Otto scogli da superare

Il presidente di Federfarma, Marco Cossolo, ha presentato durante gli “Stati generali” tutta una serie di impegni che il sindacato sarà chiamato ad affrontare a breve. È l’occasione non soltanto per individuare i prossimi obiettivi della categoria, ma anche per studiare le criticità e le difficoltà da superare.

È un anno denso d’impegni, quello che si presenta per federfarma. almeno così risulta nel veder scorrere le numerose slide presentate dal presidente marco cossolo a roma, durante gli “Stati generali della farmacia italiana”, nell’incontro pomeridiano tenutosi con i farmacisti e gli stakeholder della filiera. Se, infatti, ci soffermiamo sull’analisi dei “prossimi impegni”, presentati peraltro senza nascondersi dietro un dito, si evidenzia tutta una serie d’incombenze, per le quali vengono precisate sia le proposte elaborate da Federfarma, sia le criticità e le difficoltà da superare.
Ecco allora l’occasione per capire quali sono gli scogli che il sindacato, e la categoria tutta, dovranno affrontare prossimamente.
Parte così un elenco suddiviso in 8 capitoli, pari agli impegni da superare, che il presidente Cossolo ha analizzato punto per punto, e che noi provvediamo qui di seguito a sintetizzare.

1. Convenzione
Dopo aver fatto una breve cronistoria dell’iter percorso, dalla proposta Sisac alla controproposta Federfarma, Cossolo si sofferma sui 4 obiettivi da raggiungere: Valorizzazione del ruolo professionale e della rete; contributo alla governance della spesa; uniformità di condizione e di servizio e maggior tutela nei rapporti. Il primo impegno passa dalla tutela della ruralità e dai criteri per ottenerla (popolazione, distanza dal capoluogo, fatturato Iva, numero dei servizi notturni), a quello della formazione e della remunerazione dei servizi, in particolare della guardia farmaceutica. Per quanto riguarda, invece, la governance della spesa, assente nella proposta Sisac ma introdotta in quella Federfarma, si propone una tracciabilità della Dpc, che parta da un unico elenco dei principi attivi periodicamente aggiornato e preveda poi una remunerazione base, con maggiorazione per i rurali, e precise regole di controllo delle prescrizioni. Il terzo obiettivo, cioè l’uniformità di condizioni e di servizio, prevede la competenza nazionale esclusiva sull’assistenza farmaceutica e l’unificazione del processo di dematerializzazione, mentre il quarto, cioè la tutela nei rapporti, pretende nel controllo e nel contenzioso regole, tempi e modalità uniformi; nella dotazione minima di personale limiti precisi; nei pagamenti acconti e tempi ben definiti e, infine, regole precise per il funzionamento della Commissione farmaceutica aziendale.
Questo è quanto Federfarma si propone di ottenere dopo la ripresa delle trattative con la Sisac.

2. Servizi
Primo obiettivo è ottenere in Convenzione il riconoscimento della Farmacia dei servizi integrata nel Ssn, con criteri unici nel determinare i valori della remunerazione, come pure con requisiti igienici strutturali uniformi. Va poi in fretta attivata la sperimentazione sul territorio (come stabilito dalla Legge di Bilancio 2018 in 9 Regioni), per la quale peraltro Federfarma ha già predisposto un documento su quali servizi, con quale remunerazione, con che modalità e ripetibilità attuarli. A tal fine i nuovi servizi sono stati così classificati: quelli cognitivi (presa in carico per monitoraggio e aderenza), quelli front office (Cup, riscossione ticket, consegna referti, punto unico d’accesso), le prestazioni di prima istanza (analisi, telemedicina, screening, campagne di prevenzione) e, infine, i servizi di assistenza domiciliare (presa in carico dei pazienti cronici e fragili).

3. Remunerazione e Dpc
Qui si parte con una dichiarazione di due principi cardine: vanno riconosciute sia la dignità dell’atto professionale, sia la sostenibilità economica. Partendo dalla considerazione che la norma del 2012 non era più attuabile, sulla base dei dati storici vanno previsti i trend del mercato, sui quali interloquire con il ministero della Sviluppo economico e con le Regioni. Tre slide evidenziano sia la caduta della spesa convenzionata lorda (dai 12,3 miliardi di euro del 2011 ai 10,4 del 2017), sia del numero di confezioni Ssn (perse 41,6 milioni di confezioni dal 2014 al 2018), sia l’incremento della distribuzione diretta (dai 7,2 miliardi di euro del 2013 ai 9,3 del 2017). La correlazione è evidente: diminuisce la convenzionata di pari passo con l’aumento della diretta e, inoltre, con la riduzione dei prezzi (tagli ed equivalenti) si assottiglia il margine netto a confezione. A questo quadro già preoccupante vanno poi aggiunti ulteriori segnali di tagli alla spesa pubblica, suggeriti dalla nuova governance, e allora diventa indilazionabile -secondo Federfarma- incentivare la distribuzione per conto, che peraltro garantisce al Ssn uniformità di assistenza, tracciabilità e minori sprechi.
L’unica soluzione, quindi, è “dare valore all’atto professionale della dispensazione e tutelare gli attuali volumi della convenzionata”.

4. Servizio farmaceutico
Si parte da una contraddizione insita nel Decreto Bersani: da una parte si favorisce il libero accesso al farmaco di automedicazione e dall’altra si impone la presenza del farmacista. La proposta di Federfarma, allora, è garantire il libero accesso a Otc sicuri senza la presenza del farmacista e, visto che dopo 7 anni dal concorso Monti si sono aperte solo 800 farmacie sulle previste 2.500, riservare ai parafarmacisti, ai collaboratori e ai rurali queste nuove aperture. Vanno poi rimossi i conflitti d’interesse dei Comuni che deliberano sulle piante organiche, così come va previsto l’obbligo di apertura quando si siano raggiunti i requisiti territoriali/popolazione.

5. Formazione
La formazione universitaria non sembra più idonea alle attuali esigenze, e questa constatazione impone una riforma del piano di studi della Facoltà di Farmacia. Da qui l’opportunità di interloquire con la Fofi e il ministero della Pubblica Istruzione, per individuare le strategie da intraprendere per un adeguamento del corso di laurea.

6. Cronicità
Il Centro studi Federfarma è impegnato nell’analisi di un modello che consenta alla farmacia di prendersi in carico un paziente cronico, da proporre poi alle organizzazioni territoriali per interventi locali. A tal fine ha promosso uno studio, coordinato da Nello Martini, che ha evidenziato come ottimizzare l’aderenza terapeutica in 5 patologie croniche (diabete, osteoporosi, fibrillazione atriale, dislepidemie e ipertensione) possa consentire al Ssn un risparmio pari a 3,7 miliardi di euro, al netto dell’incremento della spesa farmaceutica legata all’aumento dell’aderenza. Anche lo studio Adhere su 2 patologie (scompenso cardiaco e Bpco), in corso presso l’Asl Toscana Sud-Est e sostenuto insieme con Fofi e Assofarm, consentirà di valutare l’impatto sanitario ed economico della farmacia nel migliorare l’aderenza terapeutica. Esso durerà 3 anni, prevede il coinvolgimento anche dei medici di medicina generale e riconosce che tale attività sarà remunerata.

7. Terzo pagante
Si parte da una constatazione: la spesa sanitaria privata ha raggiunto, nel 2018, la bella cifra di 40 miliardi di euro. Essa non soltanto dimostra come il Servizio sanitario nazionale stia lentamente dismettendo il suo impegno, ma evidenzia anche come sia importante prendere contatti con le assicurazioni private, che man mano stanno occupando gli spazi dismessi. Prima ipotesi allo studio di Federfarma consiste nel proporsi come intermediario tra farmacie ed enti assicurativi per il processo di fatturazione.

8. Competitività
L’ultimo impegno proposto dal presidente Cossolo riguarda la Legge Concorrenza e il rischio catene del capitale. La necessità di fornire alle farmacie strumenti innovativi che consentano di competere con i “poteri forti” ha spinto alla costituzione di “Sistema Farmacia Italia”, già ora operativo, visto che a giugno partirà con la sua prima iniziativa dedicata alla fibrillazione atriale.
L’obiettivo è di proporre agli associati nuove interessanti attività sia nell’area della Pharmaceutical care, sia in quella commerciale, rese possibili dalla collaborazione tra la rete sindacale e quella delle cooperative della distribuzione gestite dai farmacisti.

(Farma Mese 4-2019 © riproduzione riservata)

2019-04-23T14:38:47+00:00