Alleati contro l’acne

L’acne è una dermatosi molto comune che può comparire a ogni età, ma che si manifesta soprattutto in epoca adolescenziale e può persistere anche per alcuni anni. Si localizza nelle aree seborroiche del volto (fronte, naso, guance e mento), del tronco (décolleté e dorso) e delle spalle ed è caratterizzata da lesioni polimorfe di tipo non infiammatorio -microcomedoni e comedoni, chiusi e aperti, questi ultimi comunemente chiamati punti neri- e da lesioni infiammatorie, come papule, pustole e noduli. Alla base della sua patogenesi hanno un ruolo rilevante l’iperseborrea, l’iperproliferazione dei cheratinociti (le cellule dell’epidermide), la colonizzazione dell’unità pilo-sebacea da parte del Propionibacterium acnes e l’infiammazione.

L’acne rappresenta una patologia con un forte impatto sociale, poiché le manifestazioni cliniche possono essere anche molto rilevanti, accompagnate dall’eventuale comparsa di cicatrici permanenti e, dunque, possono portare, nell’adolescente, gravi conseguenze psicologiche. Ma anche l’età adulta è coinvolta: negli ultimi anni si è assistito, infatti, a un progressivo aumento di manifestazioni acneiche nei soggetti adulti, soprattutto nelle donne di età compresa tra i 25 e i 40 anni. Si tratta di una forma di acne definita persistente nel caso sia comparsa anche in adolescenza, senza la spontanea remissione dopo i 25 anni (7-17%), oppure di acne cosiddetta tardiva, ovvero non preceduta dalle manifestazioni adolescenziali, considerata una forma molto più rara. Da alcuni studi è emerso che la forma tardiva o dell’adulto sia prevalentemente di tipo infiammatorio, con coinvolgimento generalmente delle guance e della metà inferiore del volto.

La terapia farmacologica…
Le linee guida sulla gestione dell’acne sono improntate essenzialmente sui tre gradi clinici di severità che determinano la scelta del trattamento: acne lieve, acne intermedia e grave. Ci sono, però, altre variabili che si dovrebbero tenere in considerazione per la prescrizione della terapia, quali il polimorfismo delle lesioni, la sensibilità cutanea individuale, le abitudini cosmetologiche, la personale gestione della patologia, il sesso, l’età e le dinamiche psicologiche.

La terapia topica dell’acne rappresenta il primo e basilare atto terapeutico dell’acne e attualmente sono disponibili sul mercato numerosi farmaci per uso locale, ognuno dei quali agisce verso uno o più step della patogenesi della malattia menzionati qui sopra. I trattamenti tradizionali dell’acne sono rappresentati dall’utilizzo di farmaci topici, quali i retinoidi (adapalene, tretinoina, isotretinoina, complesso retinoico “Retinsphere”), il benzoil perossido, l’acido azelaico, gli antibiotici (clindamicina, eritromicina), di combinazioni degli stessi (benzoilperossido + adapalene, clindamicina + tretinoina, clindamicina + benzoil perossido, acido retinoico + clindamicina + acido glicolico) e di farmaci sistemici, quali antibiotici e isotretinoina orale, mentre i contraccettivi orali sono indicati nell’iperandrogenismo oppure nei casi di acne soprattutto in età adulta.

… e il ruolo fondamentale della dermocosmesi
L’uso di cosmetici nell’acne lieve spesso rappresenta il primo approccio terapeutico, con il quale si è in grado di migliorare il quadro clinico e di mantenere sotto controllo l’andamento della malattia. Nelle forme di acne intermedia e grave i dermocosmetici possono limitare e/o prevenire gli effetti collaterali dei trattamenti farmacologici. Infatti, l’effetto dei medicinali sommato alla già presente infiammazione, spesso può indurre eritema, xerosi e desquamazione, e l’uso dei cosmetici contribuisce a migliorare significativamente l’aderenza terapeutica dei pazienti. Inoltre possono essere un valido aiuto nei periodi di sospensione dei farmaci.

I dermocosmetici utilizzati nell’acne sono rappresentati dai detergenti, dai seboregolatori, dagli opacizzanti, da cheratolitici, antimicrobici, antinfiammatori e fotoprotettori. Importante anche il consiglio sul makeup, che in caso di acne deve avere caratteristiche di non comedogenicità, mentre i prodotti per la rasatura devono avere un’azione antisettica e lenitiva. È, inoltre, fondamentale sottolineare che nell’acne, come in molte altre patologie dermatologiche, il ruolo del cosmetico assume le valenze di un farmaco, grazie all’azione comprovata dei principi attivi in esso contenuti (da qui la definizione di “cosmeceutico”, cioè cosmetico con azione similare al farmaco).

La detersione rappresenta un atto essenziale nella cura della pelle e numerosi studi hanno dimostrato che l’uso quotidiano di un detergente dedicato a una cute normale oppure seborroica contribuisce a migliorarne il quadro clinico senza danneggiare la funzione barriera o senza determinare la cosiddetta iperseborrea paradossa. Tale detergente dovrebbe avere un pH acido, non essere irritante o allergenico, oltre che non comedogenico e non acnegenico. I detergenti per la cute acneica sono formulati in gel, liquidi oppure schiume e possono contenere sostanze ad azione seboregolatrice, cheratolitica, antimicrobica, antinfiammatoria e idratante, da preferire in base alle caratteristiche del quadro clinico e alla terapia farmacologica in atto. La detersione, poi, dovrebbe essere effettuata al massimo due volte al giorno, al mattino e alla sera, evitando lavaggi compulsivi, non soltanto inefficaci, ma anche peggiorativi dell’acne. Tra i detergenti prescelti per l’acne, alcuni contengono principi attivi, quali acido azelaico, acido salicilico, triclosan, clorexidina.

Il passo successivo è rappresentato dall’applicazione dei seboregolatori, che si presentano sotto forma di emulsioni, gel e soluzioni contenenti diversi composti, tra cui l’acido lattico, il carbossimetilcisteinato di lisina, i derivati degli acidi carbossilici, i derivati dello zolfo, la nicotinamide, la piridossina cloridrato, la piroctonolamina, la serenoa repens, i liposomi, lo zinco e via dicendo. Nell’acne lieve con un’importante seborrea l’uso di seboregolatori può essere sufficiente in monoterapia, preferibilmente al mattino, e si possono associare anche cheratolitici da applicare alla sera, nel caso siano presenti delle lesioni ritenzionali (papule e comedoni), come gli alfaidrossiacidi (acido glicolico, acido malico e simili), l’acido piruvico e l’acido salicilico. Questi ultimi principi attivi, inoltre, possedendo rispettivamente, un effetto antinfiammatorio e antimicrobico, possono essere utili anche quali coadiuvanti della terapia farmacologica nell’acne moderata e severa.

Non in ultimo, nell’acne è importante utilizzare dei prodotti idratanti per mantenere integra la funzione barriera, alterata a causa delle eventuali terapie topiche e sistemiche. Tutte le formulazioni indicate nel trattamento dell’acne -quindi anche per quanto riguarda i prodotti idratanti- devono sempre essere non comedogeniche e oil-free, prive di oli minerali e animali, come, per esempio, quelli a base di glicerolo, biosaccaridi, fosfolipidi, acqua termale, acido ialuronico, zinco, alfa bisabololo e via di seguito.

L’esposizione solare viene considerata da una gran parte dei pazienti acneici come migliorativa o risolutiva della patologia. Tuttavia, il miglioramento clinico può essere ascritto all’effetto determinato dall’abbronzatura, che riduce la visibilità delle lesioni acneiche, e dalla riduzione della componente infiammatoria delle lesioni acneiche dovuta all’effetto immunomodulante dei raggi Uv. Ma bisogna ricordare che i raggi ultravioletti possono essere in grado di stimolare la comedogenesi, con una recrudescenza del quadro clinico dopo l’estate. L’uso di una fotoprotezione dedicata alla cute seborroica e acneica consente di evitare gli effetti collaterali determinati dall’esposizione solare e permette, al tempo stesso, di poter proseguire i trattamenti antiacne anche durante l’estate. Infatti la terapia antiacneica non dovrebbe essere interrotta nel periodo estivo, ma impostata in modo da sospendere oppure ridurre i dosaggi dei farmaci sistemici, mantenendo, però, l’applicazione, alla sera, di quelli topici. In tal modo si può sfruttare la possibilità di utilizzare dei prodotti solari al mattino e durante il giorno, sempre in formulazioni specifiche per la cute acneica e seborroica, quali emulsioni O/A, gel e spray, oil-free, prive di oli, con effetto opacizzante.

Infine, nell’acne è importante avere la possibilità di disporre di un makeup ad azione coprente (camouflage o maquillage correttivo), non comedogenico e non irritante. Per neutralizzare le lesioni eritematose, si utilizza in primo luogo il correttore di colore verde, che deve essere applicato soltanto sulle lesioni infiammatorie e sugli esiti postinfiammatori, uniformando poi il colorito di tutto il viso con il correttore coprente della tonalità più vicina al proprio fototipo. Infine, per la rasatura i pazienti dovrebbero ricorrere all’uso di schiume o gel da barba contenenti sostanze antisettiche (triclosan, zinco) e di emulsioni lenitive e decongestionanti come dopobarba.

Alla luce di quanto enunciato è, dunque, fondamentale anche un corretto approccio dermocosmetologico nei riguardi della cute acneica, evitando l’uso di prodotti irritanti o occlusivi, peggiorativi del quadro clinico e della conduzione dei trattamenti farmacologici, sia topici, sia sistemici.

(a cura di Alessandra M. Cantù e Corinna Rigoni, dermatologhe, Panorama Cosmetico 4/2019 © riproduzione riservata)

2019-10-16T11:42:36+00:00