Famiglia, un viaggio lungo 30 anni

È il caposaldo della nostra società e di quella italiana in particolare. custodisce le nostre radici e disegna, fin da bambini, i tratti di quello che diventeremo da adulti. Punto di riferimento da cui inevitabilmente ci si allontana ma verso cui, prima o poi, si fa sempre ritorno, la famiglia è profondamente cambiata negli ultimi decenni, al punto che oggi consideriamo tale anche un single che vive con il proprio gatto.

Un’interessante analisi dell’evoluzione di questo microcosmo che è alla base del nostro tessuto sociale è stata compiuta dall’istituto di ricerca Eumetra MR per conto di BNP Paribas Cardif, il gruppo bancario e assicurativo che, per festeggiare i suoi 30 anni di attività in Italia, ha voluto indagare l’evoluzione della famiglia proprio in questo lasso di tempo che ha visto la società rivoluzionata dalla trasformazione digitale e dall’avvento di internet e dei social network. Il taglio, data la natura del committente, è di tipo sociologico e particolarmente attento agli aspetti della protezione e della propensione al rischio. Tuttavia, considerandola anche dal punto di vista dei comportamenti sociali, riteniamo possa offrire spunti interessanti anche al farmacista, che potrà, così, comprendere meglio alcune caratteristiche della propria utenza e le dinamiche che ne modificano le abitudini di acquisto.
La famiglia oggi

La ricerca “Modern family: dal 1989 a oggi, com’è cambiata la famiglia in 30 anni” ha indagato prima di tutto la composizione dei nuclei familiari, che oggi sono costituiti, in media, da 3 persone. Quattro famiglie su dieci non hanno figli e il 26% ne ha uno solo. In crescita le famiglie monocomponente: i single sono aumentati del 110% e sono oggi 8,4 milioni. Ci si sposa di meno (- 40,5%) in favore della convivenza e si divorzia molto di più (+ 230%).

La fine della famiglia è, quindi, vicina? Secondo lo studio non è così. Seppure cambiata, più moderna e più aperta (26%), la famiglia è percepita dai propri membri ancora come tradizionale (37%) e resta un porto sicuro per il 31% degli intervistati. E complessivamente è anche più felice che in passato: lo dicono sette famiglie su dieci (71%), che ammettono di sentirsi più serene rispetto a 30 anni fa, grazie specialmente a una maggiore stabilità economica.


(Fonte delle infografiche: Eumetra MR per BNP Paribas Cardif)

Quello che emerge dallo studio è una struttura familiare più fluida di un tempo, con vincoli meno rigidi ma anche con relazioni più semplici. In famiglia si ama dedicarsi ad attività piacevoli da fare insieme, come chiacchierare (58%), guardare film e serie tv restando a casa (56%), oppure andare fuori a cena (55%). Al di fuori del lavoro e del tempo per la famiglia, però, non rimane molto tempo per se stessi: appena due ore alla settimana. Troppo poco per il 48% degli intervistati. Anche per questo molte aziende stanno aprendosi a tutta una serie di politiche che favoriscano un buon equilibrio tra lavoro e vita privata, il cosiddetto work life balance. Temi come smartworking (possibilità di lavorare a distanza: lo ha sperimentato almeno una volta il 37% del campione) e orario part time (desiderato soprattutto dalle lavoratrici) sono sempre più di attualità.

Ambiente e tecnologia
Oggi, più di 30 anni fa, si vive il tema ambientale come una responsabilità sociale e personale. In famiglia si mettono in atto comportamenti virtuosi come fare la raccolta differenziata (69%), ridurre gli sprechi (67%), utilizzare l’automobile il meno possibile (25%), acquistare prodotti che rispettino l’ambiente (43%) o a chilometro zero (40%). E l’acquisto di questi e di altri prodotti, anche di uso quotidiano, avviene sempre più di frequente on line. La “modern family”, infatti, è sempre più connessa: il 95% usa internet tutti i giorni e i social network contano sull’accesso quotidiano del 74% del campione. Compra su internet il 41% delle famiglie, anche grazie a una buona dotazione tecnologica: in sette case su dieci ci sono, infatti, almeno sei dispositivi tecnologici tra smartphone (97%), pc portatili (86%), tablet 67%), smart tv (65%) e console per videogiochi (57%). La visione su questi dispositivi di film e serie tv tramite abbonamento porta la famiglia a condividere gli accessi, aprendo le porte a nuovi scenari in termini di privacy: il 48%, tuttavia, non è disposto a comunicare la propria password, neppure ai familiari.


(Fonte delle infografiche: Eumetra MR per BNP Paribas Cardif)

Luci e ombre sul futuro
È dal punto di vista economico e finanziario che le note si fanno più dolenti. Nell’ultimo anno quasi otto famiglie su dieci hanno dovuto rinunciare, almeno una volta, a realizzare i propri bisogni o desideri: il 55% non è riuscito a risparmiare, il 54% ha dovuto rinunciare alle vacanze e il 40% ad acquistare prodotti per il proprio benessere e il tempo libero. Il 52%, inoltre, dichiara di prestare sempre più attenzione a sconti, promozioni e saldi. Rispetto a 30 anni fa, la percezione è che siano aumentati i rischi (62%). Preoccupano la possibile perdita del lavoro e delle fonti di reddito (63%) e la scarsa sicurezza percepita per via di furti, rapine e scippi (54%). E poi ci sono le paure del nuovo millennio, sconosciute alla famiglia di 30 anni fa, come il timore per gli eventuali furti che possano avvenire attraverso la rete. In cima alle preoccupazioni, infine, oggi come allora, c’è anche la salute. E a occuparsene (e preoccuparsene) sono, ancora, principalmente le donne.

(di Ilaria Sicchirollo, Farma Mese 10-2019 © riproduzione riservata)

2019-12-18T15:54:17+00:00