a sostanze lenitive. Tra gli effetti collaterali che possono comparire, ci sono eritema, prurito e bruciore ed è frequente è la comparsa di follicoliti.
La depilazione con strappo è una tecnica di rimozione dei peli grossi, come le sopracciglia, e viene effettuata con pinzetta o filo. Viene usata anche per rimuovere i peli di superfici ridotte, come il mento e il prolabio, e dove compaiono alcuni peli rari e isolati. La depilazione con pinzetta deve essere eseguita nel senso della crescita del pelo, che a volte può essere rimosso alla radice, ma anche questa tecnica può essere causa di peli incarniti.

Epilazione, fino al bulbo
Tra i vari metodi di epilazione si annoverano le cerette a caldo e a freddo, gli apparecchi elettrici e l’epilazione chimica (eflornitina).
La ceretta a caldo rimuove i peli grossi ed è, quindi, indicata per il volto e l’inguine. I peli ricrescono in media dopo circa 20-30 giorni. Si possono ottenere risultati eccellenti: la superficie cutanea risulta completamente liscia. Generalmente sono a base di cera d’api o colofonia e, attraverso appositi fornelli, vengono portate alla temperatura di liquefazione, stese sulla superficie cutanea e, una volta solidificate, si procede allo strappo del pelo che viene eliminato alla radice. È una metodica modicamente dolorosa, da evitare, però, in soggetti con teleangectasie e altri problemi vascolari. Se mal condotta può provocare scottature con cere applicate sulla cute a elevata temperatura.
La ceretta a freddo, invece, non viene preriscaldata e si rimuove come la ceretta a caldo. Questo metodo si può effettuare sia con la pasta di zucchero (ceretta araba e ceretta brasiliana), sia con delle strisce depilatorie pronte all’uso. È adatta a tutte le parti del corpo, anche alle zone delicate come prolabio, sopracciglia, mento e sottomento.
Da menzionare anche l’epilazione mediante threading (tecnica di rimozione temporanea dei peli con fili intrecciati).
Gli apparecchi elettrici per l’epilazione sono costituiti da una spirale rotante che, passata sulla pelle intrappola il pelo, traendolo verso l’esterno. Il pelo, se ben catturato, viene estirpato fino al bulbo, ma i peli più sottili e corti si possono spezzare. La ricrescita del pelo avviene di media ogni 15 giorni.
L’elettrodepilazione, chiamata anche diatermocoagulazione, realizzata mediante l’utilizzo di corrente elettrica continua o ad alta frequenza che, applicata al follicolo pilifero, si trasforma in energia termica, determina la distruzione, con conseguente asportazione del pelo (tramite pinzetta). Si tratta, però, di una tecnica ormai in disuso e sostituita dall’epilazione laser o a luce pulsata.

Laser e luce pulsata
Le tecniche depilatorie non possono più essere attualmente considerate degli strumenti ideali a causa dell’efficacia limitata e a breve termine. Sotto la spinta di una crescente richiesta di metodi maggiormente efficienti di epilazione a lungo termine, la ricerca scientifica e tecnologica è riuscita a elaborare nuove strumentazioni in grado di utilizzare i sistemi laser e la luce pulsata. Tale campo è di così grande interesse da rappresentare una delle aree in più rapida crescita della dermatologia. In generale si può affermare che solo la minoranza dei pazienti richieda la rimozione dei peli a causa di vere e proprie patologie, quali, per esempio, l’ipertricosi, l’irsutismo, le follicoliti, le pseudofollicoliti da rasatura (barba, ascelle, inguine) e l’idrosiadenite, mentre nella maggior parte dei casi le ragioni sono dovute a necessità sportive o puramente estetiche, principalmente per la rimozione di peli superflui dal viso, dal tronco, dagli arti e dall’area genitale. Se i pazienti sono affetti da problematiche di tipo patologico sono altamente motivati e generalmente disposti a sottoporsi a procedure lunghe e dolorose, ma quando l’approccio è puramente estetico, i livelli di disagio e la durata delle sessioni possono essere fattori importanti per la scelta del dispositivo e il percorso dei trattamenti. In particolare, la zona genitale è una delle aree del corpo più comunemente trattate, che può comportare la completa rimozione dei peli dalla vulva, dal perineo, dall’ano e dai glutei, tendenza attualmente molto in auge. La rimozione in queste aree particolarmente sensibili può essere molto dolorosa con la cera o con altri dispositivi tradizionali, quindi spesso viene preferito l’impiego di una tecnologia laser o basata sulla luce.

Sul mercato sono disponibili numerosi dispositivi laser, come il laser ad alessandrite (755 nm), il laser a diodi (800nm) e luce pulsata intensa (Ipl) (590-1200 nm). Lo scopo di questi dispositivi è il danneggiamento delle cellule staminali nel rigonfiamento e nella papilla dermica del follicolo pilifero, colpendo la melanina che rappresenta il cromoforo specifico. La melanina assorbe lunghezze d’onda tra 600-1100 nm, consigliate per l’epilazione attraverso la distruzione dell’unità follicolare. Per tali dispositivi, sono stati suggeriti tre principali meccanismi di azione, quali la distruzione fototermica, il danno fotomeccanico e il processo fotochimico.

La distruzione fototermica dei follicoli piliferi costituisce il concetto fondamentale di epilazione: la melanina, il cromoforo contenuto all’interno del fusto del pelo, assorbe l’energia della luce che la converte in calore e si diffonde alle cellule staminali non pigmentate del bulge vicino, che ne rappresenta il target. La terapia fotodinamica (Pdt) si basa, invece, sulla distruzione fotochimica, attraverso la creazione di mediatori tossici come l’ossigeno singoletto o altri radicali liberi, ed è in grado di funzionare anche su peli non pigmentati. La tecnologia a luce pulsata (IPL), spesso ed erroneamente considerata una tecnologia laser, si avvale dell’uso di una lampada flash a banda larga allo xenon per generare sistemi non coerenti di luce in uno spettro tra il visibile e l’infrarosso (500-1200 nm). Per raggiungere il cromoforo desiderato, i filtri ritagliano l’emissione luminosa in base alle lunghezze d’onda richieste dall’operatore (medico), di conseguenza, questo tipo di sorgente luminosa può eccitare più di un cromoforo (emoglobina, melanina, acqua). Gli endpoint clinici, frequentemente osservati durante l’epilazione laser, non sono comunemente osservati con Ipl. Vari studi hanno dimostrato che l’Ipl è inferiore ai laser ad Alessandrite e Nd-Yag per risultati a lungo termine.

L’impulso lungo Nd-Yag è una sorgente laser con una lunghezza d’onda più lunga e rappresenta la prima scelta nei pazienti con pelle scura. Secondo diversi studi comparativi il laser Nd-Yag è risultato meno efficace dei laser ad alessandrite e diodi e più efficace dell’Ipl per quanto riguarda i risultati di epilazione duraturi. Fin dalla sua introduzione sul mercato, nel 1988, il laser a matrice diodica si è sempre più affermato come uno dei migliori dispositivi per l’epilazione, grazie anche all’esperienza degli innumerevoli operatori e alle migliaia di pazienti trattati nel mondo con eccellenti risultati. Gli studi istologici hanno mostrato una significativa riduzione della densità e dello spessore dei peli su cute trattata con laser a diodi 810 nm a impulsi più lunghi. Il lungo diodo pulsato è stato ampiamente utilizzato per la rimozione dei peli grazie all’efficacia e alla sicurezza in pazienti con fototipi da I a V secondo la classificazione di Fitzpatrick.

Gli effetti collaterali sulla pelle
Come tutte le tecniche mediche, possono sopravvenire degli effetti collaterali, tra cui, i più comuni, includono eritema, edema, discomfort e, occasionalmente, effetti più gravi come ustioni termiche, vesciche, iperpigmentazione, ipopigmentazione e cicatrici. Questi ultimi effetti, però, si manifestano maggiormente nei pazienti con la pelle più scura, ma possono essere evitati o ridotti al minimo mediante la selezione di parametri più sicuri e un efficace processo di raffreddamento durante la seduta, seguendo naturalmente anche le indicazioni del medico. È necessario applicare una crema lenitiva subito dopo il trattamento e nei giorni seguenti e, se necessario, una fotoprotezione. Inoltre e non in ultimo, si tratta di strumentazioni altamente tecnologiche, ma sono generalmente sicure ed efficaci se impiegate da professionisti, quali i medici esperti. L’“ipertricosi paradossa” è un effetto collaterale raro osservato in pazienti trattati con Ipl, laser a diodi e alessandrite, quando il laser o la luce stimolano la crescita di nuovi peli attraverso una fotoattivazione dei follicoli piliferi dormienti nella fase terminale dei peli anagen. È caratterizzato dalla comparsa di nuovi follicoli piliferi che circondano le aree trattate. Questo effetto collaterale potrebbe essere indotto dalla selezione di parametri eccessivamente conservative e, quindi, può essere risolto con parametri più aggressivi durante le sessioni successive.
L’epilazione laser è un trattamento molto richiesto e diffuso e, pertanto, le sue tecniche si stanno evolvendo. In commercio sono disponibili anche dispositivi domestici caratterizzati da una minore fluenza rispetto ai dispositivi medici e tale caratteristica limita la loro efficacia. Tuttavia vengono scelti in generale da chi preferisce investire i propri soldi in questi strumenti perché economici.

(di Alessandra M. Cantù e Corinna Rigoni, Panorama Cosmetico 2/2019, © riproduzione riservata)

 

2019-03-28T15:32:00+00:00