Dal “Patient care” all’Amazoncare

Presso la nostra redazione si è tenuto un interessante incontro, organizzato da “Pharmacy Scanner” sul tema della digitalizzazione in farmacia, con la partecipazione di autorevoli esperti. All’estero si punta a favorire il paziente, in Italia il sistema e il Ssn. Ecco come
il digitale coinvolgerà il farmacista

“La digitalizzazione in farmacia e in sanità: dal patient care all’amazoncare” è il tema della tavola rotonda che “pharmacy scanner” ha organizzato a fine gennaio con l’obiettivo di esplorare i cambiamenti che digital e online imprimeranno ai percorsi del paziente nella sanità e nella farmacia. All’incontro hanno partecipato (nell foto, da sinistra) Lorenzo Verlato, Andrea Veltri, deputy ceo Digital Transformation di Bnp Paribas Cardif, Antonio Votino, ad di Lutechgroup, Domenico La Porta, ad di Lloyds Farmacie, Luca Foresti, ad di Centro medico Santagostino,  Alessandro Orano, ad di Alphega  e  Alessandro Santoro, direttore di Pharmacy Scanner.

Alessandro Santoro, moderatore dell’incontro, ha ricordato che negli ultimi tempi il web magazine ha parlato più volte di quanto sta accadendo in altri Paesi europei, soprattutto in Germania e Gran Bretagna. In Germania, da febbraio/marzo entrerà in vigore la ricetta elettronica, mentre in Gran Bretagna la dematerializzazione totale è scattata qualche mese fa, ma le ricette dem circolavano già da tempo e oggi si aggirano attorno al 70%.

Quello che induce a riflettere è che in questi due Paesi l’evoluzione è stata impostata fin dall’inizio mettendo al centro il paziente, con l’obiettivo di semplificare il percorso casa-medico-farmacia. Non è accaduto lo stesso in Italia, dove la ricetta dematerializzata è stata introdotta nel 2015 e oggi risulta ben più diffusa che nel Regno Unito, ma il paziente continua a compiere gli stessi percorsi -e a spendere lo stesso tempo- di quando c’era la ricetta rossa. Ci sono alcune eccezioni -come in Trentino Alto Adige, dove il promemoria si può inviare anche tramite sms- ma nella maggior parte delle Regioni tutto è rimasto come prima e la semplificazione ha riguardato soltanto gli operatori del Ssn.

Ben diverso l’approccio in Germania e Gran Bretagna. In Germania a ottobre è stato approvato un provvedimento che autorizza i medici a prescrivere, in digitale, ricette per 3 mesi di terapia, e in questo intervallo il malato rinnova le sue scorte direttamente in farmacia. È un provvedimento che mira ad agevolare i pazienti cronici, snellendo la burocrazia e facendo risparmiare parecchio tempo in visite e attese negli studi dei medici.

In Gran Bretagna, dove come detto la ricetta digitale è realtà da tempo, sono ancora più avanti: Boots ha inserito, nel suo progetto di farmacia del futuro, un’app che consente all’assistito di inviare un messaggio al medico e chiedergli di mandare la ricetta in una specifica farmacia, che poi -sempre tramite app- comunicherà all’interessato che la sua ricetta è arrivata e i farmaci prescritti sono pronti. Non solo: la farmacia chiederà anche se il cliente desidera il recapito a casa oppure preferisce venire a ritirarli nel punto vendita, in un orario concordato, oppure tramite prelievo da un locker, gli armadietti con combinazione.

Per “Pharmacy Scanner”, la sintesi di queste esperienze è che, lentamente, il mondo della sanità e della farmacia sta provando a replicare percorsi che digitale e online hanno già reso familiari in altri settori e canali. Emerge allora un interrogativo: perché in Italia il digitale in sanità viene pensato più per l’apparato che non per favorire il paziente? Forse da noi prevale il conservatorismo della burocrazia e dei sistemi. Forse c’è una sanità che è più attenta ai suoi processi interni che non ad agevolare il consumatore, una sanità che non si rende conto che le abitudini stanno cambiando, che il cittadino oggi compera i biglietti del treno e dell’aereo direttamente su internet, che prenota online i posti al cinema o i tavoli al ristorante, che usa la metropolitana pagando con la carta di credito anziché fare la fila per il ticket. Insomma arriverà un momento in cui il cittadino si chiederà: se queste cose le posso fare nelle attività anche più banali e meno importanti, perché non posso fare lo stesso nella sanità?

Insomma, digitalizzazione e mobile stanno progressivamente rivoluzionando gli abituali percorsi del paziente-consumatore: casa-medico, casa-farmacia, casa-poliambulatorio e così via. Il denominatore comune delle esperienze che, soprattutto all’estero, sono state lanciate riguarda lo snellimento degli itinerari, la semplificazione burocratica, l’incremento dell’accessibilità. Una volta che esperienze di questo genere si consolideranno anche in Italia, farmacie e strutture della sanità privata dovranno confrontarsi con un paziente-consumatore sempre più digitalizzato, che pretenderà nuovi servizi online per semplificare i suoi percorsi d’acquisto. Un paziente-consumatore, quindi, che andrà profilato accuratamente, perché la sua sarà sempre più spesso una domanda di servizi e prodotti personalizzati.

Da questa prima tematica, la tavola rotonda organizzata da Pharmacy Scanner si è poi allargata per toccare temi contigui, come per esempio lo sviluppo degli ecosistemi, nel quali i diversi operatori della sanità si organizzano per condividere dati e costruire percorsi integrati a beneficio del consumatore. E si è anche parlato di futuro della farmacia, non senza qualche preoccupazione per la sostenibilità economica del canale.

La tavola rotonda organizzata da Pharmacy Scanner, quindi, ha affrontato molti aspetti, consentendo più di una occasione di riflessione. Ed è proprio quello che prossimamente “Farma Mese” offrirà ai suoi lettori, riservando spazio a questo interessante dibattito e riportando le opinioni degli esperti sui molti volti dell’online e sulle probabili evoluzioni telematiche della farmacia prossima ventura.

(di Lorenzo Verlato, Farma Mese 1/2-2020 © riproduzione riservata)

2020-02-26T15:18:32+00:00