Fisco: le novità per il 2020

Con la nostra esperta, la dottoressa Paola Castelli, esaminiamo le new entry di maggior interesse per la farmacia.

Quali sono le principali novità che riguardano le farmacie?
In realtà dovremmo parlare più che altro di vecchie conoscenze. La prima è la possibilità di rideterminare il valore di acquisto dei terreni (edificabili o con destinazione agricola) e delle quote di partecipazione societarie posseduti al 1° gennaio 2020: la rivalutazione non è poi così onerosa visto che il costo è rappresentato da un’imposta sostitutiva dell’11%. La misura di tale imposta è molto interessante; basti pensare che in caso di cessione di quota di partecipazione è dovuta l’imposta sostitutiva del 26%. Questa prima “novità” è proprio un bel regalo natalizio che può far gola a chi ha intenzione di cedere nel breve-medio termine le quote di partecipazione della società titolare della farmacia ovvero, per esempio, a chi ha un terreno edificabile, che desidera vendere: la rivalutazione consente, infatti, al proprietario, che sarebbe gravato dall’Irpef, di non farsi massacrare dal fisco.

Cosa succede, però, se chi intende optare per la nuova rivalutazione, si era avvalso di quella precedente?
In tal caso potrà scomputare l’imposta sostitutiva già versata da quella dovuta per la nuova rivalutazione ovvero, in caso di versamento rateale, non è tenuto a versare le rate ancora pendenti della precedente rivalutazione. In alternativa, può chiedere il rimborso dell’imposta sostitutiva versata in passato entro il termine di decadenza di quarantotto mesi, calcolato dalla data del versamento dell’intera imposta sostitutiva ovvero della prima rata relativa all’ultima rivalutazione.

Proseguiamo nell’analisi delle opportunità fruibili dalla farmacia: quali sono le altre?
Restando in tema di rivalutazione, è nuovamente possibile rivalutare i beni d’impresa, versando un’imposta sostitutiva del 12% per i beni ammortizzabili e del 10% per i beni non ammortizzabili risultanti dal bilancio al 31 dicembre 2018.
È, inoltre, possibile affrancare il saldo attivo iscritto a fronte della rivalutazione versando un’ulteriore imposta sostitutiva del 10%.

Entro quando deve essere eseguita la rivalutazione?
La rivalutazione deve essere eseguita nel bilancio al 31 dicembre 2019.
Tra le “new entry” fanno poi nuovamente il loro ingresso il super e l’iperammortamento.

A quali condizioni tornano super e iperammortamento?
Vengono sostanzialmente reintrodotti alle condizioni precedenti. Il super ammortamento consiste in una maggiorazione del 30% del costo di acquisto dei beni agevolabili; sarà, quindi, possibile dedurre ai fini Irpef il 130% del prezzo di acquisto del bene. Si tratta di un’agevolazione che incide sulla disciplina fiscale Irpef (e non anche Irap) degli ammortamenti e dei canoni di leasing, consentendo tale maxi-sconto di dedurre ai fini dell’ammortamento fiscale un importo maggiore e di contenere, quindi, l’Irpef dovuta.

Ci può ricordare quali sono i beni che possono beneficiare del superammortamento?
Superammortizzabili sono gli investimenti in beni materiali strumentali nuovi (arredi, frigoriferi, registratori di cassa, computer, condizionatori, attrezzature di laboratorio ed estetiche escluse autovetture e immobili), acquistati direttamente o tramite leasing.

■ E l’iperammortamento?
L’iperammortamento consente di maggiorare il costo di acquisto di beni strumentali nuovi ad alto contenuto tecnologico o digitale, il cui funzionamento è controllato da sistemi computerizzati e/o gestito tramite sensori. Tenuto conto dell’entità degli investimenti dell’azienda-farmacia, l’aliquota agevolativa fruibile è pari al 170% per gli investimenti fino a 2.500.000 euro.
Ottima notizia, quindi, per i titolari che vogliono investire in farmacia in quanto potranno ammortizzare fiscalmente -e, quindi, dedurre ai fini Irpef- il 270% del costo di acquisto del bene. È, altresì, confermata la maggiorazione del 40% per i beni immateriali per chi si avvale dell’iperammortamento e può essere fruita limitatamente al bene immateriale (di fatto il software) connesso al bene iperammortizzabile.

È vero che è prevista una stretta sull’uso del contante?
Sì, al fine di promuovere l’abbandono del contante a favore di strumenti di pagamento (come bancomat e carte di credito) atti a garantire una maggiore tracciabilità delle transazioni, dal 1° luglio 2020 e fino al 31 dicembre 2021 la soglia per l’uso del contante viene ridotta da 3.000 a 2.000 euro, mentre dal 1° gennaio 2022 tale soglia scenderà a 1.000 euro. Sempre dal prossimo luglio sono previste sanzioni a carico di chi rifiuta i pagamenti con il Pos: a chi non accetta pagamenti elettronici verrà irrogata una sanzione amministrativa di 30 euro, maggiorata del 4% del valore della transazione negata al cliente. Per i titolari di partita iva con ricavi non superiori a 400.000 euro annui viene poi previsto un credito d’imposta del 30% sulle commissioni addebitate dagli istituti di credito con riferimento alle transazioni effettuate tramite carte di credito, di debito o prepagate.
Vengono anche introdotte disposizioni volte a intensificare la lotta all’evasione fiscale: carcere fino a otto anni per i grandi evasori, aumento della durata minima della detenzione per i diversi reati tributari e la confisca per sproporzione, sino a oggi prevista solo per reati molto gravi quali quelli di mafia.

Altre notizie in breve?
Torna in vigore, con un coefficiente di remunerazione più contenuto, l’Ace (Aiuto alla crescita economica), un’agevolazione finalizzata alla ricapitalizzazione delle imprese. L’Ace consiste nella possibilità di detassare il rendimento dell’incremento netto del patrimonio netto contabile dal 2011 a oggi, incluso il risultato di periodo, che emerge al termine dell’esercizio: tale valore rappresenta, quindi, la base imponibile dell’agevolazione. In particolare è possibile dedurre un importo corrispondente al “rendimento nozionale”, che si ottiene applicando alla base imponibile il coefficiente di remunerazione dell’1,3%.
Viene prorogata a tutto il 2020 la detrazione per le spese di riqualificazione energetica e di ristrutturazione edilizia. La misura della detrazione varia (65% o 50%) a seconda del tipo di intervento.
Viene anche introdotto il cosiddetto “bonus facciate”: le spese documentate relative agli interventi edilizi 2020, inclusi quelli di manutenzione ordinaria, volti al recupero o restauro della facciata degli edifici sono detraibili nella misura del 90% senza limite di spesa.
Prorogato, invece, sino al 2021 il cosiddetto “Sismabonus”.
Dulcis in fundo, una stretta fiscale sulle auto aziendali concesse in uso ai dipendenti (pratica non molto diffusa nel mondo della farmacia): tutte le auto in fringe benefit sono tassate al 30% su una percorrenza convenzionale di 15.000 km annui e in base ai costi chilometrici indicati nelle tabelle Aci; per i veicoli diversi da quelli elettrici e ibridi la predetta percentuale è elevata al 60% in caso di emissioni di biossido di carbonio fino a 160 grammi per chilometro e al 100% in caso di emissioni superiori.
Queste le principali “novità” del decreto fiscale e del disegno di legge collegato alla Legge di Bilancio 2020: a questo punto non ci resta che attendere i doni della Befana per verificare se e in quale misura verranno confermate le new entry di cui sopra. Ne parleremo, quindi, nella prossima puntata!

(Farma Mese 10-2019 © riproduzione riservata)

2019-12-18T15:13:38+00:00