Istat: l’identikit di chi consuma farmaci

L’Istat, attraverso l’indagine “Aspetti della vita italiana”, stima che nel 2017 il 42% degli italiani abbia consumato farmaci negli ultimi due giorni prima dell’intervista, vale a dire, in valori assoluti, 25 milioni di uomini e di donne. Il dato non ci sorprende, perché già nelle rilevazioni precedenti (pubblicate dall’Istat ogni due anni), si era intorno ai due quinti della popolazione, ma è importante considerare che il trend degli ultimi anni è crescente. Il numero di consumatori dal 2011 al 2017, infatti, è aumentato di 2,1 milioni di unità, pari al 9%, incremento dovuto sostanzialmente a una maggior diffusione dell’uso dei farmaci, visto che la popolazione è rimasta abbastanza stabile, soprattutto negli ultimi bienni.
Ma vediamo un po’ chi sono questi consumatori di farmaci, analizzandoli per età e classi socio-demografiche.

Età
Si consumano farmaci a tutte le età, ma mentre della classe 0-14 anni sono poco più di un milione di individui, pari al 13,1% degli Italiani dello stesso gruppo, oltre i 75 anni sono 6,2 milioni, la quasi totalità (89,4%) delle persone di età avanzata. Possiamo suddividere gli Italiani in tre grandi raggruppamenti: i giovani da 0 a 34 anni, un secondo gruppo che comprende la classe media, sensibile alle novità e ai cambiamenti che va dai 35 ai 64 anni, e gli oltre 65 anni, che il marketing chiama Silver, Senior o Active Ageing, di grande interesse per la potenzialità. Risulta, infatti, che almeno nei primi anni assicurano nel tempo “liberato dal lavoro” un mercato promettente, destinato al benessere psico-fisico-economico acquisito e dedicato primariamente alla salute. Il primo gruppo è formato da 3,6 milioni di persone, il secondo da 10,8 milioni, il terzo ha circa la stessa dimensione del precedente, 11 milioni (vedi grafico).
Mentre il primo gruppo è in contrazione (nel 2011 erano 3,8 milioni, nel 2017 sono diminuite di 269 mila unità, pari al 7%, per la diminuzione delle nascite), gli altri due sono in incremento, il secondo di un milione di unità, pari al 10,3%, e il terzo di 1,4 milioni, pari al 14,4%. Il consumo dei farmaci aumenta dunque, non soltanto perché la popolazione italiana invecchia, ma anche perché la classe mediana ricorre maggiormente ai medicinali, siano essi di prescrizione o di autocura, per mantenersi in buona salute.

Sesso
Le donne che hanno consumato un farmaco negli ultimi due giorni prima dell’intervista risultano essere 3,3 milioni in più degli uomini. Per la precisione, sono state pari a 14,3 milioni contro gli 11 milioni di uomini. Si tenga conto che la popolazione Italiana ha, in generale, una prevalenza di donne, ma non tale da giustificare questi risultati. Se noi li rapportiamo all’universo, infatti, notiamo che il 46,1% delle donne assume farmaci contro il 37,7% degli uomini. Lo scenario dei clienti della farmacia, dunque, è più femminile che maschile, e non soltanto perché alla donna è riservato l’acquisto del fabbisogno familiare, ma anche proprio come vera e propria consumatrice.

Professione
Il gruppo principale dei consumatori, comprensivo delle persone adulte (dai 15 anni in su, pari a 24,3 milioni di italiani) è formato dai ritirati dal lavoro, 8,5 milioni pari all’81,3% di coloro che per l’età o per altri motivi non esercitano più una professione (gruppo in cui ricade la maggior parte degli ultra 65enni). Il secondo per numerosità include gli occupati -dall’imprenditore, all’impiegato, all’operaio- con 7,6 milioni di persone, circa un terzo (34,1%) dell’insieme della classe d’appartenenza. Il 59,3% delle casalinghe, pari a 4,4 milioni di donne, forma il terzo gruppo per numerosità. Tra gli altri consumatori vi sono i 2 milioni di disoccupati maggiorenni, in cerca di nuova occupazione o di prima occupazione.

Scolarità
Abbiamo preso in considerazione 23,2 milioni di consumatori di farmaci, che hanno compiuto almeno 25 anni e abbiano frequentato o meno un tipo di scuola, trascurando i giovanissimi (6-24 anni di età) perché parecchi frequentano ancora. Poco meno di un terzo (32,3% pari a 7,5 milioni di individui) ha la licenza di scuola elementare o nessun titolo di studio. Un altro terzo scarso (28,8%, pari a 6,7 milioni di individui) ha un diploma, il 26,7% (6,2milioni) ha una licenza di scuola media e solo il 12,2% (2,8 milioni) ha una laurea o post laurea. Ciò che ci aspetta nei prossimi anni è una crescita della scolarizzazione, come dimostra la classe tra i 45-64 anni e ancor più quella dei 25-44 enni.
Già oggi esistono due tipi di clienti della farmacia: coloro che hanno una preparazione scolastica elementare e che hanno bisogno di una comunicazione semplice e comprensibile, e un insieme di persone con una preparazione di base, un acculturamento che va crescendo mano a mano che si inseriscono le nuove leve.

Aree geografiche
Mediamente in Italia il 42% della popolazione consuma farmaci, ma il territorio è lungo e variegato per conformazione, condizioni atmosferiche e socio-economiche, per cui vi sono differenze fra regioni, province e altre tipologie di aggregati demografici. Alcuni esempi: l’uso dei farmaci da parte della popolazione diminuisce dal Nord (43,9%), al Centro (41,7%), al Sud Isole (39,6%). Sopra la percentuale media nazionale abbiamo la Liguria (48,5%), l’Umbria (48,5%), l’Emilia Romagna (46,7%), sotto la media la Provincia autonoma di Bolzano (29%) e la Campania (37,1%). Nei piccoli agglomerati (fino a 2.000 abitanti) la percentuale sale al 45,5%, mentre nelle aree metropolitane la percentuale si aggira intorno alla media Italiana.

In conclusione, i consumatori di farmaci possono essere raggruppati in due grandi gruppi all’incirca di pari peso: i 65enni e oltre comprendenti gli Active ageing e la classe di mezzo i 35 e 64 anni, con aspettative soprattutto per il mercato commerciale e per i servizi della farmacia, che possono sia assumere strategie simili in quel che li accomuna, sia diverse per l’evolversi degli stili di vita e dei bisogni emergenti. In entrambi i casi vi è una maggioranza femminile.
Il raffronto con gli anni precedenti dimostra che, anno dopo anno si rafforza la componente scolarizzata dei consumatori per l’uscita delle vecchie generazioni e l’entrata delle nuove, preparate non soltanto dalla scuola, ma anche dai social network in fase di grande espansione. La farmacia del domani non può che essere sensibile a queste evoluzioni, se vuol stare al passo con i tempi e continuare a essere presidio territoriale moderno, efficiente ed efficace per la salute dei cittadini.

(di Barnaba Grigis, Farma mese 6-2019, © riproduzione riservata)

2019-07-03T10:31:45+00:00