Contraffazioni, come difendersi

La vendita di merci contraffatte sta diventando sempre più una grave minaccia sia per i produttori e la filiera distributiva, sia per i consumatori. Lo evidenzia un lungo articolo di Chrissie Jamieson di MarkMonitor, che si sofferma sulle perdite non soltanto in termini di fatturato e di reputazione per i brand originali, ma anche sui rischi che corrono i consumatori, dal momento che acquistano prodotti di qualità inferiore, se non addirittura dannosi per la loro salute.
Secondo l’Ocse, l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, il commercio di prodotti contraffatti rappresenta ormai il 3,3% del totale mondiale, il che significa che nell’Ue il 5% di tutti i beni importati è falso e causa la perdita di 800 mila posti di lavoro oltre a perdite per 14,3 miliardi di euro.

Ovviamente, quando si parla di farmaci e di cosmetici, il prezzo da pagare è molto più alto, perché al danno sociale ed economico va aggiunto quello sanitario. E il pericolo di prodotti tossici, o, comunque sia, non rispondenti agli standard di qualità e sicurezza, è diventato alto anche in Italia, se si considera che in questi ultimi quattro anni sono stati sequestrati ben 2,5 milioni di confezioni di medicinali falsi e più di 4 milioni di fiale e compresse contraffatte. Inoltre, si stima che il 99% dei farmaci acquistati online sia privo dei controlli e del permesso di Aic. Da parte sua, l’Oms ritiene che un farmaco su 10 in commercio nei Paesi in via di sviluppo non rispetti gli standard o sia contraffatto.

Proteggere la salute dei consumatori, la reputazione dei produttori e il fatturato del comparto sottratto dai farmaci contraffatti diventa allora fondamentale. Ma come agire contro questa proliferazione di siti web che si spacciano per farmacie online? Un sondaggio svolto in Gran Bretagna da The Independent Pharmacy dimostra che l’83% degli adulti intervistati non sa come poter verificare se i medicinali acquistati online siano o no sicuri. Il nuovo sistema Ue di contrasto alla contraffazione, grazie alla tracciatura del farmaco (Emvs, European medicines verification system), operativo dal 9 febbraio 2019, aiuterà a bloccare la circolazione dei farmaci falsi in 31 Paesi, ma l’Italia è tenuta ad adottarlo soltanto a partire dal 2025. Si consideri che nel 2018 si è registrato nel Bel Paese un aumento del 60% di vendite online di farmaci da banco, integratori e dietetici, per un giro d’affari di 150 milioni di euro, che Iqvia prevede salirà nel 2020 a oltre 300 milioni. Quindi, rimane alto per il cittadino italiano il pericolo di affidarsi a farmacie online senza verificarne prima la loro attendibilità (ricordatelo ai vostri clienti: devono avere il bollino approvato dal ministero della Salute).

Le domande del consumatore
La recente “Global online shopping survey 2018” di MarkMonitor indica le domande che il consumatore dovrebbe porsi prima di acquistare un farmaco online (e che il farmacista dovrebbe a sua volta consigliargli):
• Il farmaco che voglio acquistare necessita di una prescrizione? Se una farmacia online non richiede per quel farmaco la prescrizione, ecco un sicuro campanello di allarme.
• Da dove e a chi viene spedito il farmaco? Altro indizio di illegalità: le farmacie devono essere autorizzate a operare in ogni Paese in cui effettuano le spedizioni e, quindi, non possono vendere farmaci ovunque.
• Da dove proviene il farmaco? Molti siti web indicano il Paese d’origine del medicinale: se la lingua del bugiardino è diversa, con molta probabilità la e-Pharmacy non è legale. Inoltre, così non è possibile capire quali siano le modalità di utilizzo, dosaggio, eventuali effetti collaterali, ecc.
• Quali contatti vengono forniti? Le farmacie online legittime dovrebbero fornire sempre i dati di contatto di un farmacista autorizzato.
• Cosa vende la farmacia online? Quella legale non vende farmaci non approvati e/o non regolamentati. Se il sito lo fa, chiaramente non è legittimo.

L’impegno delle aziende
Giusto educare il consumatore a un attento controllo per difendersi dai farmaci contraffatti, ma spetta in primo luogo alle aziende farmaceutiche impegnarsi a salvaguardare dalle contraffazioni il proprio brand e la sua proprietà intellettuale. L’ articolo di Chrissie Jamieson di MarkMonitor indica questi elementi come parte di una strategia di successo.
– La protezione del brand preceda il lancio del nuovo prodotto: l’azienda farmaceutica dovrebbe monitorare le notizie online sugli ingredienti attivi pertinenti (Api), sull’utilizzo del farmaco per indicazioni non consentite, sui gruppi di età coinvolti o sui dosaggi “consigliati”.
– Monitorare tutta la rete: i brand dovrebbero controllare l’attività di deviazione nei post sui social media che reindirizzano il traffico verso siti fraudolenti.
– Garantire una protezione globale del brand: la strategia d’attacco end-to-end deve collaborare con organizzazioni di terze parti e forze dell’ordine, per la raccolta di prove, rimozione delle frodi e procedimenti giudiziari.
– Monitorare territori specifici: concentrarsi su aree specifiche (come Cina e India), da dove storicamente proviene la maggior parte dei medicinali non autorizzati. Monitorare poi le attività del mercato grigio nelle aree dove i farmaci stanno per essere lanciati.
– Controllare le fonti e focalizzare le risorse: identificare le reti che lavorano dietro le farmacie online sospette, compresi i siti di pagamento. I brand devono impegnarsi a investire laddove il rischio è maggiore.

Proteggere il proprio brand è fondamentale nel mondo produttivo e degli affari. Ma per l’industria farmaceutica la posta in gioco è ancora più alta, perché significa proteggere se stessi e la salute dei consumatori (oltre a difendersi da cause legali per colpa di un prodotto che bisogna poi dimostrare essere stato contraffatto). Ecco, allora, che diventa fondamentale -in seguito alla crescita esponenziale del fenomeno- poter individuare subito sia i prodotti contraffatti, sia i canali di acquisto illegali. In attesa che anche in Italia decolli il nuovo sistema Ue di tracciatura del farmaco, tutta la filiera deve alzare le antenne e impegnarsi a individuare le frodi, rimuoverle e avviare i procedimenti giudiziari per reprimerle.

(Farma Mese 7-2019, © riproduzione riservata)

2019-09-12T17:12:14+02:00