Buoni propositi e tante aspettative

Una cosa è sicura. Il ministro Roberto Speranza è e sarà uno strenuo difensore del Servizio sanitario nazionale. Già questo obiettivo lo accomuna ai farmacisti, ai quali infatti chiede -nell’intervista concessa a Farma Mese- una stretta collaborazione, auspicando una “convinta alleanza”. Non si sottrae poi ai temi caldi che la farmacia deve affrontare, dalla Convenzione alla distribuzione diretta, dalla revisione della Legge 124/2017 sul capitale alla sostenibilità delle piccole farmacie, precisando poi di voler valorizzare la Farmacia dei servizi, un “partner per tutto il sistema sanitario”, da declinare come nuovo modello di capillare presenza sul territorio. Sono buoni, quindi, almeno i propositi per la farmacia del 2020.

I punti affrontati dal Ministro nell’intervista spaziano a largo raggio e vanno nel senso auspicato dai farmacisti, soprattutto laddove parla della ricerca del dialogo, di presenza capillare, di sostegno alle aree rurali, “dove la funzione sociale della farmacia va salvaguardata”. Così, nel porsi a sostegno del Servizio sanitario, emerge preciso il suo disegno di voler potenziare le strutture territoriali, in quella logica di deospedalizzazione che valorizza la farmacia come capillare presidio territoriale. Non solo però la farmacia, come ha dimostrato l’allargamento a tutte le Regioni della sperimentazione sui servizi, ma anche gli studi medici, ora potenziati con strumentazioni d’analisi, il che richiede maggiore chiarezza su “chi fa che cosa”, per evitare pericolose sovrapposizioni. Ed è proprio qui che vedremo la capacità del ministro Speranza nel declinare le nuove realtà territoriali dei servizi sanitari e farmaceutici.

Ci rassicura -almeno in parte- la consapevolezza che la collaborazione tra medico e farmacista è ora indispensabile, perché non ci può essere presa in carico del paziente cronico, né controllo dell’aderenza terapeutica, senza questa ineludibile partnership. Sono obiettivi che diversamente non si possono raggiungere e che obbligano, pertanto, a superare antiquati pregiudizi e inutili steccati, o gelosie professionali. Se veramente mettiamo al centro il paziente e se vogliamo salvaguardare un Servizio sanitario che tutti ci invidiano, questa è l’unica strada percorribile. Peraltro, qui si tratta anche di ridare valore ai ruoli sia del medico, sia del farmacista, ultimamente appannati.

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È stata proprio una bella manifestazione, quella organizzata a Milano per la presentazione del nuovo Farma 7, la testata della nostra casa editrice -organo di stampa della Federfarma- che lascia la trentennale livrea verde per una nuova veste grafica a colori, e approda anche nel digitale, con un’edizione quotidiana online (www.farma7.it). In una storica location, il Casello daziario dell’Arco della Pace, antica porta d’ingresso alla città, si sono incontrati i vertici di Federfarma, di Fofi e delle Associazioni provinciali con i responsabili delle aziende che operano nel mondo Farmacia. Una serata che ha offerto non soltanto un piacevole amarcord (una mostra sui personaggi e gli avvenimenti registrati da Farma 7 ne ha ripercorso la storia degli ultimi 33 anni), ma anche un’occasione preziosa d’incontro tra amici, in un’atmosfera familiare, festosa e serena.

(Editoriale di Lorenzo Verlato, Farma Mese 1/2-2020 © riproduzione riservata)

2020-02-14T14:39:37+00:00