Covid economy, chi piange e chi ride

Il Covid-19 ha divorato nel 2020 una torta da 3.300 miliardi di euro. È quanto i Governi europei hanno speso per far fronte alla pandemia e aiutare l’economia sofferente. Questa somma è formata per 2.450 miliardi circa (pari al 14% del Pil complessivo) dalle spese sostenute per prestiti e garanzie pubbliche, sostegni e sussidi alle aziende, moratorie e assicurazioni al credito, tassazione bloccata, agevolata o differita.
Altri 850 miliardi circa vanno aggiunti per le moratorie necessarie a stabilizzare il mercato del credito. Tra i Paesi più colpiti Italia, insieme a Portogallo, Spagna e Francia, ma tutte le Nazioni ne sono state interessate, come testimoniano le oltre 600 misure fiscali anti-Covid messe in campo dai 31 Paesi del Comitato europeo per il rischio sistemico, che ha elaborato i dati.

Grandi spese, quindi, anche se l’Europa è ben lontana da quanto stanziato dal Governo degli Stati Uniti, pari al 16,7% del prodotto interno lordo (inferiore soltanto al 19,7% della Nuova Zelanda). Lo Stato europeo che ha investito di più è la Germania, che però si è fermata all’11% del Pil, seguita dalla Francia (7,7%) e dal Belgio (7,2%), mentre l’Italia si ferma al 6,8%. Si capisce, allora, come ci sia veramente bisogno dei finanziamenti promessi dal Recovery Fund, anche perché l’emergenza non è ancora finita e non si sa quando usciremo dal tunnel.

Non tutti, però, piangono. Non certo i produttori dei vaccini, che nel 2021 fattureranno più di 38 miliardi di dollari, e che prevedono entro il 2025 di arrivare a 75 miliardi. Al fatturato va aggiunto l’incremento dei valori di Borsa: si calcola che il valore di Pfizer e BioNTech, Moderna, AstraZeneca, Johnson&Johnson -i primi arrivati al vaccino- sia lievitato di oltre 100 miliardi di dollari.Qualche esempio? Moderna, prima del vaccino, era un’azienda con 200 dipendenti e 60 milioni di ricavi; a fine 2021 arriverà a 10 miliardi di dollari, con azioni aumentate del 700%. Anche la capitalizzazione di BioNTech è raddoppiata, arrivando a ben 117 miliardi di dollari, mentre il valore di Novavax, altro farmaco prossimo al varo, avrebbe ottenuto un incremento del 6.000%.

C’è chi, poi, usa il vaccino non solo come strategia preventiva contro il virus, ma anche come arma geopolitica: Russia e Cina, che usano i loro “vaccini di Stato” con funzioni diplomatiche. La Cina, per esempio, sta regalando o vendendo a basso prezzo le sue fiale a Indonesia, Pakistan, Cambogia e Malesia, Brasile, Egitto, Turchia e Balcani. Lo Sputnik V, il vaccino russo, sta invadendo India, Nepal, Argentina, Bolivia, Messico, Ungheria, Serbia e Albania.

Arma economica o politica, rimane il fatto che i vaccini si stanno rivelando essenziali per affrontare l’emergenza Coronavirus. Anche perché le prime notizie che ci arrivano sulla loro efficacia sono alquanto soddisfacenti. Significativi al riguardo, per esempio, sono i dati che arrivano da Israele, il Paese che rappresenta un vero laboratorio per verificare l’efficacia dei vaccini, perché è stato il primo a condurre una campagna vaccinale realizzata a tappeto. Dopo un lockdown durato due mesi, dal 20 dicembre 2020 sono cominciate, infatti, le vaccinazioni di massa e già si registrano positivi risultati sia in termini di minori ricoveri, sia in termini di diminuzione del numero delle persone colpite. Gli aggiornamenti che arrivano dal ministero della Salute israeliano, infatti, sembrano confermare un’efficacia dell’89,4% del vaccino nell’evitare la trasmissione del Coronavirus. Quindi, non soltanto si registra un minor numero di ricoverati, ma anche risulterebbero bloccate le infezioni da parte dei portatori asintomatici.

Passo successivo è la realizzazione di una specie di “passaporto vaccinale”, che il Governo israeliano intende consegnare a quanti si sono sottoposti ai vaccini e che consentirà loro di riprendere la vita normale, partecipare così a eventi, frequentare scuole, cinema, palestre, ristoranti e recarsi all’estero. Un “bollino verde” che apre man mano il Paese ai vaccinati che hanno ricevuto le due dosi previste di vaccino. Un modo anche questo per convincere tutti a vaccinarsi. L’idea piace e anche in Europa si pensa di seguirla, perché potrebbe consentire di por fine al distanziamento sociale e riaprire le frontiere al turismo estivo.

(Farma Mese n. 3/2021 ©riproduzione riservata)

2021-03-16T15:51:47+01:00