I protocolli Beauty: il sole e la pelle

Il farmacista deve essere in grado di valutare le problematiche cutanee e informarsi sulle abitudini di esposizione al sole per poter prescrivere un trattamento di protezione solare personalizzato. Occorre valutare innanzitutto il fototipo, ovvero il colore della pelle, degli occhi, dei capelli; la quantità di melanina presente naturalmente è di per sé già un fattore protettivo, ma non sufficiente. Nel corso del check up cutaneo è importante verificare la presenza di couperose/capillari in superficie, macchie di pigmentazione, discromie, nei, herpes labiale, acne, brufoli, impurità della pelle, cicatrici o patologie della pelle perché l’esposizione ai raggi Uva/Uvb/Ir e luce blu può aggravare notevolmente queste problematiche.
È importante chiedere sempre:

  • “Che cosa succede generalmente quando si espone al sole, qual è la reazione della pelle, con quale velocità si abbronza?” Questo perché ogni pelle ha una sua reattività, indipendente dal fototipo.
  • “In quale luogo si espone?” L’intensità dei raggi Uva e Uvb cambia molto a seconda che ci si esponga sull’acqua, sulla neve, sulla sabbia, sul terrazzo di casa, a Milano, a Riccione a Courmayeur o alle Maldive.
  • “A che ora e per quanto tempo si espone?” L’azione traumatica dei raggi solari dipende anche da questo: si parla di 2 ore al mattino con i bambini o tutto il giorno in barca a vela?
  • “Assume assume farmaci fotosensibilizzanti?”
  • “È in gravidanza?” È importante prevenire il cloasma gravidico applicando solari ad alta protezione.
    Infine, informarsi su quali prodotti usa generalmente, di quale marca, come si trova.

IL PROTOCOLLO DI CONSIGLIO
Ogni marca mette a disposizione un’ampia gamma di solari che si diversificano per:
1) filtri Uv: sostanze che hanno la capacità di filtrare i raggi ultravioletti dannosi, contrastandone gli effetti nocivi.
Esistono due tipi di filtri:

  • chimici/organici, una classe eterogenea di molecole in grado di assorbire le radiazioni Uv in maniera diversa nelle varie zone dello spettro e convertirle in una forma energetica meno dannosa. Sono classificati in filtri Uva e filtri Uvb a seconda della lunghezza d’onda cui corrisponde il massimo di assorbimento (derivati del paba, cinnamati, derivati della benzildencanfora, derivati del dibenzoilmetano benzofenoni, salicilati)
  • fisici/minerali/inorganici caratterizzati da un elevato potere coprente, riflettente e disperdente delle radiazioni solari (biossido di titanio, ossido di zinco, talco, caolino).
    La lista dei filtri ammessi dalla legge è contenuta nella sezione II dell’allegato V, legge 713/86.
    I filtri sono usati in combinazione in uno stesso prodotto solare per garantire la fotostabilità, infatti alcuni sono sensibili all’esposizione alle radiazioni solari e perdono la capacità di assorbire i raggi ultravioletti e, di conseguenza, di proteggere la cute.

    2) fattore di protezione solare Spf (Sun protection factor) o Ip (Indice di protezione) che misura il livello di protezione del prodotto contro gli Uvb. Può essere alto per pelle con problematiche di tollerabilità ed esposizione intensa; medio per pelle normale ed esposizione non eccessiva, basso per i casi in cui la pelle è già abbronzata. Misura il livello di protezione del prodotto contro l’eritema solare ed è calcolato con un metodo standardizzato. L’Spf è calcolato misurando il rapporto tra la minima dose eritematogena (Med) su pelle protetta con 2 mg di prodotto solare/cm2 e la Med su una pelle priva di protezione. La minima dose eritematogena per pelle protetta è definita come la quantità di energia radiante richiesta per produrre un rossore inequivocabile.
    Spf = Med pelle protetta /Med pelle non protetta.

    3) fattore di protezione Uva che misura il livello de protezione del prodotto contro gli Uva. È calcolato con metodi oggi non standardizzati (ad esempio Ppd). Il procedimento di calcolo dell’indice Uva è simile a quello visto per la determinazione dell’Spf, solo che si va a leggere l’intensità della pigmentazione ottenuta (effetto Meierosky ovvero la capacità delle radiazioni Uva di imbrunire la melanina già presente nella cute). Si tratta di un effetto di breve durata (circa 48 ore).
    La protezione dai raggi UVA deve essere almeno 1/3 della protezione Uvb e certificata dall’apposito simbolo .

    4) texture: gel, crema, latte, spray, olio, stick. Occorre scegliere la consistenza del solare in base al tipo di pelle e alla zona di applicazione (viso, corpo, labbra). Diverse sono le esigenze di uomini e donne, anche in base all’attività sportiva svolta. L’entità della protezione dipende anche dallo spessore del cosmetico applicato.

    5) resistenza all’acqua che viene data da polimeri presenti nella formulazione, che garantiscono la formazione di un film stabile di filtri solari sulla pelle anche quando questa è esposta all’acqua.
    L’efficacia dell’Spf rimasto dopo il bagno deve essere > 50% Spf prima del bagno. Per prodotti “resistenti all’acqua”: dopo 2 immersioni in piscina di 20 minuti, temperatura acqua 29°+2; per prodotti “molto resistenti all’acqua”: dopo 2 immersione in piscina di 40 minuti.

NUTRACEUTICA E DERMONUTRIZIONE
È importante consigliare sempre un integratore se il cliente soffre di eritema intenso, di herpes labiale, ha la pelle sensibile o ha difficoltà ad abbronzarsi. Occorre farlo assumere almeno un mese prima di esporsi al sole.
I nutraceutici per la prevenzione solare hanno lo scopo di rafforzare le difese della pelle esposta al sole e favorire un’abbronzatura intensa e duratura, supportando dall’interno la protezione conferita dai prodotti solari topici. Si suddividono in:

  • preventivi dell’invecchiamento cutaneo fotoindotto (photoaging) e di un’eventuale reazione infiammatoria associata all’eccessiva esposizione al sole; contrastano il danno ossidativo indotto dal sole. Contengono carotenoidi (tra cui beta-carotene, astaxantina, licopene e luteina), vitamine (A, C ed E) e oligoelementi (come zinco, selenio, rame e magnesio),
  • intensificatori dell’abbronzatura, che stimolano la produzione di melanina; contengono tirosina.
    I cibi più adatti a preservare la cute dai pericoli delle radiazioni solari, sono vegetali verdi, gialli, rossi e arancio, come le carote, gli spinaci, la lattuga, la cicoria, il radicchio, i peperoni, i pomodori, le fragole, le ciliegie e le albicocche. Alimenti utili per mantenere la pelle sana e favorire l’abbronzatura sono anche meloni, arance, frutti di bosco, cereali integrali, pesce e semi oleaginosi (tra cui noci, mandorle e nocciole).
    Inoltre, è importante ricordare sempre di reintegrare i liquidi che si perdono esponendosi al sole, bevendo molta acqua. Preservare adeguatamente il corretto stato di idratazione, significa, infatti, mantenere anche la bellezza dell’abbronzatura.

(di Gabriella Daporto, Panorama Cosmetico 2/2020 ©riproduzione riservata)

2021-05-11T15:31:01+02:00