Così la farmacia nel 2030

Risulta buona, in europa, la salute dei cittadini. mediamente, infatti, un europeo ha alla nascita una speranza di vivere fino a 80,9 anni (Fonte Oecd – State of health in the Eu 2019). E come si posiziona l’Italia? Anche il cittadino italiano può contare su una buona speranza di vita media, pari cioè a 83,1 anni, ponendosi così sul secondo gradino del podio, essendo la seconda nazione europea più longeva dopo la Spagna. Nel nostro Paese si vive, infatti, circa 2 anni in più della media europea e oltre 8 anni (8,3 per la precisione) della Bulgaria, la peggiore della Comunità. Dal 2010 al 2017 la speranza di vita degli europei è aumentata di 3,6 anni, un po’ più di quella degli italiani (3,2 anni), che già allora vantavano comunque una buona posizione.

L’Italia, sempre secondo l’Oecd, vanta, inoltre, un solido sistema di assistenza sanitaria primaria, che le consente di far fronte alle esigenze di una popolazione che invecchia. Al riguardo vi sono vari progetti sperimentali, ma dei quali per la maggior parte non vi è ancora stata una valutazione formale.

La situazione attuale
Il Pgeu (Pharmaceutical Group of the European Union) ha presentato recentemente un importante studio su come la comunità dei farmacisti europei contribuisce al futuro della salute, precisando che questa professione ha come scopo principale la qualità della cura e la sicurezza del paziente in una società in cui è in crescita la popolazione anziana. L’incremento della durata di vita, infatti, fa aumentare i bisogni essenziali e, di conseguenza, la domanda di servizi per la salute, con due conseguenze: crescono in Europa i costi della sanità e, di pari passo, si prevede una progressiva carenza di operatori sanitari.

Tutto questo impone ai moderni sistemi sanitari di richiedere ai professionisti della salute di operare in team sui pazienti, utilizzando un ambiente integrato e multidisciplinare. Proprio in risposta a questa tendenza, in diversi Paesi europei i farmacisti stanno sviluppando ruoli e servizi di assistenza primaria disponibili in farmacia. Negli ultimi anni, infatti, si assiste a un crescente aumento delle malattie croniche, come dimostrano alcuni esempi: l’obesità negli ultimi 20 anni è aumentata del 10%, crescono sia il diabete, sia la Bpco. Ci sarebbe, quindi, bisogno di una maggior prevenzione, che consenta di procrastinare la comparsa di queste pericolose e costose malattie, ma attualmente soltanto il 3% della spesa sanitaria Ue si fa carico di questo obiettivo.

La medicina di precisione e lo sviluppo delle biotecnologie offrono opportunità di trattamento personalizzato. La farmacia potrebbe fornire assistenza al servizio sanitario, per esempio nelle malattie croniche, o in presenza di infezioni batteriche con test diagnostici rapidi e affidabili. Un grande contributo può venire anche dalla trasformazione digitale nell’assistenza sanitaria, che nei vari Paesi della Ue sta registrando crescenti sviluppi. Big data e intelligenza artificiale rendono più facile l’attuazione dei servizi sociali, consentendo al medico e al farmacista, per esempio, di monitorare via internet e con lo smartphone i progressi della terapia e di seguirne, poi, l’aderenza.

Ruoli e compiti del farmacista
Interessante è cercare di capire quali saranno le funzioni che, in un prossimo futuro, la farmacia e il farmacista potranno svolgere. Sulla base degli studi elaborati dagli esperti, ecco in sintesi che cosa la categoria potrà attendersi.

• La tendenza è cercare di ridurre al minimo i rischi nell’utilizzo dei farmaci, fornendo al paziente informazioni sul loro uso che massimizzino i benefici e diminuiscano i rischi.

• Il farmacista dovrà contribuire al migliore utilizzo dei farmaci da parte del paziente cronico, in collaborazione con il medico curante e/o con altri operatori sanitari e con le strutture di assistenza. In Francia, per esempio, con il “Dossier Pharmaceutique”, la comunità dei farmacisti e operatori sanitari autorizzati registra i farmaci prescritti e da banco acquistati dal cliente, allo scopo di prevenire problemi legati alle interazioni e agli abusi. Importante è il controllo dell’aderenza terapeutica attraverso un suo costante monitoraggio, in modo da evitare errori, dimenticanze o duplicazioni nel consumo dei farmaci.

• Fornire informazioni per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute. La preparazione, l’esperienza, l’impegno professionale dei farmacisti europei sono un patrimonio prezioso per fornire informazioni utili nello studio, nello sviluppo, nel collaudo, nell’implementazione di idee innovative nell’assistenza al malato. L’impegno è di consigliare la medicina giusta nel momento giusto. Le innovazioni di farmacogenomica, l’accesso alle cartelle cliniche e ai parametri fisiologici sono o saranno strumenti per condurre valutazioni complete dei farmaci e dei prodotti più appropriati, nelle dosi adeguate secondo le necessità. I farmacisti, sempre in partnership con il medico, dovrebbero, dunque, essere meglio integrati e consultati per minimizzare il rischio, anche e soprattutto in caso di forniture di farmaci a distanza oppure online. In Canada, per esempio, i farmacisti offrono ai pazienti con una o più malattie croniche programmi studiati appositamente per la gestione dei farmaci.

• La presenza della farmacia, nella grande città come nel piccolo paese, è in grado di fornire a tutta la popolazione servizi professionali per migliorare le condizioni di salute e il benessere dei pazienti. La sua funzione di educatore sanitario, in particolare, si valorizza nell’automedicazione, per esempio nei casi di influenza (raffreddore, tosse e così via) o nelle patologie più usuali (problemi digestivi, cutanei, dolori e simili). In Inghilterra, per esempio, chi abbisogna di interventi per malattie più leggere viene inviato alla farmacia più vicina, mentre in Francia, in Portogallo e in altri Paesi europei le vaccinazioni influenzali si possono fare direttamente in farmacia.

• Le farmacie, essendo capillari e accessibili tutti i giorni e a tutte le ore, sono le strutture sanitarie che garantiscono l’approvvigionamento dei medicinali anche in casi difficili. In Portogallo è stato recentemente istituito un progetto pilota dove i pazienti ricevono anche i farmaci antivirali attraverso le farmacie.

• Le farmacie, inoltre, possono contribuire al miglioramento del sistema salute partecipando a progetti di verifica dell’efficacia e dell’evidenza. Per esempio, con la valutazione dei servizi sanitari, l’analisi dell’efficacia in termini di costi, di verifiche post marketing o con studi sulla sicurezza. In Inghilterra i pazienti che hanno avuto la prescrizione di una nuova medicina da usare per lungo termine possono consultare il farmacista per identificare eventuali problemi, effetti collaterali, preoccupazioni o la non aderenza del farmaco. Anche in questi casi si conferma l’utilità di una stretta collaborazione con il medico proscrittore.

• In Italia la speranza di vita nei prossimi anni, secondo l’Istat, aumenterà e potrà raggiungere nel prossimo decennio gli 87,7 anni per le donne e gli 82,8 anni per gli uomini e non si fermerà. Nel 2065, infatti, si prevede che le donne supereranno i 90 anni. «Questo obiettivo richiede un costate affinamento delle conoscenze» afferma Lucio D’Ubaldo, segretario generale della Federsanità Anci.

• Le persone di oltre 65 anni, saranno tra cinque anni un quarto circa della popolazione italiana (24,6%), poco più della situazione attuale, ma nel 2045 diventeranno circa un terzo (33,5%) sia delle femmine, sia dei maschi.

Conclusioni
Conoscenza, professionalità ed esperienza del farmacista trovano e troveranno ancor di più nel sistema digitale, strumenti validi per sviluppare la nuova Farmacia dei servizi, nei confronti non soltanto dei cittadini, ma anche degli enti sanitari. Le varie evoluzioni che il futuro apporterà permetteranno anche migliori rapporti interprofessionali: sarà l’occasione per scambiare informazioni, partecipare insieme alle innovazioni, condividere le conoscenze utili alla gestione della salute, in un sistema gestito a rete.

L’italiano ha una speranza di vita tra le più elevate della Ue e continuerà a incrementarla nei prossimi anni, ma se la popolazione invecchia avrà sempre più bisogno di assistenza, e se gli stili di vita cambiano, il farmacista non potrà che crescere per soddisfarli. Sempre più spesso la farmacia si troverà, così, a essere il primo e l’ultimo punto di contatto tra il paziente e il sistema sanitario, e allora, come sempre, i farmacisti potranno apportare un “inestimabile” contributo alla salute dei cittadini.

(di Barnaba Grigis, Farma Mese 1/2-2020 © riproduzione riservata)

2020-02-26T15:20:27+00:00