Assosalute & farmacia, partnership inscindibile

Intervista a Salvatore Butti, nuovo presidente di Assosalute, che presenta le linee guida che caratterizzeranno il suo mandato

Il farmaco di automedicazione da sempre è amico del farmacista. Rappresenta il suo più tipico armamentario terapeutico, quell’ampia gamma di farmaci che gli consentono di consigliare e offrire al paziente efficaci rimedi contro i più diffusi disturbi. Il farmaco di automedicazione è, quindi, di casa in farmacia, così come lo è Assosalute, che riunisce i produttori di Otc, che rappresentano altre il 70% del mercato nazionale, per un fatturato di circa 1,8 miliardi di euro.


Alla presidenza dell’Associazione arriva ora Salvatore Butti, che con il farmaco di automedicazione è cresciuto, maturando una profonda conoscenza del comparto: dalla Zyma (Novartis) alla Recordati, alla Sanofi e poi a Teva, fino a diventare general manager in EG Stada Group. La persona giusta al posto giusto, quindi, a cui rivolgersi per capire che cosa bolle nella pentola dall’automedicazione.


I dati di mercato dei farmaci di automedicazione da anni non sono molto soddisfacenti. Inoltre, veniamo da un periodo assai tormentato dal Covid-19 e, quindi, lei si è preso una bella gatta da pelare. Con che spirito affronta questo incarico e con quali obiettivi?
Lo spirito è quello di sempre: grande attenzione e forte motivazione nel costruire valore in ciò che si crede.
Devo dire che sono molto onorato della grande responsabilità che mi è stata affidata e non manca la consapevolezza di come il comparto dei farmaci di automedicazione arrivi da un lungo periodo di contrazione delle confezioni esitate (periodo 2010-2020: media annua delle confezioni vendute -3,3%, secondo Iqvia) e di come la pandemia abbia avuto un importante impatto sulle vendite, che hanno registrato, nel 2020, una forte flessione, la peggiore degli ultimi 15 anni. E i primi 4 mesi del 2021 non sembrano mostrare un’inversione di tendenza.

Questo è lo scenario dal quale dobbiamo ripartire e il macro obiettivo, pertanto, è quello di ridare slancio al comparto, agendo su diversi ambiti, ma, soprattutto, riaffermando con forza il valore dei farmaci senza obbligo di prescrizione. Proprio in quanto “farmaci” hanno una precisa indicazione ed efficacia terapeutica e un profilo di sicurezza che ne delineano il tratto distintivo e di valore aggiunto nel mare magnum dell’offerta salutistica.

Nel suo discorso all’Assemblea di Assosalute-Federchimica, nel tracciare le linee guida della sua presidenza ha indicato i quattro punti base che intende perseguire. Partiamo dal primo, il dialogo tra medici e farmacisti. Come pensa di poterlo favorire, visto che le due professionalità spesso operano per compartimenti stagni?
Medico di medicina generale e farmacista sono le figure chiave per un utilizzo corretto e responsabile dei farmaci di automedicazione, proprio perché rappresentano i primi interlocutori in tema di piccoli disturbi e salute. Ritengo non vi sia competizione e sovrapposizione di ruoli, ma siamo di fronte a due professionisti che utilizzano, e valorizzano, un farmaco nell’ambito del loro specifico e rispettivo ruolo professionale.

Il progetto “Self Care Generation”, lanciato a novembre 2020 da Assosalute-Federchimica, vuole proprio coinvolgere medici e farmacisti per far sì che possano contribuire sempre di più a sostenere il valore dei farmaci di automedicazione come soluzioni terapeutiche in grado di dare risposte reali, sicure ed efficaci alla crescente domanda di salute e di autonomia.

Mai come adesso è forte la necessità di fare squadra e chi meglio di queste due figure professionali, che hanno agito in prima linea durante tutto il periodo della pandemia, può mettere al centro il cittadino/paziente, accompagnandolo consapevolmente nei suoi percorsi di cura?

Tutto questo porterebbe un importante contributo alle sfide presenti e future del Servizio sanitario nazionale, valorizzando l’intero settore.

Il secondo punto è ampliare l’offerta dei farmaci di automedicazione attraverso lo switch. È da anni che lo si auspica, ma con poco successo, soprattutto se ci confrontiamo con l’estero. Anche qui, come pensa di muoversi?
Indubbiamente il settore troverebbe un importante volano di crescita nell’allargamento dell’offerta tramite lo switch oppure la disponibilità di dosaggi oggi non ammessi, vale a dire la messa a disposizione, come farmaci Otc, di principi attivi/indicazioni terapeutiche ancora oggi soggetti a prescrizione. Mi piacerebbe avere l’occasione di portare intorno allo stesso tavolo le rappresentanze delle categorie, dei cittadini e le Istituzioni a discutere di medicinali di automedicazione, di switch e del perché in Europa ci sono farmaci Otc che ancora non lo sono in Italia. E a questo proposito e supporto, non posso non ricordare l’enorme patrimonio di conoscenza, studi e documentazione di cui è dotata l’Associazione.

Il progetto e il percorso istituzionale di introduzione del bollino che sorride, simbolo di riconoscimento per i farmaci Otc, unico in tutta Europa, è una chiara evidenza dell’attenzione che Assosalute-Federchimica ha sempre messo per portare chiarezza e riconoscibilità. Si parla tanto di Europa, e allora proviamo a confrontarci anche su questi temi, facendo riferimento anche a ciò che avviene al di fuori dei nostri confini. Bisogna forse avere un po’ più di coraggio e investire sul futuro.

Terzo punto da lei indicato è la comunicazione con il cittadino. So di iniziative con le scuole e di attività social. Ce ne vuol parlare?
Mai come in questi tempi si avverte forte l’importanza di diffondere corrette modalità per promuovere l’educazione alla salute, e su questi temi Assosalute ha sempre mostrato grande sensibilità e attenzione.

“Semplicementesalute” non è solo il sito web o la pagina Facebook, ma è anche lo strumento attraverso cui l’Associazione, in un’ottica di interlocuzione istituzionale, si fa portatrice di informazioni corrette, autorevoli e certificate. Inoltre, da oltre 10 anni Assosalute collabora con Cittadinanzattiva, in particolare con la sua “Sezione Scuola”, supportando, in maniera assolutamente non condizionata, iniziative di formazione, educazione e informazione sui temi attinenti a salute, benessere e corretti stili di vita delle giovani generazioni.

Diversi, poi, i progetti realizzati in questi anni: lo scorso 27 maggio sono state premiate le classi vincitrici nell’ambito della XV Edizione del “Premio Scafidi” che ha visto le scuole Italiane, e migliaia di ragazzi, impegnati su temi come la sicurezza nelle scuole e sul territorio, benessere ed educazione alla cura di sé, educazione agli altri. E per Assosalute è motivo d’orgoglio essere a fianco di Cittadinanzattiva soprattutto per l’impegno costante e la determinazione con la quale vengono portati avanti i suoi progetti di educazione alla sicurezza e salute nelle scuole. Di questo dobbiamo essergli grati, in quanto la scuola è il luogo dove si formano le nuove generazioni e realmente si semina il futuro.

Educare alla salute significa anche “indagare” sulla salute: come viene percepita, quali comportamenti si adottano, quali soluzioni vengono cercate. Per questo abbiamo sostenuto la “Survey Civica Nazionale” rivolta agli studenti dai 14 ai 19 anni, realizzata da Cittadinanzattiva allo scopo di intercettare e indagare i fenomeni e i comportamenti concretamente messi in atto tra i giovanissimi.

È un’iniziativa che ha coinvolto migliaia di studenti su tutto il territorio nazionale, i cui risultati verranno presentati e discussi con le istituzioni di riferimento in occasione di un evento ad hoc il prossimo 24 giugno. Si tratta di un’iniziativa molto profonda e dettagliata, dove migliaia di ragazzi fanno sentire le loro voci. È un segnale forte per tutti noi che abbiamo, a vari livelli e titoli, il compito di dare loro risposte concrete.

Lei accenna alla necessità di approfondire il dialogo con le Istituzioni, per favorire lo sviluppo del farmaco di automedicazione. Ma come pensa di risvegliare l’attenzione dei decisori politici, spesso disattenti nei riguardi degli Otc?
Sono molti e diversi i temi che necessitano di un dialogo continuo con Aifa e ministero della Salute. Dalle questioni tecnico-regolatorie fino ad alcune necessità contingenti, come, per esempio, la reintroduzione della pubblicità ricordo. È altresì evidente come altri aspetti a più ampio respiro, come l’ampliamento dell’offerta di farmaci di automedicazione, debbano passare attraverso un confronto continuo che possa prendere spunto anche da ciò che avviene in altri Paesi europei, coinvolgendo non solo le istituzioni, ma anche i vertici delle varie categorie. Un tavolo di concertazione che possa vedere un ampio coinvolgimento di tutte le rappresentanze credo sia la strada migliore per fare emergere l’importante contributo che il settore può dare anche alle sfide presenti e future del Servizio sanitario nazionale. In tutto questo non manca la consapevolezza che è un percorso irto di ostacoli e che non sarà sufficiente lo switch di alcune categorie di prodotti, se poi non troveremo le giuste strade per creare un valore ancor più differenziante alla categoria dei farmaci Otc.

Parliamo, infine, di farmacia. Che cosa si aspetta dai farmacisti e che cosa pensa di poter offrire loro?
Senza ombra di dubbio la farmacia rappresenta, per tutti i cittadini, lo sportello di prossimità dove “coltivare” il proprio stato di salute. Questo aspetto si è sempre consolidato negli anni e Assosalute ha sempre riconosciuto e sostenuto la peculiarità e l’importanza del ruolo del farmacista, soprattutto quando parliamo di automedicazione. Ricordo molto bene la ferma posizione tenuta dall’Associazione nel sostenere l’obbligatorietà della presenza del farmacista quando si è dovuto affrontare il tema della vendita dei farmaci Otc anche al di fuori della farmacia.

Tornando al “mare magnum” che troviamo nell’ offerta salutistica, i farmaci di automedicazione, proprio perché farmaci, rappresentano e qualificano il ruolo di un operatore sanitario come il farmacista, nel momento in cui deve raccomandare il giusto rimedio per ciò che concerne i disturbi minori. Naturalmente non ho nulla in contrario verso altre tipologie di prodotti, ma al contempo ritengo che vada fatta chiarezza, e non confusione, riaffermando il valore dei farmaci di automedicazione come soluzioni terapeutiche sicure ed efficaci.

Ciò che mi aspetto dai farmacisti, pensando alla centralità del loro ruolo, è che valorizzino i prodotti Otc in quanto farmaci, che ricordo riconoscibili dal bollino rosso, e perciò esitabili solo attraverso un consiglio assistito che solamente il farmacista può dare.

Come Associazione riteniamo di essere sempre stati vicini alla categoria e sarà fondamentale dialogare con i rispettivi vertici al fine di poter delineare azioni concrete, che confermino la centralità del ruolo del farmacista nell’ambito di un settore, come quello dei farmaci Otc, che rende valore alla figura del professionista nell’esercizio della propria attività.

(Intervista di Lorenzo Verlato, Farma Mese n. 6/2021 ©riproduzione riservata)

2021-06-15T10:30:23+02:00