Il trend del farmaco in Europa

Brusca frenata in farmacia dei consumi farmaceutici effettuati dai cittadini europei. Dopo cinque anni di costante crescita, il Covid-19 e il crollo dell’influenza stagionale ha impresso nel 2020 un forte calo del fatturato delle farmacie, seppur con comportamenti variabili in funzione delle diverse abitudini e dei nuovi bisogni di salute. Dal 2015 al 2019, infatti, il fatturato delle farmacie nelle principali nazioni dell’Eurozona ha registrato, anno dopo anno, tassi positivi, ma l’anno scorso vi è stato in generale un forte calo, pur con qualche eccezione.

Gli anni della crescita
La spesa in Europa per farmaci con obbligo di prescrizione e Otc è aumentata del 14,6% negli ultimi cinque anni, passando dai 184,6 miliardi di euro del 2015 ai 211,6 miliardi di euro del 2019, valore prezzo al pubblico, con un trend che nell’ultimo anno si è concluso con +5,1%. La fonte è “Numeri e indici dell’automedicazione, edizione 2020” pubblicato da Assosalute e queste sono le nazioni dell’Eurozona partecipanti all’indagine in ordine d’importanza del fatturato 2019: Germania, Regno Unito, Francia, Italia, Spagna, Polonia, Svizzera, Paesi Bassi, Austria, Belgio, Grecia, Svezia, Norvegia, Danimarca, Finlandia, Portogallo, Irlanda.

Quattro quinti del valore 2019, quindi, è stato realizzato da 7 Stati: Germania, Regno Unito, Francia, Italia, Spagna, Polonia e Svizzera; mentre l’ultimo quinto dalle rimanenti 10 nazioni. La Germania è il primo Paese per valore delle vendite, con 60,3 miliardi di euro, il doppio del Regno Unito che si colloca al secondo posto. Entrambi molto dinamici, hanno avuto dal 2015 al 2019 un incremento delle vendite che si aggira tra il 17 e il 20%, superiore al tasso di sviluppo dell’insieme dei 17 Stati presi in esame.

La Francia con 29 miliardi ha registrato periodi di stagnazione e nel quinquennio un tasso di crescita modesto (+5,3%), superiore però all’Italia, l’unica dei 17 Stati in negativo (-3,5%). La Spagna ha raggiunto come cifra d’affari l’Italia, dimostrandosi così più attiva: ha registrato una crescita in linea con l’Europa (+14,6%), un po’ meno della Polonia (15,5%) e un poco superiore alla Svizzera (13,7%). Quest’ultima, peraltro, ha un fatturato poco superiore a un decimo della Germania, pur avendo poco più di un decimo degli abitanti (Germania 83,2 milioni, Svizzera 8,6 milioni).

Le altre 10 nazioni nell’insieme fanno circa due terzi (41,2 miliardi di euro) del valore della Germania, con un tasso di accrescimento quinquennale simile (+20,9%). In particolare, le più attive sono state la Norvegia (+50,5%), la Grecia (+33,1%) e la Danimarca (+29,7%), con fatturati che vanno dai 3 ai 5 miliardi di euro ciascuno.
La spesa pro capite per farmaci dispensati dalle farmacie e da altri punti vendita nelle sette principali nazioni (371 milioni di persone) è stata di 459 euro. La nostra vicina Svizzera con 851 euro per persona risulta la prima, seguita dalla Germania con 725 euro. Su valori intorno alla media si posizionano Regno Unito e Francia. La Spagna è poco meno della metà della Germania.

L’Italia, con 280 euro pro capite, è fra le più basse, non soltanto di questo gruppo, ma dei 17 Stati europeianalizzati, preceduta dalla Polonia e seguita dal Portogallo, l’ultimo in graduatoria. Un italiano spende in un anno nella propria farmacia circa un terzo di uno svizzero.

Farmaci di prescrizione e di libera vendita
L’85% della spesa in Europa (179,8 miliardi di euro) è stata realizzata attraverso i farmaci con ricetta, l’altro 15% (31,8 miliardi di euro) con i farmaci Otc. I primi sono stati i più dinamici negli ultimi cinque anni e hanno registrato un incremento del 15,9%, mentre i secondi si sono limitati a un modesto +7,8%. Le 7 nazioni a più alto potenziale hanno venduto nel 2019 farmaci di prescrizione per 143,6 miliardi euro (l’80% del valore totale), con un incremento sul 2015 del 14,4%.

La Germania, prima per fatturato, ha avuto una crescita del +21,6%, mentre il Regno Unito, la seconda per valore delle vendite, è la prima per incremento (+23%). Seguono la Spagna, la Polonia e la Svizzera, con tassi di crescita che oscillano dal 13% al 17%, mentre la Francia, la terza in graduatoria, registra un +5,2%. Purtroppo l’Italia è la peggiore, con 14,2 miliardi di euro: pur essendo la quinta nazione per dimensione della spesa, rimane l’unica con un trend negativo (-3,9%).

Più dinamiche nel complesso le altre 10 nazioni, che con un valore di 36,2 miliardi di euro segnano un incremento del +22,1%. La Norvegia (+51,8%), la Grecia (34,5%) e la Danimarca (30,1%) confermano la loro costante ascesa.

I farmaci di automedicazione
Anche in questo settore la Germania risulta la prima per giro d’affari, con una crescita nel quinquennio del 10,6%. Il secondo posto spetta alla Francia, ma con un risultato negativo del -4,5%. In sviluppo sono la Spagna (+31,3%, un fatturato modesto che cresce), la Polonia (+17,8%), il Regno Unito (+6,1%). L’Italia, con metà fatturato della Francia, è in negativo (-1,4%), mentre nella piccola Svizzera le vendite risultano stagnanti (-0,4%). Le altre 10 nazioni nell’insieme sono vicine al valore del Regno Unito o della Francia, e confermano il loro trend di crescita (+12,9%); in particolare il Portogallo (+43,2%), la Danimarca e la Norvegia, entrambe con +25,4%.

Il fatturato 2020
La pandemia ha portato, in 4 dei principali Stati analizzati, importanti contrazioni delle vendite in farmacia sia nei farmaci di prescrizione, sia di libera vendita. La Germania ha subito le più gravi perdite nell’etico e ancor di più nell’Otc. Seguono in questa fase negativa la Francia e l’Italia, con valori percentuali abbastanza simili. La Spagna ha avuto un forte calo nei farmaci di automedicazione, ma una modesta contrazione nell’Rx. Il Regno Unito, invece, fa eccezione, con una esplosione dell’etico (+42,8%) e un tasso di crescita decisamente positivo anche nei farmaci di libera vendita.

Conclusioni
Negli anni pre-pandemia le farmacie in Europa avevano un fatturato che cresceva di anno in anno, anche se l’Italia era la Cenerentola, con una spesa pro capite di farmaci acquistati in farmacia tra le più basse d’Europa e un giro d’affari nei 5 anni in decremento. Rispetto a questo andamento generale, però, il 2020 è stato una tragedia. Ma non disperiamo: Remo Lucchi di Eumetra, noto istituto di ricerca, crede nel futuro. “A un anno dalla pandemia che ha rivoluzionato le nostre esistenze -ha detto- le persone stanno maturando nuove esigenze, le cui radici affondano in tempi antecedenti, ma che l’attuale crisi sanitaria ed economica ha intensificato. Le aziende non devono semplicemente trovare le nuove coordinate per operare, ma sono anche chiamate ad assumere un ruolo di protagonismo crescente”. E questo vale ancor più per le farmacie, che con la pandemia hanno dimostrato il loro ruolo di insostituibili presidi sanitari territoriali.

(di Barnaba Grigis, Farma Mese n. 4/2021 ©riproduzione riservata)

2021-04-16T12:38:10+02:00