Conosco, ma non mi adeguo

Le malattie cardiovascolari sono la prima causa di morte nel mondo, con un tasso del 31%, e ancor più lo sono in Europa, dove aterosclerosi e attacco ischemico negli over 75 raggiungono una percentuale del 42% nelle donne e del 38% negli uomini. Tra i principali fattori di rischio emerge il ruolo dell’ipercolesterolemia ed è, quindi, nella gestione delle dislipidemie che deve indirizzarsi la prevenzione primaria. Ma ne sono adeguatamente informati gli italiani? E sono consapevoli dei propri livelli di colesterolo rispetto ai valori soglia indicati dalle linee guida?

Un’indagine al riguardo è stata svolta da Iqvia e presentata da Isabella Cecchini nel corso di una conferenza stampa organizzata da Mylan per la presentazione di ArmoLipid Plus, l’integratore che favorisce il controllo del colesterolo e dei trigliceridi plasmatici. Realizzata su un campione di 1.000 italiani, dimostra che ben il 93% degli intervistati ritiene il colesterolo rischioso o molto rischioso, secondo tra i fattori di rischio cardiovascolare dopo ipertensione e al pari con l’iperglicemia. C’è, quindi, una diffusa informazione, tant’è vero che 6 intervistati su 10 (quindi pur sempre una maggioranza) ha fatto un controllo nell’ultimo anno, ma -ahimè- ben il 61% non ricorda i propri valori e oltre 1/3 di chi li ricorda ha un’errata percezione del proprio rischio: dichiara cioè di avere il colesterolo nella norma, ma cita valori sopra la soglia delle linee guida. “La conoscenza sulle tematiche cardiovascolari sta aumentando -dice Isabella Cecchini di Iqvia- ma la percezione del proprio rischio di ipercolesterolemia è molto bassa, dimostrando una diffusa sottovalutazione del rischio personale”.

Ecco, allora, la necessità di diffondere la consapevolezza dei rischi legati al colesterolo alto, di approfondire il ruolo del colesterolo Hdl e Ldl e, soprattutto, l’importanza di una prevenzione, tale da favorire stili di vita più salutari. Un compito che spetta proprio al farmacista nel suo ruolo di educatore sanitario, grazie al contatto quotidiano che l’accessibilità e la capillarità della farmacia favoriscono. L’indagine Iqvia peraltro offre una buona base, quando dimostra che il 73% degli intervistati conosce l’importanza degli integratori alimentari nel controllo e per la riduzione del colesterolo. In particolare risulta che li usano il 52% di chi ha valori alti e il 16% di chi ha valori nella norma, ma desidera prevenire eventuali ipercolesterolemie.

Ma a chi gli italiani chiedono consigli sugli integratori per il colesterolo, ai fini di una prevenzione del rischio cardiovascolare? Per il 60% al medico di medicina generale e allo specialista, seguiti però a ruota con il 55% dal farmacista, che come si diceva, ha un ruolo chiave nella prevenzione. Un dato importante perché 3 italiani su 4 dichiarano di essere molto interessati a ottenere informazioni su rischi, cause e strategie per prevenire l’ipercolesterolemia. Lo spazio quindi c’è e proprio la lotta al colesterolo può fornire l’occasione al farmacista per promuovere stili di vita corretti e salutari.

(Farma Mese 9-2019 © riproduzione riservata)

2019-11-08T16:53:32+01:00