Gli integratori in campo dermatologico

L’interesse dei consumatori per gli integratori alimentari continua a crescere. Secondo un’indagine del Council for responsible nutrition, il 76% degli adulti negli Stati Uniti assume integratori alimentari e, tra questi, la sottocategoria degli integratori in campo dermatologico ha registrato un particolare aumento di popolarità.

Sui social media e nei punti vendita, vengono commercializzati con un’ampia varietà di termini descrittivi, come “antietà”, “per la caduta dei capelli”, “per pelle, capelli e unghie”, e altri ancora.

Si tratta certamente di un grande business e una parte del successo degli integratori in campo dermatologico è dovuta al crescente interesse dei consumatori, che, però, sono spesso ignari del fatto che, pur non essendo farmaci, gli integratori alimentari possono avere degli effetti similari a questi ultimi, compresi effetti collaterali e interazioni.

I nutriceutici (o nutraceutici), pertanto, non devono essere consumati “a volontà” o secondo autoprescrizioni, ma sempre su consiglio del medico, in base alle necessità individuali.

Non possono, inoltre, essere considerati sostitutivi degli alimenti, ma sostanze volte a integrare la dieta nel caso sia carente oppure non sia equilibrata o, ancora, nel caso serva un maggiore fabbisogno di specifici nutrienti (per esempio, in gravidanza e allattamento).

Gli integratori alimentari in Italia vengono definiti dalla normativa di settore, ovvero dalla Direttiva 2002/46/CE, attuata con il Decreto legislativo 21 maggio 2004, n. 169. Qui sono definiti “prodotti alimentari destinati a integrare la comune dieta e che costituiscono una fonte concentrata di sostanze nutritive, quali le vitamine e i minerali, o di altre sostanze aventi un effetto nutritivo oppure fisiologico, in particolare, ma non in via esclusiva, aminoacidi, acidi grassi essenziali, fibre ed estratti di origine vegetale, sia monocomposti, sia pluricomposti, in forme predosate”.

LE LINEE GUIDA SUGLI INTEGRATORI
Gli integratori alimentari sono solitamente presentati in formulazioni come capsule, compresse, gomme masticabili, granulati effervescenti, bustine orodispersibili, flaconcini, e possono contribuire al benessere della salute dell’organismo umano favorendo la normalità delle diverse funzioni con l’apporto di nutrienti o altre sostanze a effetto nutritivo oppure fisiologico.

L’immissione in commercio è subordinata alla procedura di notifica dell’etichetta al ministero della Salute e, una volta superata tale procedura, i prodotti vengono inclusi in un apposito elenco con uno specifico codice, i cui estremi possono essere riportati nella stessa etichetta.

Le linee guida ministeriali (Lgm) sugli integratori alimentari contengono disposizioni applicabili a questi ultimi per aspetti non armonizzati a livello europeo, come previsto dall’articolo 5 del Decreto legislativo 169/2004, “Apporto di vitamine, minerali e altre sostanze”, e sono strutturate nelle seguenti sezioni:

– vitamine e minerali, dove sono riportati i livelli massimi di apporto consentiti
– probiotici e prebiotici, dove sono riportate specifiche disposizioni per tali sostanze a effetto “fisiologico”
– altre sostanze a effetto nutritivo o fisiologico, dove sono riportate varie disposizioni per altri nutrienti e altre sostanze diverse dai botanical.

Il termine probiotico è riservato a quei microrganismi che si dimostrano in grado, una volta ingeriti in adeguate quantità, di esercitare funzioni benefiche per l’organismo. Per alimenti/integratori con probiotici si intendono, nello specifico, quegli alimenti che contengono in numero sufficientemente elevato microrganismi probiotici vivi e attivi in grado di raggiungere l’intestino, moltiplicarsi ed esercitare un’azione di equilibrio sulla microflora intestinale mediante colonizzazione diretta. Si tratta di alimenti in grado di promuovere e migliorare le funzioni di equilibrio fisiologico dell’organismo attraverso un insieme di effetti aggiuntivi rispetto alle normali attività nutrizionali.

La definizione di prebiotico è riservata alle sostanze non digeribili di origine alimentare che, assunte in quantità adeguata, favoriscono selettivamente la crescita e l’attività di uno o più batteri già presenti nel tratto intestinale o assunti insieme al prebiotico.

Un alimento/integratore con “simbiotico” contiene sia probiotici, sia prebiotici.

È importante sottolineare, infine, che una sostanza, per poter essere inserita in un integratore alimentare, deve aver fatto registrare in ambito Ue un pregresso consumo significativo come prova di sicurezza: se non ricorre tale condizione, la sostanza si configura come un nuovo ingrediente o un nuovo prodotto alimentare (“novel food”) ai sensi del regolamento Ce 258/97 e, pertanto, un eventuale impiego, anche nel solo settore degli integratori, richiede una preventiva autorizzazione a livello europeo.

Inoltre, se il pregresso consumo è avvenuto con i soli integratori, l’aggiunta della sostanza agli alimenti porta, comunque sia, ad applicare a questi ultimi il regolamento Ce 258/97, per rivalutare i livelli di esposizione dei consumatori in considerazione dell’aumento delle fonti alimentari disponibili della sostanza in questione.

IL CONSIGLIO DI MEDICO E FARMACISTA
Tutto ciò fa ben comprendere quali siano le sfide che devono affrontare i medici, nella fattispecie i dermatologi, quando scelgono di prescrivere dei nutriceutici, soprattutto perché i pazienti che si rivolgono loro (quelli non “fai da te”, per intenderci) ricercano certezze sulla sicurezza e sull’efficacia per i loro problemi di pelle, di unghie e di capelli.

Gli integratori in campo dermatologico sono indicati come coadiuvanti in caso di alcune patologie (caduta dei capelli, fragilità ungueale, acne, dermatite seborroica, couperose, rosacea, dermatite atopica, xerosi, infezioni ricorrenti), per prevenire le fotodermiti (reazioni cutanee al sole), le precancerose, le problematiche legate alla menopausa, l’invecchiamento e il fotoinvecchiamento cutanei e le macchie cutanee.

Dalla natura, e in particolare da frutta e verdura, provengono numerose sostanze antiossidanti che agiscono in modo benefico sul nostro organismo. Per quanto riguarda l’integrazione per gli annessi cutanei (capelli e unghie), la maggior parte dei composti alimentari bioattivi deriva proprio dal mondo vegetale.

Si tratta di sostanze antiandrogene (serenoa repens, fitosteroli), proteine, aminoacidi solforati (metionina, cisteina/cistina, arginina), vitamina B12, D, PP, biotina (cofattore nei vari passaggi metabolici della sintesi delle cheratine, favorisce la sintesi dei lipidi che saldano gli onicociti tra loro), taurina, sali minerali (ferro, zinco, magnesio e rame) e acidi grassi.

Tra gli integratori in campo dermatologico, numerosi sono i nutriceutici ad azione antiage, tra questi sono da annoverare i polifenoli, che comprendono i tannini e i flavonoidi, quali, per esempio, catechine, isoflavoni, proantocianidine e antocianidine (tè, cacao, uva/vino, soia, melograno, polypodium leucotomos), resveratrolo (fenolo non flavonoide), rutina, quercetina, glucosamina, manganese, esperidina, carotenoidi (precursori della vitamina A o retinolo, beta-carotene, licopene, luteina), lattoferrina, vitamina C (antiossidante e cofattore nella sintesi di collagene, azione schiarente), E, B2 (riboflavina), B6, vitamina PP (niacina o nicotinamide), biotina, zinco, coenzima Q10, acido folico, acido lipoico, glutatione, acidi grassi essenziali polinsaturi (omega 3 e 6), selenio, amminoacidi del collagene (prolina e glicina), acido ialuronico a basso peso molecolare, N-acetil-glucosamina o Nag (componente fondamentale dell’acido ialuronico).

In commercio ci sono numerose composizioni che possono essere indicate ad hoc, a seconda delle diverse necessità e anche della stagionalità o del periodo della vita che si sta affrontando.

Per esempio, in menopausa gli integratori alimentari possono contenere anche vitamina B9, D2, K, B8, ferro, zafferano, olio di argan, di camelina, di enotera, selenio, verbena, genisteina, melatonina. La vitamina D regola la proliferazione e differenziazione dei cheratinociti e gioca un ruolo di difesa nei confronti delle infezioni opportunistiche.

Molteplici fattori sono legati allo status di questa vitamina nell’organismo umano, così come molte patologie cutanee, quali la dermatite atopica, la psoriasi, la vitiligine e i tumori cutanei non melanoma. Durante l’estate, poi, la protezione solare topica spesso non è sufficiente ed è molto utile associare anche quella orale, sia per ridurre i danni da fotoinvecchiamento, ma anche l’insorgenza di eventuali fotodermatiti.

Una corretta diagnosi, una precisa indicazione, la conoscenza della composizione e le buone evidenze mediche sono un valido supporto nella scelta del miglior nutriceutico. Occorre trattare ogni integratore con lo stesso livello di cautela che si userebbe per un farmaco e per questo è utile rivolgersi al medico specialista per la corretta prescrizione e chiedere consiglio al farmacista, poiché esattamente come i farmaci, molti integratori hanno il potenziale per effetti collaterali e interazioni.

Infine, è importante considerare, al momento dell’acquisto, le aziende che li producono e li commercializzano: soltanto alcuni produttori sono in grado di elaborare nutriceutici efficaci, di alta qualità, di origine controllata e clinicamente testati.

(di Alessandrà Cantù e Corinna Rigoni, dermatologhe, Panorama Cosmetico n. 3/2021 ©riproduzione riservata)

2021-07-07T10:46:13+02:00