Quale futuro per l’e-Pharmacy

Il fatturato ancora modesto delle vendite online non basta a nascondere un trend in grande e costante incremento, tale da favorire alcune riflessioni. L’e-commerce va visto come minaccia o come opportunità? Ecco alcune linee guida di Iqvia per capire come districarsi.

Cresce in tutto il mondo, e a doppia cifra, il mercato dell’e-commerce, non soltanto in Cina (+26,2% dal 2015 al 2016, +32,2% dal 2016 al 2017) e negli Usa (+14,4% dal 2015 al 2016), ma nello stesso periodo anche in Europa (+12,1%). Ed è una crescita che riguarda anche il comparto farmacia, che registra ovunque trend in costante incremento.

Tant’è vero che il fatturato della e-pharmacy in Europa, valutato nel 2015 pari a 2,5 miliardi di euro, si prevede arriverà ai 6,5 miliardi di euro entro il 2020.

In questa crescita l’Italia non è da meno, se pensiamo che le vendite online della farmacia, dopo un avvio tranquillo (+8% dal 2013 al 2015, da 58 a 68 milioni di euro), hanno preso la rincorsa (+37% dal 2016 al 2018, da 85 a 155 milioni di euro) e sembrano ora voler decollare con un +45% nei prossimi due anni, raggiungendo 315 milioni di euro nel 2020.

Certo è un mercato molto concentrato, come ha dimostrato Francesco Cavone, associate director di Iqvia al convegno sull’e-commerce organizzato da “Pharmacy Scanner” a Cosmofarma Exhibition (le prime 10 e-pharmacy fanno la maggioranza del fatturato), ma la sua continua espansione e le tendenze del consumatore fanno capire che la farmacia non lo potrà trascurare: anzi “bisognerà esserci”, per non apparire superati e obsoleti. Lo ha detto a chiare lettere anche l’altro relatore al convegno, Max Mueller, chief strategy officer di DocMorris, la grande farmacia online olandese: «Il farmacista deve capire che l’online è un’opportunità piuttosto che una minaccia. Il cambiamento non si può fermare, quando assicura alle persone vantaggi evidenti».

Insomma, utilizzare strumenti digitali significa essere sempre aggiornati e innovativi, e questo permette di dare di sé e della propria farmacia una migliore immagine.

Per esempio, l’ultimo rapporto dell’Istituto Piepoli precisa appunto -come riferisce “Pharmaretail” di New Line- che l’80% degli italiani reputa molto o abbastanza importante che la propria farmacia di fiducia abbia un proprio sito o una pagina Facebook. A maggior ragione essere operativi anche nell’e-commerce potrà diventare motivo di distinzione.

sta al canale farmacia suggerisce di tener d’occhio gli sviluppi del digitale, soprattutto in conformità alle aspettative del proprio bacino d’utenza e del nuovo consumatore, più attento al proprio benessere, ma con decisioni d’acquisto “fluide”. Diventano, allora, molto importanti le attività di “trade marketing”.

I prodotti più venduti
Ma quali sono i comparti che meglio rispondono all’e-commerce? Analizziamo, ovviamente, il mercato Otc e l’extrafarmaco, visto che in Italia la legge vieta la vendita online dell’etico di prescrizione (in Europa è ammessa soltanto nei Paesi nordici -Inghilterra, Olanda, Danimarca, Norvegia, Svezia, Finlandia, Germania- e in Portogallo) e allora vediamo che le percentuali più rilevanti si registrano nel patient care (Pac: +138% contro un -1,4% nel mercato offline), nei nutrizionali (Nut: +97%, contro un -0,9% al banco) e con trend sempre elevati anche nei farmaci di automedicazione (Otc: +58%) e nel personal care (Pec: +38%). D’accordo, queste percentuali vanno tarate, perché partono da una base al momento assai modesta, ma, comunque sia, sono indicative dei comparti preferiti dal consumatore digitale. Interessante, al riguardo, anche la ricerca condotta da Iqvia sul comportamento di chi acquista un integratore (l’80% di chi entra in farmacia ne ha acquistato uno nell’ultimo anno).

 

Ebbene, un terzo circa degli intervistati dichiara di acquistare indifferentemente tanto on, quanto offline, rivelando così una sempre più diffusa “fluidità” nei comportamenti d’acquisto. Quali sono le linee guida indicate a questo punto da Iqvia?

 

Partendo dal dato che più di un terzo dei consumatori ormai utilizza l’online, diventa indispensabile capire quali siano le loro aspettative nei riguardi del canale digitale. Come, cioè, si evolvono le abitudini sotto l’influsso di internet, quali sono i comportamenti e i processi d’acquisto, come avviene la scelta del canale, come il cliente si muove in farmacia e nell’online, quali, in ultima, analisi sono i trend e le aspettative future del consumatore e il loro impatto sugli acquisti in farmacia. Più facile, però, a dirsi che a farsi.

(di Matteo Verlato, Farma Mese 5-2019, © riproduzione riservata)

2019-05-21T12:12:45+00:00