La nuova Legge di Bilancio

Come promesso nel precedente intervento, analizziamo con la nostra esperta fiscalista, la dottoressa Paola Castelli, le principali novità di interesse per le farmacie della Legge di Bilancio 2020.

La nuova Legge ha apportato modifiche con riferimento alla rivalutazione dei terreni e delle partecipazioni?
La Legge di Bilancio 2020 ha confermato la possibilità di rideterminare il valore di acquisto dei terreni (terreni edificabili e terreni con destinazione agricola) e delle quote di partecipazione societarie posseduti al 1° gennaio 2020: la rivalutazione non è particolarmente onerosa, costando, infatti, l’11% (imposta sostitutiva). Chi intende cedere nel breve-medio termine le quote di partecipazione della società titolare della farmacia ovvero vendere un terreno edificabile è bene che valuti, dunque, tale opportunità: la rivalutazione permette, infatti, al proprietario, che sarebbe gravato dall’Irpef, di non farsi “spennare” dal fisco.

Restando in tema di rivalutazione, è stata confermata anche la rivalutazione dei beni d’impresa?
Sì, è stata confermata anche tale rivalutazione. Il costo è pari a un’imposta sostitutiva del 12% per i beni ammortizzabili e del 10% per i beni non ammortizzabili risultanti dal bilancio al 31 dicembre 2018. I maggiori ammortamenti saranno deducibili a partire dal 2022, mentre, ai fini delle plusvalenze da cessione, la rivalutazione avrà effetto dal 2023.

La Legge di Bilancio 2020 ha cambiato veste a iper e superammortamento, è così?
Sì, la Legge non si è limitata a prorogare super e iperammortamento, ma li ha trasformati radicalmente. Viene, infatti, introdotto un credito d’imposta per le spese sostenute a titolo di investimento in beni strumentali nuovi (esclusi i veicoli, gli altri mezzi di trasporto, gli immobili e i beni con coefficiente di ammortamento inferiore al 6,5%) effettuati dal 1° gennaio 2020 e sino al 31 dicembre 2020, ovvero entro il 30 giugno 2021 a condizione, in tale ultimo caso, che entro il 31 dicembre 2020 il relativo ordine risulti accettato dal venditore e siano stati pagati acconti in misura almeno pari al 20% del costo di acquisizione.

Come risulta dalla tabella qui pubblicata, il credito d’imposta viene riconosciuto con aliquote diverse a seconda della tipologia di beni oggetto dell’investimento:

 

Il credito di imposta in esame è utilizzabile esclusivamente in compensazione in cinque quote annuali di pari importo, ridotte a tre per gli investimenti in beni immateriali (ex iperammortamento beni immateriali). La fruizione del beneficio spettante è condizionata al rispetto della normativa sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, al corretto adempimento degli obblighi di versamento dei contributi previdenziali e assistenziali a favore dei lavoratori, ad alcune comunicazioni e alla conservazione di documentazione. Il nuovo credito d’imposta favorisce, per esempio, il farmacista che, avendo acquistato la farmacia, ha perdite o utili molto contenuti.

Cosa ci dice sull’aiuto alla crescita economica (Ace), agevolazione volta alla patrimonializzazione delle imprese?
L’Ace viene ripristinato già dall’esercizio 2019, ma con un coefficiente di remunerazione più contenuto rispetto al passato: 1,3%. L’agevolazione consiste nella possibilità di dedurre un importo corrispondente al “rendimento nozionale”, che si ottiene applicando il coefficiente di remunerazione di cui sopra all’incremento del patrimonio netto contabile rispetto a quello del periodo d’imposta 2010. È un piccolo premio per le farmacie patrimonializzate.

La Legge di Bilancio offre nuovamente la possibilità di privatizzare l’immobile d’impresa. In cosa consiste e a quali condizioni può essere attuata?
L’estromissione dell’immobile strumentale (immobile ove ha sede la farmacia) consiste nella possibilità offerta all’imprenditore individuale di far transitare tale immobile dalla sfera imprenditoriale a quella privata, con un’imposizione ridotta Per privatizzare l’immobile occorre rispettare, alcune condizioni: l’immobile deve essere già posseduto al 31 ottobre 2019, l’estromissione deve essere posta in essere nel periodo 1° gennaio 2020-31 maggio 2020 e, infine, deve essere versata un’imposta sostitutiva dell’8% (nella misura del 60% entro il 30 novembre 2020 e del restante 40% entro il 30 giugno 2021). La privatizzazione può essere interessante per il farmacista imprenditore individuale che intende cedere in futuro l’azienda-farmacia, locando l’immobile al nuovo titolare ovvero che vuole suddividere il patrimonio familiare tra i figli, assegnando a un figlio l’immobile e all’altro la farmacia.

Quali i principali bonus contenuti nella calza della Befana?
Viene prorogata la detrazione delle spese sostenute sino al 31 dicembre 2020 per gli interventi di riqualificazione energetica (65%), per gli interventi di ristrutturazione edilizia (50% con un massimale di 96.000 euro) e per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici in classe non inferiore ad A+ (A per forni), finalizzati all’arredo dell’immobile oggetto di interventi di recupero del patrimonio edilizio (50% nel limite di 10.000 euro e i lavori non devono essere iniziati prima del 2019).
Viene, poi, introdotto il cosiddetto bonus facciate: le spese documentate relative ad alcuni interventi edilizi 2020, inclusi quelli di manutenzione ordinaria, volti al recupero o restauro della facciata degli edifici sono detraibili nella misura del 90% senza limite di spesa. Il bonus è applicabile con riferimento agli edifici ubicati in zona A (centri storici) o B (zone di completamento).
Prorogato al 2020 il bonus giardini (36% con un tetto di euro 5.000 a unità immobiliare) e prorogato, invece, sino al 2021 il cosiddetto Sismabonus.
“Last, but not least”, chi, entro il 31 dicembre 2020, assume lavoratori di età inferiore a trentacinque anni beneficerà, per un periodo massimo di trentasei mesi, di un esonero del 50% dei contributi previdenziali dovuti per ogni assunto (con esclusione di premi e contributi dovuti all’Inail), nel limite massimo di 3.000 euro annui, riparametrato e applicato su base mensile. Tale benefit è pari al 100%, nel limite massimo di 8.060 euro annui in Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Sicilia, Puglia, Calabria e Sardegna.

2020-02-14T15:01:43+00:00