Il “dopo Coronavirus” – la parola alle aziende: EG Stada

È ora la volta di parlare con Salvatore Butti, General Manager & Managing Director Italy di EG Stada SpA, per capire come anche questa grande azienda sta affrontando il momento e per capire come si sta relazionando con i farmacisti in questa emergenza sanitaria che li vede protagonisti

Come ha affrontato l’emergenza Coronavirus la sua azienda? Tutti a casa, telelavoro o altro?
In situazioni nuove, e di forte incertezza, nel momento in cui si prende una decisione non si è mai certi se sia quella giusta. Il 21 febbraio si è registrato il primo caso di contagio secondario a Codogno. Il 25 febbraio abbiamo attivato l’home working per tutti i nostri dipendenti interni. Con il senno di poi si è rivelata la scelta migliore, considerando che ciò che ha animato questa decisione riguardava “la tutela della salute delle persone di EG Stada”. Al contempo, evitando gli spostamenti e i contatti, abbiamo ridotto al minimo le possibilità di diffusione del contagio. Per buona sorte, ad oggi, non si registra alcun caso di infezione all’interno della nostra azienda, compreso le “Sales Force”.

Che cosa ha provocato la pandemia sulla produzione e commercializzazione dei vostri prodotti?
Contestualmente all’attivazione dell’home working, abbiamo lavorato incessantemente con il nostro deposito e con i siti produttivi, al fine di garantire a tutta la filiera la disponibilità e la consegna dei nostri farmaci. Il secondo obiettivo che ci eravamo posti è stato quello di cercare di garantire la reperibilità dei farmaci ai pazienti. Ad oggi, con molta fatica e qualche comprensibile ritardo, siamo riusciti a portare a termine anche questo secondo aspetto fondamentale.

In queste settimane del “Tutti a casa” gli agenti non hanno potuto visitare le farmacie e raccogliere gli ordini. Come avete supplito per garantire la distribuzione dei vostri prodotti?
Se osserviamo le ultime 5/6 settimane (dal 21 febbraio) vi è stata una escalation, a livello nazionale, della diffusione del virus con le conseguenti ricadute sulle varie attività. Devo dire che questa nuova esperienza della “comunicazione a distanza” (che avremmo certamente evitato) ha rivelato anche aspetti sorprendenti. Entrano in gioco tanti fattori come la relazione, una corretta comunicazione e grande attenzione ai bisogni e al momento molto particolare che stanno vivendo le farmacie. E soprattutto con i farmacisti dietro al banco, che possiamo definire a tutti gli effetti “sul fronte” e ai quali, per esempio, abbiamo subito fatto avere 10.000 mascherine nell’area calda della Lombardia. Abbiamo, inoltre, pianificato attività e training specifici per poter garantire il miglior servizio ai nostri clienti. Per quanto riguarda poi la distribuzione, come accennato prima, vi è stata una incessante collaborazione con il nostro deposito.

Come pensate di affrontare il ritorno alla normalità? Avete qualche proposta da fare alle farmacie per il “post-Coronavirus”?
Con l’augurio che questa situazione possa risolversi al più presto, credo sarà importante essere in grado di gestire, come tutti gli attori in gioco, questo periodo transitorio. Il ritorno alla normalità sarà sicuramente condizionato da questo. Non ho la presunzione di fare previsioni e scenari futuri, soprattutto riguardo a qualcosa di totalmente nuovo. Ma ciò che mi sento di affermare è che si rende necessario cominciare a pensare fin da oggi a quando saremo fuori dal tunnel, cercando, nel frattempo, di lavorare con ancora più energia per limitare eventuali impatti e supportando il più possibile le nostre farmacie. Dico questo perché tutto ciò che avviene, e avverrà in questo periodo, rimarrà scolpito a lunga nella memoria di ognuno di noi. Un domani anche la farmacia farà memoria di tutto ciò che sarà accaduto e ne trarrà le logiche conclusioni. Per mia indole voglio pensare positivo, e anche se non sono in grado di dire come e a quali cambiamenti andremo incontro, non ho dubbi nell’affermare che la farmacia, e tutti quanti insieme, sapremo cogliere quegli aspetti che potranno, magari, portare a nuovi risvolti positivi.

(di Lorenzo Verlato, Farma Mese 4-2020, ©riproduzione riservata. Foto: ©Francesca Malinverno).

2020-04-06T15:47:15+00:00