Igiene e decontaminazione in farmacia, protocolli e procedure standard

Un sintetico “protocollo di procedura”, con indicati gli standard minimi e le istruzioni operative che le singole farmacie devono attuare nelle attività di prima istanza è stato a suo tempo pubblicato su “Farma Mese” dal professore a contratto dell’Università di Trieste Damiano Degrassi, per tanti anni vicepresidente di Federfarma e autore del sempre attuale “Codice Degrassi”. Sono indicazioni particolarmente utili in questa situazione emergenziale provocata dal Coronavirus, che vale la pena riproporre. Ecco quali sono le procedure standard per l’igiene ambientale, la decontaminazione degli strumenti, gli indumenti non monouso, l’igiene delle mani, i dispositivi di protezione individuale, oltre alle precauzioni atte a ridurre eventuali esposizioni per il contatto con liquidi biologici.
Ripubblichiamo qui di seguito l’articolo, che permette di seguire, nell’ambito della “Farmacia dei servizi”, precisi protocolli di Pharmaceutical Care.

ANALISI? MANUALE DI PROCEDURA

Dopo il precedente articolo di Damiano Degrassi sulle “Linee Guida” della regione Friuli Venezia Giulia per lo svolgimento in farmacia di attività analitiche di prima istanza rientranti nell’ambito dell’autocontrollo (potete leggerlo qui), approfondiamo ora il tema con indicazioni anche pratiche. Nell’ambito dei requisiti organizzativi assumono, infatti, particolare importanza le “procedure documentate”, cioè scritte, nelle quali le farmacie devono indicare dettagliatamente le metodologie e i procedimenti per la corretta utilizzazione delle attrezzature biomediche, e per l’esecuzione dei test di autocontrollo da parte degli utenti, anche con l’assistenza del personale della farmacia. Le medesime procedure documentate devono essere poi redatte per la pulizia e igienizza- zione degli ambienti, degli arredi e delle attrezzature, così come stabilito da un “format” che s’ispira ai Sistemi di gestione della qualità (Norme Iso).

Il “format” sperimentale qui descritto ha, come riferimento bibliografico, un documento monografico, e cioè “Prestazioni analitiche di prima istanza in farmacia”, pubblicato su Cref Ricerche n 3/2014, edizioni Forum, Editrice universitaria udinese, Udine.

Il documento è suddiviso nei seguenti capitoli:

Standard minimi organizzativi, tecnologici e strutturali per l’erogazione delle prestazioni analitiche di prima istanza da parte delle farmacie

Istruzione operativa – Esecuzione della prestazione analitica di prima istanza.

Procedura – Sanificazione, decontaminazione e disinfezione di ambienti, superfici e strumenti per l’erogazione delle prestazioni analitiche di prima istanza in autocontrollo da parte delle farmacie.

Decontaminazione di superfici, oggetti e indumenti non monouso da contatto accidentale con liquidi biologici

Procedura – Igiene delle mani e utilizzo di Dpi – Dispositivi di protezione individuali

Procedura – Precauzioni atte a ridurre l’esposizione occupazionale successiva al contatto accidentale degli operatori con liquidi biologici.

Procediamo allora, seppur in sintesi, nella presentazione di questo “Manuale di procedura”.

STANDARD MINIMI

a) Organizzativi – Il titolare o direttore di farmacia è responsabile della pulizia, manutenzione, uso, validazione e conservazione degli apparecchi in dotazione, della rispondenza delle apparecchiature alle normative in vigore, dell’osservanza della normativa in materia di protezione dei dati personali e della normativa in materia di tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro (D. L.vo 81/2008: tra cui: documento sulla valutazione dei rischi, Dpi (Dispositivi di protezione individuali) e i dispositivi di sicurezza agli operatori a cui è affidato il compito di assistenza alle operazioni in autoanalisi e relativa formazione sul corretto uso dei Dpi).

b) Tecnologici – Strumenti per l’autoanalisi: apparecchi di autoanalisi iscritti dal produttore nella categoria dei diagnostici a uso domiciliare, che consentano accertamenti su sangue intero capillare, corredati di marchio Ce e manuali di istruzione.

c) Strutturali – Sono descritti i requisiti del locale o dello spazio adibito all’attività di autoanalisi, per consentire il rispetto della riservatezza della persona che si sottopone all’autocontrollo e allo svolgimento delle attività in modo sicuro e confortevole sia per l’utente, sia per l’operatore sanitario. Vengono presi a riferimento i requisiti già codificati per le strutture sanitarie autorizzate di tipo ambulatoriale (medici e infermieri), per esempio l’area dello spazio sufficiente a eseguire un’eventuale manovra di assistenza e rianimazione cardiopolmonare; tra gli arredi la presenza di un lettino fisso o chiudibile, oppure una poltroncina con spalliera reclinabile, utile in una struttura sanitaria come la farmacia del territorio.

Al termine sono previste schede per l’archiviazione dei documenti e la sintesi delle eventuali modifiche, nonché la parte bibliografica dei documenti di riferimento, normative e linee guida ufficiali. Nella bibliografia sono quindi rinvenibili le fonti, autorevoli e certificate, da cui derivano queste procedure e che attestano l’attendibilità tecnico-scientifica.

ISTRUZIONE OPERATIVA

Le “Modalità operative” qui indicate descrivono dettagliatamente le fasi, le istruzioni e le procedure per l’esecuzione della prescrizione analitica di prima istanza, con riferimento alle procedure tecniche, igieniche e di sicurezza per l’utente e l’operatore che lo assiste nell’utilizzo dell’apparecchiatura: accoglienza dell’utente, predisposizione del piano di lavoro, istruzioni per l’esecuzione dell’autocontrollo assistito, stampa del risultato, eliminazione del materiale di consumo/rifiuti, eccetera.

Segue la scheda per la sintesi delle eventuali modifiche alla procedura.

1) Procedura – Le “Modalità Operative” descrivono dettagliatamente le procedure relative a:

a) Igiene ambientale:

• Spazzatura dei pavimenti, successiva sanificazione con soluzione detergente e sanitizzazione con soluzione disinfettante (con esemplificazione delle modalità e dei prodotti disinfettanti consigliati e relative diluizioni in acqua).

• Spolveratura a umido e successiva sanitizzazione delle superfici e piani d’appoggio, delle pareti e dell’arredo

• Spolveratura a umido e successiva sanitizzazione del piano di lavoro per l’esecuzione dell’autoanalisi

• Spolveratura a umido e successiva detersione degli strumenti per l’esecuzione dell’autoanalisi.

b) Decontaminazione delle superfici e degli strumenti in seguito a contatto accidentale con liquidi biologici

c) Trattamento degli indumenti non monouso contaminati da liquidi biologici.

Trattandosi di procedure semplificate, alcune modalità operative sono state previste per applicarsi in caso di emergenza/incidenti occorsi in farmacia nell’esecuzione del servizio.

Tali procedure possono anche risultare utili quali istruzioni di comportamento codificate per affrontare altre eventualità e da trasmettere ai clienti/pazienti, per esempio nell’assistenza a domicilio di pazienti allettati, procedure igieniche per l’assistente e l’assistito, indicazioni per l’utilizzo e la scelta dei prodotti di disinfezione e dispositivi di protezione.

Segue la scheda per la Sintesi delle eventuali modifiche alla procedura.

2) Procedura – Igiene delle mani e utilizzo di Dpi (Dispositivi di protezione individuali)

Ispirata ai Sistemi di gestione della qualità (Norme Iso), sono consigliabili in tutte le pratiche connesse alla prevenzione e all’assistenza in caso di malattie infettive o nei contatti con pazienti a rischio (fragili).

Le “Modalità Operative” descrivono dettagliatamente le procedure relative a:

a) Trattamento delle mani dell’utente: raccomandazioni per l’esecuzione dell’autoprelievo mediante

puntura cutanea al polpastrello, detersione delle mani e disinfezione della cute con prodotto appropriato (a base di clorexidina, basi ammonio quaternario o altri antisettici)

b) Trattamento delle mani dell’operatore: raccomandazioni di igiene da attuare prima di indossare e dopo aver indossato i guanti (detersione delle mani con acqua e sapone o con antisettici liquidi o in gel) previsti per l’esecuzione dell’autoprelievo mediante puntura cutanea al polpastrello, per la decontaminazione delle superfici, per le operazioni di detersione, sanificazione e sanitizzazione, per la rimozione del materiale di consumo negli appositi contenitori dei rifiuti.

c) Uso dei Dpi (Dispositivi di protezione individuali)

• guanti monouso (per uso contro il rischio biologico) in lattice, nitrile o vinile non sterili, con esemplificazione delle caratteristiche e regole di utilizzo

• occhiali per uso sanitario o visiera per uso sanitario, con esemplificazione delle caratteristiche e regole di utilizzo.

Segue la scheda per la Sintesi delle eventuali Modifiche alla procedura.

3) Procedura – Precauzioni atte a ridurre l’esposizione occupazionale successiva al contatto accidentale degli operatori con liquidi biologici.

Le “Modalità Operative” prendono in considerazione la procedura da seguire in caso di incidente con possibile esposizione a materiale biologico (esposizione occupazionale a rischio biologico). Infatti, ogni contatto con sangue o altro materiale biologico deve essere considerato come incidente potenzialmente a rischio. Sono, pertanto, descritte dettagliatamente le procedure da adottare nel percorso post esposizione dopo l’eventuale incidente. Sono, inoltre, descritte le modalità di “Valutazione del rischio”, di “Valutazioni del paziente fonte” e la profilassi post-esposizione. Questa procedura è utile come “regola di comportamento” generale, applicabile in tutte quelle evenienze che comportano un contatto accidentale con liquidi biologici.

Sono informazioni utili anche per essere comunicate ai clienti/pazienti, quale attività di educazione e informazione sanitaria che rientra tra le prerogative professionali del farmacista.

Viene infine raccomandata l’importanza della vaccinazione contro l’epatite B da parte degli operatori sanitari.

(di Damiano Degrassi, Farma Mese n. 9/2016)

2021-03-26T10:07:30+01:00