Chi più chi meno

Abbiamo letto, nel numero scorso di Panorama Cosmetico, gli ultimi dati del mercato e le previsioni su questo 2020 tormentato dalla pandemia Coronavirus, e abbiamo visto come la farmacia abbia superato il giro d’affari della profumeria, così come abbiamo registrato le flessioni provocate in generale dal lockdown, tali da determinare un decremento in tutti i canali distributivi, con la sola eccezione delle vendite e-commerce. La paura del contagio e l’obbligo del distanziamento sociale hanno, appunto, favorito gli acquisti online, registrando nel solo comparto cosmetico una crescita stimata a fine 2020 del +35%, mentre risultano in contrazione tutti gli altri punti vendita, a partire dal mass market (-1,7%), fino alla farmacia (-2%), alla profumeria (-24%) e all’erboristeria (-25).

I CAMBIAMENTI AL PANIERE MERCEOLOGICO
Il gradito sorpasso sulla profumeria, che quest’anno porta la farmacia al secondo posto, subito dopo il mass market (peraltro favorito dal fatto che profumerie ed erboristerie erano chiuse), non deve farci dimenticare che il settore cosmetico sta soffrendo e che il fatturato globale della produzione nazionale sta subendo una flessione dell’11,6%, determinata da una caduta sia delle vendite in Italia (-9,3%), sia delle esportazioni (-15%), e che anche la farmacia, pur soffrendo meno di altri canali, ha visto modificato, da parte del consumatore, il suo paniere merceologico. Ed è su questo punto che vale la pena soffermarci.
È questo un aspetto, infatti, che merita di essere attentamente considerato, perché purtroppo l’emergenza Covid-19 non è affatto superata e, durante la seconda ondata, man mano aumentano le Regioni che sono costrette a ripristinare le “zone rosse” e imporre il conseguente lockdown. Il dover stare a casa necessariamente comporta un cambio dei costumi, un comportamento diverso non soltanto nell’alimentazione e negli stili di vita, ma anche nell’igiene personale e nel modo di presentarsi e di truccarsi. Un conto, infatti, è doversi ogni mattina presentare in ufficio, con un certo abbigliamento e un trucco accurato, un conto lavorare da casa, dove si può stare in massima libertà e senza i condizionamenti richiesti dal vivere sociale.

Cambiano, di conseguenza, anche l’uso, la qualità e la quantità dei cosmetici acquistati e utilizzati, e capire come, soprattutto coglierne le tendenze, è sicuramente utile per poter prevedere, per tempo e bene, alle richieste della clientela. È proprio il modo, peraltro, per saper gestire al meglio l’attività di rifornimento, il magazzino, l’esposizione e le offerte. Vediamo. Allora. quali sono i dati offerti dal Centro studi di Cosmetica Italia, facendo riferimento alla relazione proposta da Gian Andrea Positano in occasione dell’iniziativa “Live On Line Summit”, organizzata da Cosmofarma.

Merita soffermarsi su com’è cambiata la composizione del mercato cosmetico per categorie di prodotto, considerando il differente peso registrato nel periodo 2018-2019 e confrontandolo con quello ottenuto durante il 2020, in conseguenza della pandemia Coronavirus. Le perdite percentuali registrate rispetto al 2019 indicano chiaramente com’è modificata la domanda da parte della consumatrice e offrono precise indicazioni di come la farmacia debba adattarsi a queste richieste, almeno fino a che non sarà superata -speriamo presto- questa emergenza.

Più che comprensibile, per esempio, il crollo dei cofanetti trucco (-39%), sia quello delle confezioni regalo (-28,1%), necessaria conseguenza del distaccamento sociale, ma anche il -14% dei cosmetici viso e corpo merita di essere attentamente valutato, come pure quel -20% dei prodotti labbra e -27,7% del reparto trucco viso. Sul versante opposto va opportunamente valutato il +7,3% della voce igiene corpo e il +8,2% dei prodotti per i capelli, che dimostrano come la chiusura dei centri estetici e dei parrucchieri abbia obbligato le donne ad acquistare direttamente i cosmetici da impiegare poi a casa.
Ancor più interessante, inoltre, è guardare anche le altre due tabelle che il Centro studi di Cosmetica Italia ha elaborato, quelle relative ai cosmetici più e meno venduti, perché consentono di andare più nel dettaglio e di individuare, nell’ambito delle singole categorie, i prodotti oggetto di maggiore o minore attenzione. I coloranti hanno, per esempio, subito un’impennata (+49,5%: non potendo andare dal parrucchiere ci si adatta in casa), come pure i saponi liquidi (+38,1% per l’obbligo a lavarsi più spesso le mani). Di converso il crollo delle acque di toeletta, del profumo maschile (-52,7%) e dei solari (-33,7%) sono ampiamente giustificati sia dal dovere stare a casa, sia dalle mancate vacanze al sole.

Considerare con attenzione questi dati relativi ai consumi e adattarli, poi, alla peculiare situazione della propria farmacia può consentire di mettere in atto una gestione più attenta e oculata sia dei riordini, sia delle proposte di vendita, per venire così incontro a quanto il mercato propone e ai desiderata della clientela. Con l’augurio, ovviamente, di potere quanto prima tornare alla normalità.

(di Lorenzo Verlato, Panorama Cosmetico 5/2020 ©riproduzione riservata)

2020-12-10T11:10:59+00:00