I protocolli beauty per la pelle sensibile o patologica

Le persone che soffrono di problematiche cutanee spesso si rivolgono prima in farmacia e poi al medico di base o allo specialista; per questo le competenze dermatologiche e di trattamento della pelle sensibile e fragilizzata sono indispensabili per i farmacisti.

Inoltre, la terapia farmacologica necessita, in alcuni casi, di essere integrata con prodotti dermocosmetici studiati e realizzati appositamente come complementi per detergere, proteggere, idratare la pelle del viso e del corpo, le unghie, i capelli e il cuoio capelluto, il cavo orale e i genitali.

Spesso accade che chi opera esclusivamente al banco delle prescrizioni si disinteressi del settore nutri-cosmetico, delegando il consiglio al personale responsabile del reparto. È importante, invece, che il farmacista intervenga in primis per completare le prescrizioni delle cure farmacologiche con prodotti di detersione e trattamento o per consigliare semplicemente i dermocosmetici più specifici per la cute fragilizzata.

STUDIO DI UN CASO: PELLE IPERSENSIBILE, FRAGILIZZATA, PATOLOGICA
Saper leggere i segni
Il farmacista deve essere in grado di valutare, a occhio nudo e tramite apparecchi, lo stato di irritazione, di arrossamento della pelle e i segni di un’eventuale vera e propria patologia per poter successivamente prescrivere un trattamento personalizzato o inviare il cliente/paziente dal medico.
Occorre osservare:
– segni di dermatite atopica, seborroica, Dic/Dac (rossori, infiammazione, desquamazione, estrema secchezza o untuosità, gonfiori, sensazione di prurito)
– segni di acne giovanile o tardiva (papule, pustole), follicolite
– couperose, teleangectasie, rosacea
– segni più severi conseguenti a terapie farmacologiche o che richiedono il consulto del dermatologo (micosi).

Il protocollo di consiglio
È importante ricordare che i prodotti cosmetici si applicano su cute integra; su cute lesa e con escoriazioni si consigliano, invece, dispositivi medici a uso topico. I “dermocosmetici” possiedono particolari caratteristiche rispetto ai “comuni” cosmetici. Per esempio, un crema idratante per pelli atopiche o per persone che soffrono di allergie da contatto è realizzata con ingredienti studiati e formulati per rispondere a queste esigenze. Nonostante siano prodotti da considerare una via di mezzo tra cosmetici e medicinali, al momento la legge non li riconosce come una categoria diversa dai “normali” cosmetici (sia in Italia, sia in tutta la comunità europea). Il termine dermocosmetico quindi, non si ritrova in alcun documento ufficiale, è un termine informale e colloquiale, con cui si indicano quei cosmetici che “hanno una marcia in più”.

I brand di dermocosmesi soddisfano le esigenze della pelle fragilizzata, allergica, sensibile e vengono consigliati anche come complementi alla terapia farmacologica e alla chirurgia estetica. Sono poco pubblicizzati, ma in genere conosciuti da chi frequenta la farmacia. Si differenziano perché:
– sono prescritti dallo specialista (dermatologo, medico e chirurgo estetico)
– hanno un’immagine “medicale” e un packaging sobrio
– sono confezionati in dosatori, tubi airless (no vasetti) o monodosi sterili per prevenire il rischio di contaminazione microbica e conservare intatte le loro proprietà
– le formulazioni sono minimaliste, per limitare i rischi di allergie e intolleranze
– i prodotti sono testati, ad altissima tollerabilità, grazie a rigorosi test in vitro, in vivo (clinici) e d’uso, effettuati su pelli sensibili e test oftalmologici. Non comedogeni
– hanno un prezzo medio
– spesso presentano la data di scadenza.

La detergenza
Bagnoschiuma, latti, gel, soluzioni devono essere formulati con tensioattivi delicati; i cosiddetti surgras sono arricchiti di lipidi e polimeri che limitano l’aggressività dei tensioattivi. Le formulazioni sono senza parabeni, senza Sls, senza sapone e addizionate di ingredienti lenitivi, addolcenti, antiarrossamento (bisabololo, avena, acqua termale). Non devono denaturare le proteine e solubilizzare/disorganizzare i lipidi di superficie, penetrare attraverso la barriera lipidica e alterare il microbiota cutaneo. L’acqua termale non deve mai mancare come complemento, per la sua azione lenitiva.

Il trattamento
Creme e gel a elevata tollerabilità, anche sterili, adatti anche al contorno occhi, devono essere applicati mattina e sera per preservare la pelle fragilizzata che ha perso la sua naturale protezione. Vengono inseriti nelle formulazioni aloe, avena, calendula, camomilla e germe di grano per un’azione lenitiva e disarrossante. Le maschere per pelle sensibile sono decongestionanti e lenitive. Si applicano al bisogno e contengono sostanze idratanti, calmanti e decongestionanti (acido glicirretico, rusco, calendula, tiglio e bisabololo). La protezione Spf 50+ Uva ultra è d’obbligo, preferibilmente con filtri fisici, per prevenire fotosensibilizzazioni e pigmentazione.

Il camouflage
I fondotinta correttori contengono un’alta percentuale di pigmenti bianchi (ossidi di titanio o zinco) finemente micronizzati per una correzione duratura. Si presentano in diverse forme cosmetiche: stick, fondotinta fluidi, creme compatte, ciprie. Sono waterproof e no-transfer/anti sfregamento, con durata fino a 12 ore. Devono essere sempre accompagnati dalla polvere fissativa o cipria. Per coprire difetti specifici si utilizzano correttori beige, gialli, verdi, viola.

La nutraceutica e la dermonutrizione
Gli acidi grassi essenziali omega 3,6,9 sotto forma di integratori o assunti con gli alimenti sono indispensabili per il sostegno alla barriera lipidica protettiva dello strato corneo, alterata in caso di cute fragilizzata. Si consiglia di evitare l’assunzione di alcol, caffè, cibi piccanti e speziati. Le intolleranze alimentari possono causare infiammazioni o eruzioni cutanee. Per proteggere la pelle sensibile è importante seguire un’alimentazione corretta e bilanciata, inserendo nella dieta cibi ricchi di vitamina C (di cui sono ottime fonti agrumi, kiwi, fragole) e P (more, ciliege, mirtilli, albicocche, uva e prugne) che proteggono i capillari.

Raccomandazioni utili
Fare attenzione all’uso di detergenti contenenti tensioattivi tradizionali e all’acqua eccessivamente calcarea; hanno un effetto alcalinizzate che altera il Ph normalmente acido della pelle. Si può suggerire di non usare l’acqua del rubinetto e sostituirla con l’acqua termale con cui fare anche impacchi con garze sterili.

(di Gabriella Daporto, Panorama Cosmetico 1/2020 ©riproduzione riservata)

2021-02-23T12:26:56+01:00