La buona salute degli integratori

In farmacia sono il secondo segmento dopo i farmaci da prescrizione, e nonostante il rallentamento dovuto alla pandemia proseguono inarrestabili la loro crescita. Si conferma la buona salute degli integratori, un settore trainante, con aziende dinamiche e sempre più digitalizzate, forti nell’export e con alta capacità di innovazione

Rimasto sempre operativo durante il lockdown perché riconosciuto come essenziale, il comparto degli integratori alimentari ha risentito della crisi meno di altri settori e ha saputo rispondere prontamente alle esigenze della popolazione.

L’uso di questi prodotti è entrato stabilmente nelle abitudini dei consumatori. Per la prima volta, quest’anno gli integratori multivitaminici sono stati inseriti nel paniere dei prezzi al consumo di Istat.

Federsalus, l’associazione nazionale produttori e distributori di prodotti salutistici, che rappresenta 240 aziende (a marchio o terzisti) ha presentato lo scorso giugno la VI Indagine di settore sulla filiera degli integratori alimentari.

L’indagine -condotta su un campione pari al 51% degli associati- fotografa la vitalità del settore e la fiducia dei consumatori nei confronti di questi prodotti e conferma la buona salute degli integratori. I risultati si avvalgono anche del contributo della Direzione studi e ricerche di Intesa Sanpaolo e di Elite Borsa Italiana.

Ricerca del benessere
Nell’ultimo decennio i consumatori hanno dimostrato una crescente consapevolezza nella gestione del proprio stato di benessere. Dati Ipsos su un campione di persone dai 16 ai 74 anni rilevano che l’87% del campione vuole “sentirsi più in forma”, l’84% “sente il bisogno di prendersi cura del proprio fisico” e il 75% del proprio benessere mentale. Per tutti -e con trend in crescita- salute e benessere sono fonte di felicità.

Gli integratori ben rispondono a questa domanda di benessere e prevenzione. In cima alle preferenze dei consumatori ci sono, in particolare, gli integratori di vitamine e minerali (746 milioni di euro nel 2020), seguiti dal benessere gastro-intestinale (413 milioni) e dai probiotici.

Tuttavia, nell’ultimo anno, l’attenzione dei consumatori si è particolarmente incentrata su alcune specifiche aree collegate alla situazione pandemica quali, per esempio, il rafforzamento del sistema immunitario (+36%) e il benessere del sonno/rilassamento (+16,7%).

Il valore del consiglio
La farmacia si conferma il principale canale di vendita degli integratori alimentari nel nostro Paese con il 79% del valore di mercato e un fatturato, nel 2020, di 3 miliardi di euro.

Seguono parafarmacie e Gdo (8% ciascuna) e farmacie e parafarmacie online con il 5% (dati FederSalus su fonte Iqvia). Con il 12,8% del valore generato in farmacia, gli integratori rappresentano la seconda categoria dopo il farmaco soggetto a prescrizione (che vale il 57,6%).

Fondamentale il consiglio: secondo il Rapporto Censis “Il valore sociale degli integratori alimentari”, nel 47% dei casi l’utilizzo degli integratori è supportato dal consiglio di un professionista sanitario (medico di medicina generale, specialista o farmacista) e il dato è confermato dagli stessi farmacisti: uno su due dichiara che, durante la pandemia, è aumentata la richiesta di consiglio su questi prodotti.

Export e innovazione
I dati relativi al 2021 devono necessariamente fare i conti con le limitazioni dovute alla pandemia: l’export, infatti, leva di crescita fondamentale con ampi margini di sviluppo, fa registrare un trend a valore negativo nell’ultimo anno (-4,2%), comunque inferiore al trend complessivo delle esportazioni italiane (-9,7%).

Si conferma, però, l’orientamento per il futuro verso i mercati extraeuropei e, in particolare, Usa, Cina, Emirati Arabi e Russia; mentre in Europa cresce l’attenzione verso la Germania, primo partner commerciale del nostro Paese.

Il mercato italiano degli integratori si è sviluppato secondo una crescita costante negli ultimi anni, conquistando il primato in Europa. Nel 2020 il mercato italiano copre il 29% del totale europeo (19% Germania, 9% Francia, 6% Spagna, 37% altri Paesi).

Non ultimo, l’indagine FederSalus evidenzia anche l’effetto virtuoso generato dall’innovazione di prodotto. A fronte di una crescita media del 2,8% (sommati tutti i canali di vendita), i nuovi lanci mostrano vendite in crescita a valori del 3,6%, i cosiddetti prodotti maturi, invece, calano dello 0,8%.

Le aziende: digitali e sostenibili
Il comparto è caratterizzato da una forte propensione all’innovazione. Prima della pandemia le aziende avevano già programmato molte trasformazioni. Il 47% aveva avviato investimenti nell’informatizzazione, promosso una cultura digitale (36%) e avviato strategie di marketing dedicate (31%).

La situazione pandemica ha accelerato i piani di digitalizzazione: il 73% delle aziende ha adeguato i processi lavorativi e il 52% ha incrementato le opportunità di lavoro da remoto.

Anche la responsabilità sociale caratterizza decisamente il comparto. L’84% delle aziende che ha dichiarato di avere intrapreso iniziative per obiettivi di sviluppo sostenibile è focalizzata su responsabilità sociale e riduzione dell’impatto ambientale. Il 66% è impegnata in innovazioni di prodotto. Gli investimenti, in oltre la metà delle realtà aziendali, coprono tra il 5 e il 10% del fatturato, in aumento rispetto all’anno precedente.

In generale: tecnologie digitali, sviluppo delle competenze digitali, sostenibilità e formazione del personale sono indicate come priorità di investimento per il futuro da oltre il 65% delle aziende di integratori alimentari.

(di Ilaria Sicchirollo, Farma Mese n. 7/2021 ©riproduzione riservata)

2021-09-08T15:13:49+02:00