Il “dopo Coronavirus”

Abbiamo chiesto alle aziende del settore come stanno affrontando il momento di emergenza, quali le ripercussioni sul mercato nel breve termine e le previsioni nel più lungo orizzonte. Ecco che cosa ci ha risposto Domenico Ganassini (nella foto), presidente di Istituto Ganassini, storica azienda italiana che lavora nel campo della bellezza ed è presente in farmacia con i numerosi brand (solo per citarne alcuni, Korff, Rilastil, Bioclin, Comodynes, Vidermina, Neoviderm).

Come ha affrontato l’emergenza Coronavirus la sua azienda? Tutti a casa, telelavoro o altro?
Abbiamo subito attuato lo “smart working” nei reparti amministrativo, commerciale, marketing e parzialmente per l’Edp, cioè nel settore dedicato all’elaborazione elettronica dei dati. Il nostro obiettivo primario, infatti, è stato proteggere chi lavora con noi, evitando quei contatti tra colleghi che potevano favorire una diffusione del virus. Devo peraltro riconoscere che il telelavoro ha permesso all’azienda di continuare a essere operativa.

Che cosa ha provocato la pandemia sulla produzione e commercializzazione dei vostri prodotti?
Il settore produttivo dell’azienda è ovviamente rimasto attivo, anche per non privare farmacie e cittadini dei nostri prodotti. Ma proprio per garantire anche in questi reparti la massima protezione, abbiamo favorito le assenze cautelative, pur determinando così una diminuzione della produzione. Questo non ci ha però impedito di dare una mano nella lotta al Covid-19: abbiamo infatti riconvertito la produzione per realizzare 100.000 gel idroalcolici per la pulizia delle mani, distribuiti gratuitamente a ospedali e farmacie, oltre a 10 ecografi salvavita e a kit di benessere destinati ai sanitari in prima linea, per alleviarne la stanchezza. Per quanto, invece, riguarda la commercializzazione dei prodotti, abbiamo sempre assicurato distribuzione e rifornimenti alle farmacie.

In queste settimane del “Tutti a casa” gli agenti non hanno potuto visitare le farmacie e raccogliere gli ordini. Come avete supplito per garantire la distribuzione dei vostri prodotti?
In questo periodo un ruolo fondamentale è stato garantito dai mezzi elettronici, che abbiamo utilizzato ampiamente sia per le comunicazioni interne, sia per i rapporti con i fornitori e con i farmacisti. Quindi, telefono e internet hanno sostituito gli abituali contatti diretti, non certo con la stessa qualità dei rapporti interpersonali, ma in modo tale da non interrompere mai il dialogo. E poi, nell’ambito della distribuzione, laddove non potevamo intervenire noi ha operato egregiamente la distribuzione all’ingrosso.

Come pensate di affrontare il ritorno alla normalità? Avete qualche proposta da fare alle farmacie per il “post-Coronavirus”?
Ci stiamo giusto lavorando, anche perché questa emergenza, certo non desiderata né voluta, ha modificato abitudini e atteggiamenti, favorendo comportamenti di cui non potremmo non tener conto. Dobbiamo anche trarre, da questa terribile esperienza, opportune riflessioni sul piano sia personale, sia aziendale, che devono condurci a nuove proposte, innanzitutto per riportare il senso di normalità in farmacia e, soprattutto, per ridestare la gioia di vivere. E i nostri prodotti vanno proprio in questa direzione, favorendo appunto sicurezza, benessere, oltre a bellezza.

(di Lorenzo Verlato, Farma Mese 4-2020, ©riproduzione riservata)

 

2020-04-01T12:02:10+00:00