Una farmacia digitalizzata

Il futuro Ssn sarà diverso dall’attuale. Non occorre avere la sfera di cristallo per prevederlo, perché l’evolversi delle attuali problematiche obbligherà a rivedere tutti i processi di programmazione e politica sanitaria. Lo si è ben capito alla Summer School di Gallio, dove si è riunito il gotha della Sanità italiana, a livello sia nazionale sia regionale, con l’obiettivo di trovare soluzioni alternative a un sistema sanitario sempre più in difficoltà, vuoi per il trend demografico, vuoi per la persistente crisi, gli alti costi dell’innovazione e i continui tagli alla spesa pubblica.

Unica speranza, secondo gli esperti, viene dai benefici dell’innovazione digitale, che dovrebbe favorire l’ottimizzazione dei percorsi di cura, la riduzione delle liste d’attesa e l’aderenza terapeutica. Ben chiara, quindi, la parola d’ordine: “Programmare il futuro della Sanità coniugando l’innovazione”. Questa la vera sfida da affrontare, partendo dal rinnovamento organizzativo e tecnologico fino ad arrivare alle competenze degli operatori sanitari. Puntando poi a realizzare migliorie che possano essere concretamente percepite dal cittadino e che s’accompagnino a risparmi.

L’intelligenza artificiale, infatti, permetterà di aumentare l’accuratezza della diagnosi, l’efficienza degli operatori, la personalizzazione della cura, liberando così risorse di cui il Ssn ha tanto bisogno. La presenza poi di figure specializzate nella gestione delle tecnologie medicali favorirà nuove modalità d’acquisizione di beni e servizi, garantendo così non soltanto l’appropriatezza, ma anche la sostenibilità, pur a fronte degli alti costi dei nuovi farmaci biotech. La vera sfida, quindi, è accogliere l’innovazione e imparare a sfruttare al meglio le potenzialità che l’intelligenza artificiale potrà offrire.

Consideriamo che i farmacisti, rispetto a tutti gli altri operatori sanitari, sono i più abituati all’innovazione tecnologica, anche perché le farmacie da tempo sono state costrette, per la gestione complicata del farmaco, a seguire l’evoluzione informatica. La ricetta elettronica, la Rev, i vari gestionali testimoniano non soltanto la presenza diffusa di moderne attrezzature hardware, ma anche l’adozione di sofisticati sistemi software, tant’è vero che da sempre la farmacia contribuisce alla rilevazione dei consumi e della spesa farmaceutica. Nessun problema, quindi, ad adottare il fascicolo sanitario elettronico e il dossier farmaceutico, che sono le fondamenta sia per il controllo dei consumi, sia per verifiche professionali quali la farmacovigilanza, le interazioni, l’aderenza terapeutica, la gestione del paziente. Per non parlare poi dei big data, una preziosa opportunità che la digitalizzazione garantisce, dai molti risvolti sia economici, sia sociosanitari.

Non usufruire di questa capillare diffusione di una rete già tecnologicamente attrezzata sarebbe autolesionistico, per un Ssn che opera con una spada di Damocle sul capo. Quindi, non soltanto per la sanità, ma anche per la farmacia si aprono nuovi modelli di business altamente innovativi, da considerare, monitorare, presidiare.

(Editoriale di Lorenzo Verlato, Farma Mese 8-2019 © riproduzione riservata)

2019-10-11T09:25:29+00:00