Il “dopo Coronavirus” – la parola alle aziende: Corman

«Abbiamo avuto la fortuna di poter contare sui consigli dei colleghi della nostra filiale vendite in Cina. Già dal 23 febbraio abbiamo adottato provvedimenti quali misurazione temperatura, sanificazione, distanziamento, utilizzo mascherine e smart working». Dalle parole del Ceo, Guido Mantovani,  ecco come Corman SpA, azienda italiana con sede nel milanese che produce dispositivi medici e prodotti per l’igiene femminile, ha affrontato l’emergenza Covid-19.

Come ha affrontato l’emergenza Coronavirus la sua azienda? Tutti a casa, telelavoro o altro?
Abbiamo avuto la fortuna di affrontare l’emergenza potendo contare sui suggerimenti che ci sono stati avanzati dai colleghi della nostra filiale vendite in Cina. Così, già da lunedi 23 febbraio, il Gruppo Gestione Emergenza ha imposto misurazione temperatura, sanificazione, distanziamento, utilizzo mascherine , esclusione e smart working. Abbiamo anche definito un “recovery plan” per assicurare la continuità delle operazioni.

Che cosa ha provocato la pandemia sulla produzione e commercializzazione dei vostri prodotti?
Le attività di produzione, logistica e le funzioni di back office sono proseguite regolarmente e abbiamo potuto con tempestività rifornire il canale, che ci ha richiesto volumi maggiori di prodotti.

In queste settimane del “Tutti a casa” gli agenti non hanno potuto visitare le farmacie e raccogliere gli ordini. Come avete supplito per garantire la distribuzione dei vostri prodotti?
La rete vendita è stata formata con video-pillole realizzate in collaborazione con un formatore esterno per aiutare gli agenti a contattare le farmacie da remoto, in modo professionale e non invadente. Le proposte commerciali sono state riviste per essere vicine alle necessità dei nostri clienti. L’empatia è stata la cifra naturale.

Come pensate di affrontare il ritorno alla normalità? Avete qualche proposta da fare alle farmacie per il “post-Coronavirus”?
Le previsioni, fortunatamente, si dimenticano facilmente per cui mi sento di addentrarmi in un terreno scivoloso. Il consensus degli economisti prevede una contrazione del Pil compreso tra il 9% e il 12% per il 2020. Riteniamo tuttavia che il mercato farmacia chiuderà l’anno con un fatturato di 25 miliardi di euro, invariato rispetto allo scorso anno (ma inferiore a quello del lontano 2015, non dimentichiamolo). Crediamo che l’etico possa crescere di 0,5 punti al 58%, con un commerciale al 42%. Questo perché, se a livello di percezione il ruolo della farmacia esce rafforzato dalla gestione dell’emergenza,  a livello di consumi “commerciali”   l’impatto del Pil ne determinerà una contrazione. I marchi più forti, richiesti dai consumatori, usciranno meglio e più in fretta dalla situazione, ma i consumatori saranno più selettivi nelle scelte e gli impulsi d’acquisto avranno così una forte contrazione, almeno sino a quando la permanenza in farmacia sarà limitata.

(di Lorenzo Verlato, Farma Mese 4/5 2020, ©riproduzione riservata)

2020-05-28T11:22:58+00:00