I sieri per il viso

La parola siero è ampiamente utilizzata nei prodotti cosmetici e può esplicare attività diverse a seconda della formulazione specifica e delle sostanze funzionali inserite nella formulazione. È un prodotto di particolare successo e, infatti, uno dei sieri presenti sul mercato è stato nominato come “miglior nuovo trattamento per la cura della pelle” ai Pure Beauty Awards dell’anno che si è appena concluso.

La definizione più utilizzata è quella di un prodotto con formula molto concentrata, che serve per potenziare gli effetti dei trattamenti quotidiani o per rinvigorire la pelle nei momenti di particolare stress. Di solito i sieri sono contenuti in piccoli flaconi con contagocce o dosatore, oppure in fiale e ampolline, perché la formulazione è concepita per essere utilizzata a gocce per trattare tutto il viso. Per applicare il siero si possono seguire quattro passaggi consecutivi: 1) lieve massaggio con la pelle asciutta; 2) applicazione del prodotto; 3) rilassamento, in particolare dei lineamenti del viso; 4) picchiettamento del prodotto sul viso.

Secondo le definizioni di alcuni prodotti commerciali, un siero può essere a base di olio oppure a base di gel o a base di un’emulsione “sottile”. È interessante, allora, approfondire quali sono le forme cosmetiche più utilizzate dai formulatori per elaborare questi specifici trattamenti. Partiamo dalla soluzione oleosa: in genere contiene una base di oli che fungono da vettori e che sono i cosiddetti oli secchi, perché hanno un’alta assorbibilità per la pelle. Essi devono anche avere compatibilità con principi attivi specifici, come vitamine, polifenoli, estratti vegetali, utilizzati nella loro forma lipofila. Possono contenere un profumo, per mascherare eventuali odori sgradevoli, e in genere contengono tutti un antiossidante, come la vitamina E, che funge anche da principio attivo.

I sieri in soluzione gelificata, invece, sono soluzioni generalmente acquose ispessite con l’aggiunta di polimeri, derivati della cellulosa o agenti ispessenti di origine naturale. Gli idrogel sono un ottimo veicolo per numerosi principi attivi idrosolubili. Generalmente, a seconda del tipo di sostanza inserita, il gel può apparire completamente oppure leggermente incolore , ma si può anche colorarlo, e spesso ciò viene fatto anche per renderlo più accattivante, con l’aggiunta di gliceriti vegetali, inclusi gli estratti colorati.

Nonostante le ottime proprietà reologiche e cosmetiche, talvolta l’utilizzo del gel potrebbe lasciare sulla cute una spiacevole sensazione collosa, legata per lo più alla presenza in eccesso dell’elemento gelificante. Se, però, il siero in gel ha una formulazione bilanciata, trasmette una sensazione sulla pelle di rassodamento e di compattezza. Poiché, inoltre, questa formulazione è a base d’acqua, si possono incorporare moltissimi estratti idrofili, solitamente di tipo vegetale. Nella realizzazione di un siero in gel è fondamentale anche il giusto spessore e la consistenza, in modo da poter erogare correttamente il prodotto e ottenere una consistenza finale che non cola.

Infine, i sieri a base acquosa/idroalcolica sono simili ai sieri in gel, ma non contengono l’agente gelificante. Tali prodotti hanno una formulazione abbastanza semplice: contengono sostanze idrofile di vario tipo, come gli idrosol, che possono avere proprietà idratanti, tonificanti per la pelle e riequilibranti. Vengono solitamente utilizzati gli umettanti, che aiutano il siero ad aderire meglio alla pelle. L’eventuale presenza dell’alcool migliora la conservazione del prodotto e la dissoluzione di principi attivi di difficile incorporazione.

Solitamente i sieri sono costituiti da emulsioni di olio in acqua, in quanto si tratta di formulazioni abbastanza fluide, facilmente assorbibili, che si presentano quasi come latti nutrienti. Il vantaggio di queste formule è che possono contenere sia principi attivi idrofili, sia lipofili e, quindi, possono essere particolarmente arricchite senza avere problemi di solubilizzazione. Possono essere, inoltre, inseriti polimeri o derivati della cellulosa, entrambi stabilizzanti dell’emulsione che, però, aumentano la viscosità e, dunque, devono essere attentamente bilanciati dal formulatore. I nuovi polimeri acrilici hanno un ampio intervallo di pH, sono facili da incorporare e disperdere sia nella fase oleosa, sia in quella acquosa, ma soprattutto danno alla pelle una sensazione morbida e setosa.

Ci sono, poi, anche gli unguenti, i cosiddetti sieri-balsami, con una base costituita da burri, cere e oli, e che contengono, quindi, principi attivi liposolubili (lipofili) che possono offrire nutrimento per la cute molto stressata. Tali formulazioni possono, per esempio, contenere gliceridi di burro di Karitè, esteri di Jojoba, le cere corrispondenti e la più ampia varietà di estratti vegetali lipofili. Anche questo tipo di siero è necessario dosarlo a quantità molto piccole, perché le formulazioni sono molto concentrate e a base generalmente grassa e anidra.

Ingredienti speciali
Con la tendenza sempre più spinta di una cosmesi cosiddetta naturale, i formulatori sono costantemente alla ricerca di alternative all’uso dei prodotti sintetici. Qui entra in gioco l’olio di jojoba, un prodotto assolutamente non nuovo, ma che recentemente è stato riscoperto e approfondito in nuovi studi. Oltre agli effetti antinfiammatori, grazie alla sua struttura chimica e alle sue proprietà antiossidanti, l’olio di jojoba ha una notevole stabilità ossidativa, che si traduce in una lunga durata e resistenza ai radicali liberi. La struttura dell’olio di jojoba imita il 25% del sebo umano e, quindi, una volta applicato sulla pelle sensibile o molto secca, ha immediati effetti lenitivi e riparatori e idratanti. Esso può, quindi, essere considerato sia un ottimo vettore, sia un principio attivo nella formulazione di un siero per pelli sensibili.

Esiste ora anche il burro di jojoba, che possiede una consistenza non appiccicosa e può essere utilizzato, per esempio, nei sieri-balsami. L’opzione vegana contiene un’alta concentrazione di olio di jojoba, è miscibile con olio ed è priva di conservanti e agenti coloranti.

Un altro principio attivo che sembra avere un’attività cosmetica interessante è la melatonina. Gli integratori di melatonina o gli alimenti che ne sono ricchi sono spesso raccomandati per le persone che hanno difficoltà ad addormentarsi di notte, ma più recentemente la melatonina è entrata sotto i riflettori per una nuova ragione: i formulatori cosmetici, infatti, hanno iniziato a utilizzare con successo questo ingrediente nei prodotti antinvecchiamento della pelle. Poiché le proprietà antiossidanti della melatonina hanno dimostrato di proteggere le cellule dall’invecchiamento, incluso quello provocato dall’irradiazione Uv solare, essa risulta un ingrediente molto interessante per i sieri antietà. E, infatti, recentemente ha trova to spazio anche sugli scaffali iperspecializzati della farmacia.

(di Graziella Tonato, Panorama Cosmetico 1/2020 © riproduzione riservata)

2020-04-09T08:47:04+00:00