Bye bye studi di settore

Arriva una nuova strategia di contrasto all’evasione fiscale basata sul rafforzamento della collaborazione tra contribuente e Amministrazione finanziaria.
Con i nuovi indicatori, la congruità del contribuente viene valutata in base alla sua “affidabilità fiscale”. Premiati i cittadini più virtuosi

I contribuenti fiscalmente affidabili vengono oggi premiati dal fisco: con la nostra esperta, dottoressa Paola Castelli, vediamo in cosa consiste la new entry “indici sintetici di affidabilità”.

Dottoressa Castelli, il nostro legislatore ha sempre avuto un debole per gli studi di settore. Perché, adesso, ha deciso di “tradirli” con gli indici sintetici di affidabilità?
Il legislatore, forse, si è reso conto che gli studi di settore sono un’elaborazione statistica sicuramente sofisticata, ma che non tiene conto di situazioni reali soggettive e oggettive che ovviamente possono incidere sul risultato derivante dalla sua applicazione; questo lo ha portato ad adottare una nuova strategia di contrasto all’evasione fiscale basata sul rafforzamento del dialogo e della collaborazione tra contribuente e Amministrazione finanziaria.
Se con gli studi di settore la congruità del contribuente veniva stimata confrontando i ricavi dichiarati con quelli presunti dallo studio di settore stesso; oggi, con gli Indici sintetici di affidabilità, (cosiddetti Isa o indicatori di compliance) la congruità del contribuente viene valutata in base a un dato sintetico, che ne determina, su una scala da 1 a 10, il livello di affidabilità fiscale: più si è fiscalmente fedeli, maggiori sono i “premi” che il fisco concede.

Come funzionano gli Isa?
Gli Isa 2019 (periodo d’imposta 2018) sono la sintesi di una serie di indicatori elementari di affidabilità e di anomalia, che permettono di determinare il livello di affidabilità fiscale dei contribuenti su una scala da 1 a 10; il livello di compliance viene, infatti, misurato tramite indicatori che prendono in esame la plausibilità dei ricavi, il valore aggiunto, il reddito d’impresa, l’affidabilità dei dati dichiarati e le anomalie economiche; il tutto su un range di otto anni e non più di un anno come, invece, facevano gli studi di settore.
L’Isa per le farmacie è il modello AM04U.

In tale modello vengono richieste informazioni di natura contabile ed extracontabile, quali, a mero titolo esemplificativo ma non esaustivo:
• informazioni sul personale della farmacia (numero dei dipendenti full-time, dei dipendenti part-time, dei collaboratori dell’impresa familiare e via di seguito, nonché il numero complessivo delle giornate retribuite);
• informazioni relative alle unità locali e agli spazi utilizzati per esercitare l’attività di vendita (Comune, Provincia, mq., eccetera);
• elementi specifici dell’attività:
– dati necessari a individuare le concrete modalità di svolgimento dell’attività e la natura dei servizi offerti alla clientela: per ogni tipologia di prodotto offerto -medicinali con ricetta, Sop, Otc, preparati galenici e via di seguito- viene richiesta la percentuale dei ricavi conseguiti in rapporto ai ricavi complessivi;
– la tipologia di farmacia (urbana, rurale, rurale sussidiata);
– la modalità organizzativa (associato a gruppi d’acquisto, unioni volontarie, consorzi cooperative, in franchising o affiliato);
– l’importo dello sconto, al netto dell’iva, praticato al Ssn;
– l’importo complessivo dei prodotti e dei farmaci resi all’Assinde o distrutti tramite struttura autorizzata, senza tenere conto dell’eventuale indennizzo percepito;
• beni strumentali posseduti e/o detenuti a qualsiasi titolo (scaffali, stigliature, espositori, bombole di ossigeno, distributori automatici, attrezzature per la realizzazione di preparazioni galeniche magistrali, ecc.);
• dati contabili necessari all’applicazione dell’indice sintetico di affidabilità fiscale, quali, per esempio, l’ammontare dei ricavi e, quindi, dei corrispettivi di cessioni di beni e delle prestazioni di servizi, le rimanenze finali (il magazzino, quindi), i canoni di locazione, di leasing, le spese per il lavoro dipendente.
Quanto sopra a mero titolo indicativo, perché i dati richiesti dall’“Isa AM04U” sono molteplici.
Una volta inseriti tutti i dati contabili ed extracontabili richiesti, il contribuente può verificare, tramite il software Isa scaricabile dal sito internet dell’Agenzia delle Entrate, il proprio livello di affidabilità fiscale rispetto alle risultanze dell’applicazione degli Isa.
Stabilito il grado di affidabilità fiscale del contribuente, l’Agenzia delle Entrate comunica al contribuente il voto finale in “pagella” e le parti risultate incoerenti.
Tanto maggiore è il voto (quindi, tanto maggiore è il grado di affidabilità del contribuente), tanto più semplice sarà ottenere i premi assicurati dall’Isa.

“Premi”: che termine interessante. Finalmente una buona notizia: di cosa si tratta?
Se il livello di affidabilità fiscale del contribuente si attesta nella top ten (da 8 a 10) -e, quindi, l’Agenzia delle Entrate si rende conto di avere a che fare con un contribuente “secchione”- diversi sono i vantaggi che l’Isa riconosce: esclusione dall’accertamento o riduzione dei termini di accertamento e riduzione dei tempi per ottenere i rimborsi fiscali.

Viceversa, i “Lucignolo” che si sono ostinati a vivere nel Paese dei balocchi, “… che è una vera cuccagna”, potranno correre ai ripari con adempimenti spontanei prima che il Grillo Parlante dica la sua e, quindi, intervenga l’Amministrazione finanziaria con richieste formali.
In conclusione, alla luce di questo strumento di contrasto all’evasione fiscale, è bene, come sempre, vedere il “bicchiere mezzo pieno”: l’Isa non deve essere visto come uno spauracchio perché le farmacie sono soggetti fiscalmente corretti e poi l’Isa può anche rappresentare un prezioso strumento a disposizione di tali aziende per fare il punto della situazione sulla gestione aziendale, mettendone in luce i punti di forza e di debolezza.

(Farma Mese 4-2019 © riproduzione riservata)

2019-04-23T10:14:27+00:00