Protezione tutto l’anno

Siamo in quel periodo dell’anno in cui abbiamo ancora i piedi piantati nell’inverno ma la testa è già alla primavera, se non addirittura all’estate. Quella stagione di mezzo in cui i clienti arrivano al banco della farmacia per chiedere rimedi contro malattie da raffreddamento e mal di gola e intanto stanno già preparando la borsa per i primi weekend fuori porta. E se il calendario ci chiede di avere ancora un po’ di pazienza perché si possa parlare di primavera, il meteo sembra seguire logiche diverse. Stagioni fuori controllo, caldo anomalo e un mutato stile di vita che porta all’aumento di viaggi “mordi e fuggi” -pochi giorni in cui ci si vuole abbronzare a tutti i costi- durante tutto l’anno, fanno sì che siamo esposti ai raggi del sole non più soltanto nei mesi estivi, e con la tanto raccomandata gradualità, ma già ai primi accenni di belle giornate. Una pelle abbronzata tutto l’anno, poi, è diventata anche sinonimo di aspetto “sano” e questo porta a cercare la tintarella anche d’inverno, ricorrendo alle lampade abbronzanti.
Questa eccessiva esposizione alla luce ultravioletta, in particolare ai raggi Uva e Uvb, rappresenta uno dei principali fattori di rischio per il melanoma e per i tumori cutanei, la cui incidenza è in continua crescita ed è addirittura raddoppiata negli ultimi dieci anni (secondo i dati Airtum, Associazione italiana registro tumori). Esporsi troppo al sole, infatti, rappresenta un pericolo perché può danneggiare il Dna delle cellule cutanee.

Il melanoma, cause e sintomi
Il melanoma è una neoplasia maligna della pelle che può insorgere ex novo o derivare da un neo preesistente sulla cute integra. Secondo l’Aiom (Aossociazione italiana oncologia medica) negli ultimi anni si è registrato un aumento della sua incidenza nella fascia d’età fino a 45 anni. In particolare, se fino a pochi anni fa era considerato una neoplasia molto rara tra gli adolescenti, negli ultimi 20 anni si è registrato un aumento di oltre il 4% all’anno negli adolescenti di entrambi i sessi. Oltre all’esposizione eccessiva alla luce ultravioletta (del sole, ma anche delle lampade e dei lettini solari), altri fattori di rischio sono uno stato di insufficienza del sistema immunitario (dovuto, per esempio, a precedenti chemioterapie o a trapianti) e alcune malattie ereditarie. Il rischio aumenta anche nelle persone con lentiggini o con molti nei, in quelle con occhi, pelle e capelli chiari e in chi ha familiarità con il melanoma cutaneo perché ne è già stato colpito un parente stretto.

Il segno principale che deve destare attenzione è il cambiamento dell’aspetto di un neo o la comparsa di uno nuovo. Per questo, è necessario controllare periodicamente l’aspetto dei propri nei, sia consultando un dermatologo (è raccomandata una visita all’anno, specialmente in chi ne ha molti: questo è il periodo migliore, perché la pelle non è ancora abbronzata), sia guardandosi autonomamente allo specchio e facendosi aiutare da un familiare nei punti non raggiungibili col proprio sguardo.

L’Airc (Associazione italiana ricerca sul cancro) suggerisce di tenere sotto controllo i nei seguendo alcune regole riassumibili con la sigla “ABCDE”:

Asimmetria nella forma (un neo benigno è generalmente circolare o tondeggiante, un melanoma è più irregolare);
Bordi irregolari o indistinti;
Colore variabile (o con sfumature diverse all’interno di uno stesso neo);
Dimensioni in aumento (sia come superficie, sia come spessore);
Evoluzione (cambiamento in breve tempo).

Altri campanelli di allarme sono sanguinamento di un neo, prurito o la presenza di un nodulo o di un’area arrossata. Se si avverte uno di uno di questi sintomi è necessario rivolgersi al più presto al medico.
Ma, come spiega Paolo Marchetti, direttore reparto Oncologia dell’ospedale Sant’Andrea e del Policlinico Umberto I di Roma «La diagnosi precoce e l’adozione di corretti stili di vita, in particolare con una maggiore attenzione all’esposizione al sole, restano le armi vincenti contro questa patologia». Alcuni comportamenti, infatti, possono ridurre il rischio di sviluppare tumori della pelle.

È fondamentale, innanzitutto, esporsi al sole in maniera moderata fin da piccoli, evitando le ustioni. In generale, bisogna proteggere la pelle non esponendosi durante le ore più calde (tra le 10 e le 16) e riducendo al minimo o, meglio ancora, evitando, l’uso di lampade o lettini abbronzanti. Sotto il sole, poi, è consigliabile indossare cappelli e occhiali da sole e usare creme protettive adeguate al proprio fototipo, applicandole più volte -e sempre dopo ogni bagno- in modo da assicurare una copertura continua.
Queste attenzioni vanno riservate soprattutto ai bambini, particolarmente sensibili alle scottature: il processo di trasformazione tumorale è molto lungo e spesso può derivare da un’alterazione avvenuta in età pediatrica.

Il dermatologo è lo specialista di riferimento per qualsiasi problematica riguardante la pelle, ma nel consiglio sul prodotto solare più indicato, sui prodotti doposole e anche sullo stile di vita corretto per prevenire i danni solari, fondamentale è il ruolo del farmacista. Il suo consiglio può fare la differenza nell’orientare sulla scelta dei cosmetici per tutta la famiglia e per evitare errori che ne riducano l’efficacia.

Prima e dopo il sole
«La prima protezione solare è il buon senso» spiega il professor Leonardo Celleno, dermatologo e presidente di Aideco (Associazione italiana dermatologia e cosmetologia) «perché non basta la singola canonica applicazione della crema protettiva per prevenire i rischi da radiazione Uv. I prodotti di protezione, definibili “fotoprotettori topici”, sono ormai un baluardo sicuro e affidabile nei confronti dei danni fotoindotti, ma è almeno per ora impossibile ottenere una protezione al 100%». Inoltre bisogna precisare che la sola applicazione della crema solare non è sufficiente per non incorrere nei problemi cutanei causati dalle radiazioni Uv. Se all’utilizzo di questi prodotti si associa anche l’assunzione adeguata di sostanze antiossidanti attraverso l’alimentazione (come quelle contenute in molta frutta e verdure di stagione), si otterrà una strategia antisolare a tutto tondo. «Al fine di un ottimale ripristino della fisiologia cutanea, dopo una lunga esposizione agli agenti atmosferici, è fondamentale anche il doposole» aggiunge Celleno. «Una detersione molto delicata, seguita da un fluido idratante, lenitivo, decongestionante e rinfrescante, permetterà di alleviare l’eritema, le irritazioni e lo stress comunque subito dalla pelle».

Il consiglio al banco della farmacia
Al cliente che acquista un prodotto solare è sempre bene ricordare quali sono i comportamenti più corretti da adottare per godere del sole in sicurezza.
– La migliore protezione è quella meccanica: cappelli, occhiali da sole, indumenti chiari e in fibre naturali. Nelle ore centrali dei mesi più caldi, l’esposizione va poi evitata del tutto.
– La protezione solare è utile anche in inverno: a seconda del luogo di residenza, può essere consigliabile l’utilizzo di un fondotinta o di una crema da giorno con filtro solare.
– Qualche minuto al giorno di sole diretto su viso, mani e braccia non solo non è dannoso, ma addirittura indispensabile per la sintesi della vitamina D. L’importante è non esporsi proprio nelle ore centrali dei mesi estivi.
– Il prodotto solare deve essere specifico per il fototipo del cliente, ma per i primi giorni di esposizione è meglio optare sempre per una protezione alta o molto alta.
– Ricordare al cliente l’importanza di un prodotto spesso sottovalutato: il doposole, indispensabile dopo una giornata di esposizione intensa per rinfrescare, lenire e ripristinare la fisiologia cutanea.
– I prodotti topici avranno un effetto potenziato se accompagnati da un’alimentazione ricca di antiossidanti (soprattutto frutta e verdura di stagione).

(di Ilaria Sicchirollo, Panorama Cosmetico 1/2020 © riproduzione riservata)

2020-02-26T15:46:13+00:00