Specializzazioni dopo la laurea

La laurea in Farmacia o in Chimica e Tecnologie farmaceutiche (Ctf), il tirocinio, l’esame di stato, l’iscrizione all’Ordine, l’ingresso in farmacia e i corsi Ecm per l’aggiornamento professionale. Questo è il classico percorso di studi del farmacista. Ma cosa succede se si desidera approfondire, dopo la laurea, materie che possano qualificare maggiormente nello svolgimento della professione, offrendo specifiche specializzazioni?

Partiamo dal sistema accademico in Italia che è stato oggetto, negli anni, di diverse riforme. I non più giovanissimi che si sono laureati con il “vecchio ordinamento” (prima del 1999) rimarranno stupiti nel vedere come il panorama universitario, per tutte le facoltà, sia cambiato negli ultimi anni, moltiplicando le opportunità di preparazione dopo gli studi superiori.
Prima delle riforme, la laurea, a seconda della disciplina, poteva essere conseguita al termine di un percorso di studi della durata di 4, 5 o 6 anni. Per fluidificare l’accesso a molte professioni e facilitare l’ingresso nel mondo del lavoro, contrastando anche l’abbandono scolastico e il fenomeno del “fuori corso”, il Dm 509/99 (riforma Berlinguer, durante il governo Prodi I) ha introdotto l’ordinamento cosiddetto “3+2”, che istituisce una laurea di primo livello (triennale) e una specialistica (della durata di altri due anni, dopo la triennale).

Una successiva riforma (Dm 270/04 con Letizia Moratti, durante i governi Berlusconi II e III) ha mantenuto i due gradi di istruzione accademica, ma ne ha modificato caratteristiche e denominazione: oggi si definiscono semplicemente “laurea” (la triennale di primo livello, che dà diritto al titolo di dottore) e “laurea magistrale” (che sostituisce la specialistica) biennale, che conferisce il titolo di dottore magistrale. Vi sono, però, discipline che non prevedono il percorso triennale: in questi casi si consegue la laurea magistrale a ciclo unico, o percorso unitario, della durata di 5 oppure 6 anni. Tra queste vi sono anche la laurea magistrale quinquennale in Farmacia e quella in Chimica e Tecnologie farmaceutiche.
L’esercizio della professione di farmacista, per entrambi i titoli accademici, non è automatico, ma subordinato al superamento dell’esame di Stato, che può essere sostenuto dopo il tirocinio semestrale, previsto già durante il corso degli studi (in Farmacia) o dopo la laurea (in Ctf).
Ma la professione in farmacia, sebbene sia lo sbocco più ambito dagli studenti (dal 74%, secondo una ricerca dell’Università La Sapienza di Roma del 2018), non è certo l’unico. Al neolaureato si aprono, infatti, diverse strade: può lavorare in ospedali, cliniche, strutture sanitarie, laboratori di analisi, nella Pubblica amministrazione, oltre che, naturalmente, nell’industria farmaceutica e nell’informazione scientifica.
Inoltre, bisogna considerare che il suo percorso accademico potrebbe anche non terminare, perché al dottore in farmacia sono dedicate anche diverse possibilità di specializzazione, conseguibili attraverso master, corsi di perfezionamento, scuole di specializzazione e dottorati di ricerca.
In queste pagine vi proponiamo una panoramica (necessariamente non esaustiva, a causa dell’elevato numero di corsi, organizzati sia dalle università, pubbliche e private, sia dalle scuole di formazione e specializzazione) dei corsi disponibili in Italia, ai quali accedere dopo la laurea in Farmacia oppure in Ctf.

Master di I e II livello
Il master è un corso di formazione post laurea ad alto livello di specializzazione rivolto ai laureati che desiderano una maggiore qualificazione in un determinato campo, ma anche a professionisti con l’esigenza di ricollocarsi sul mercato del lavoro. I master possono essere di primo o secondo livello. Al primo livello ci si può iscrivere dopo la laurea triennale; al master di secondo livello, invece, si accede esclusivamente dopo aver conseguito la laurea magistrale (o quella del vecchio ordinamento).
Gli sbocchi professionali prevedono, tra gli altri, il lavoro in farmacia, l’informazione scientifica e la ricerca presso aziende farmaceutiche o centri di ricerca.
Tutti i principali atenei offrono master in ambito farmaceutico. Citiamo soltanto alcuni esempi: l’Università degli studi di Milano ha attivato per l’anno accademico in corso i master, entrambi di II livello e della durata di un anno, in Farmacia e farmacia oncologica e in Farmacovigilanza. Alla Sapienza di Roma si possono frequentare i master in Medicina integrata in farmacia, Metodologie farmaceutiche industriali, Scienza e tecnologia dei radiofarmaci, Preparazioni magistrali galeniche e altri ancora. Ci sono, poi, diversi master dedicati alle competenze cosmetologiche (dei quali parleremo diffusamente nel prossimo numero di Farma Mese), per esempio a Ferrara, Lodi, Roma Tor Vergata, o a quelle in ambito nutrizionistico e in quello nutraceutico (Camerino, Salerno e altri ancora). Un master di primo livello, accessibile, quindi, con una laurea triennale, è quello in Informazione scientifica del cosmetico dell’Università di Camerino. Ci sono poi master dal taglio più “business oriented”, come quelli dedicati alle professioni sanitarie della “24 Ore Business School”, tra cui segnaliamo il master in Management del settore Sanità, quello in Marketing farmaceutico, e infine, per il farmacista già occupato, il master part time in Management della farmacia (istituito in partnership con Federfarma e Cosmofarma).

Corsi di perfezionamento
I corsi di perfezionamento sono percorsi di aggiornamento professionale, scientifico e culturale, che prevedono una didattica flessibile e di breve durata, spesso con un taglio pratico e con formule adatte anche a chi già lavora, con lezioni che si tengono, per esempio, nei fine settimana. L’Università degli studi di Milano organizza, per citarne alcuni, il corso di perfezionamento Prodotti cosmetici: dalla formulazione al consumatore e quello in Scienze cosmetiche. A Bergamo c’è il corso Gestione della farmacia orientata al mercato che cambia e alla Federico II di Napoli quello su Igiene alimentare, nutrizione e benessere. È organizzato dall’Università di Siena, ma si tiene a Milano, il corso di Fitoterapia applicata, in ambito cosmetico, farmaceutico e nutrizionale. Con un taglio gestionale sono, invece, i corsi di perfezionamento in Management e organizzazione dei servizi farmaceutici (Università di Salerno), Gestione manageriale del dipartimento farmaceutico (Camerino), Management della farmacia (Ferrara).

Dottorati di ricerca
Scienze del farmaco, Farmacologia e tossicologia, Scienze biomolecolari e farmaceutiche sono soltanto alcuni dei dottorati di ricerca -il cosiddetto terzo ciclo- disponibili negli atenei italiani per chi desidera proseguire con il percorso accademico nell’ambito della ricerca scientifica. L’accesso ai dottorati, dopo la laurea magistrale, è sempre a numero chiuso e subordinato al superamento di un concorso con prove scritte e colloquio orale, che in questo periodo si svolgono necessariamente da remoto. La durata è in media di 3 anni e al termine del dottorato si acquisisce il titolo di dottore di ricerca o PhD.

Nel prossimo numero di “Farma Mese” ospiteremo un’ulteriore inchiesta sul tema, indicando le possibilità di aggiornamento suddivise per aree di specializzazione.

(di Ilaria Sicchirollo, Farma Mese n. 3/2021 ©riproduzione riservata)

2021-03-12T12:29:42+01:00