Francia: vaccinazione anti-influenza anche in farmacia

Dal mese di ottobre di quest’anno in Francia la vaccinazione antinfluenzale può essere fatta anche in farmacia. Questa importante innovazione rappresenta un significativo passo avanti nell’ambito di quel concetto di “farmacia dei servizi” che anche Oltralpe prevede un sempre maggiore ruolo e coinvolgimento della professione farmaceutica all’interno del sistema sanitario nazionale.
La vaccinazione in farmacia è entrata in vigore su tutto il territorio francese dopo due anni di positiva sperimentazione in quattro regioni-pilota (700mila vaccinazioni in farmacia nella stagione scorsa, secondo il ministero della Solidarietà e della Salute) ed è stata accompagnata dal consenso dei farmacisti (che però vorrebbero superare alcune limitazioni oggi previste) e dalla prevedibile protesta di medici e infermieri (che prima erano i soli operatori autorizzati a somministrare i vaccini).
Questa nuova opportunità è stata peraltro fortemente voluta dalla ministra des Solidarités e de la Santé Agnès Buzyn, di République en marche (il movimento-partito del presidente Emmanuel Macron), che è medico, per la precisione un’ematologa. I risultati dell’esperienza francese non potranno non suscitare riflessioni anche in altri Paesi europei, incluso il nostro.

Cosa si fa nella pratica
Vediamo, allora, seguendo le istruzioni dell’Ordre national des pharmaciens, che cosa possono fare i farmacisti transalpini che abbiano chiesto e ottenuto la prescritta autorizzazione per la vaccinazione antinfluenzale (che è a carico del sistema sanitario pubblico) dalla loro Agenzia regionale della sanità. Per il momento i farmacisti (opportunamente preparati attraverso corsi certificati di formazione continua) possono praticare soltanto la vaccinazione contro l’influenza stagionale (la grippe, in francese) sui soggetti adulti indicati nelle raccomandazioni vaccinali ministeriali in vigore, con l’esclusione di chi abbia in passato manifestato reazioni allergiche severe alla ovoalbumina o a precedenti vaccinazioni. Le raccomandazioni del Ministero riguardano gli individui più fragili e vulnerabili: tra questi, persone di 65 anni o più, donne incinte, soggetti affetti da alcune patologie (come diabete, asma, Bpco, cardiopatie e via dicendo), individui obesi. Nell’insieme -secondo stime del Ministero riferite da Le Monde- l’ampia platea dei soggetti per cui la vaccinazione antinfluenzale è raccomandata rappresenta circa 12 milioni di persone.
L’Ordine e i sindacati dei farmacisti Fspf (Fédération des syndicats pharmaceutiques de France) e Uspo (Union des syndicats de pharmaciens d’officine) auspicherebbero una estensione dei soggetti vaccinabili in farmacia, andando così oltre l’elenco riportato nelle raccomandazioni ministeriali. A sostegno della propria richiesta, l’Uspo cita sul suo sito un parere dell’autorità pubblica indipendente Haute autorité de santé, secondo la quale al farmacista dovrebbe essere consentito di vaccinare contro l’influenza tutti i soggetti adulti (sopra i 18 anni) che ne facciano richiesta.
La normativa approvata è in ogni caso già un successo per i farmacisti francesi, che per l’effettuazione di questo servizio avranno diritto a un onorario professionale (concordato tra i sindacati Fspf e Uspo e la parte pubblica, l’Assurance maladie) pari a 6,30 euro Iva esclusa (che salgono a 6,60 per i dipartimenti d’Oltremare che la Francia tuttora detiene). Una parte importante del compito del farmacista riguarda anche l’educazione sanitaria, cioè la consulenza e la comunicazione di informazioni al cittadino intorno a tutte le problematiche che riguardano una patologia così diffusa come l’influenza.

Gli oneri della vaccinazione
Naturalmente, il servizio comporta anche diversi oneri. Oltre a quelli burocratici di registrazione e trasmissione dei dati relativi all’atto praticato (che deve essere pienamente tracciabile), vi sono anche quelli di allestimento in farmacia degli spazi dove eseguire la vaccinazione: le norme prescrivono, infatti, che la farmacia disponga di un locale riservato, che non consenta accesso ai farmaci, di un tavolo, sedie o poltrone, di un lavabo e di una zona refrigerata per lo stoccaggio dei vaccini. Il farmacista dovrà anche provvedere alla corretta eliminazione dei rifiuti prodotti, secondo le modalità di sicurezza previste dalla regolamentazione in vigore.
Qualche obiezione è stata fatta dai sindacati anche su alcuni di questi obblighi, che avrebbero voluto più leggeri. Tra i sindacati dei farmacisti francesi prevale, comunque sia, la soddisfazione per il risultato raggiunto, anche se si vuole “andare più lontano”. E alle argomentazioni dei “médecins en colère” che parlano di concorrenza sleale a danno di infermieri e medici, i rappresentanti della categoria rispondono che questa innovazione andrà a vantaggio di tutti, contribuendo ad allargare la copertura vaccinale nel Paese (oggi non ottimale), attirando in farmacia chi oggi non si vaccina, e migliorando così il livello generale della salute pubblica francese. Sono gli auspici su cui confida anche la ministra Buzyn.

(di Stefano Visintin, Farma Mese 9-2019 © riproduzione riservata)

2019-12-02T12:09:43+01:00