Trarre frutto dal momento favorevole

Fiducia e stima. Sono due valori che rappresentano un patrimonio assai rilevante nella valutazione di una professione, monetizzabili nel tempo. E sono proprio i due valori che la farmacia si è conquistata durante l’emergenza Coronavirus, come da più parti è stato evidenziato a fine settembre, in occasione della “Giornata internazionale del farmacista”.

Il presidente di Fofi, Andrea Mandelli, lo ha riconosciuto, ringraziando tutti i colleghi per il loro impegno e ricordando che «la fiducia del pubblico nasce e si mantiene nella coerenza tra parola e azione». E la capacità del farmacista di rispondere alle richieste del cittadino si è manifestata nei nuovi servizi offerti durante il Covid-19, «dalla dematerializzazione delle ricette, alle campagne di screening per il virus, fino alla partecipazione alle campagne vaccinali».

Un impegno peraltro riconosciuto anche a livello politico, il che fa ben sperare per la futura riorganizzazione dei servizi sanitari territoriali. «Le farmacie sono un presidio imprescindibile del nostro Ssn» riconosce il ministro della Salute, Roberto Speranza, e gli fa eco il sottosegretario Pierpaolo Sileri, che descrive il farmacista «come punto di riferimento della comunità, perché ascolta, consiglia e indirizza verso una corretta educazione sanitaria». E conclude ringraziando i farmacisti «per la professionalità e l’impegno spesi quotidianamente a supporto della sanità territoriale».

Dato che la sanità rientra nei poteri regionali, fa piacere anche registrare i consensi che vengono dagli amministratori locali. Alessio D’Amato, assessore alla Sanità del Lazio, ringrazia per «l’impegno delle farmacie nel contrasto al Covid», e Giovanni Toti, presidente della Regione Liguria, indica i farmacisti come «punto di riferimento insostituibile per i cittadini». È anche «grazie alla loro preziosa collaborazione, soprattutto nell’attività di screening e nella campagna vaccinale, se oggi stiamo finalmente tornando alla normalità». Altri consensi ancora arrivano dall’estero, con l’Ema, l’Agenzia europea del farmaco, che sottolinea come l’impegno dei farmacisti sia essenziale.

Se fiducia e stima sono valori preziosi, non dobbiamo però dimenticare che la memoria è debole, soprattutto nei decisori politici. Quindi, cogliamo il momento favorevole per ottenere il giusto compenso di quanto la farmacia, con il suo comportamento, si è guadagnata. Nuova remunerazione e Convenzione sono, per esempio, due obiettivi da troppo tempo perseguiti, che andrebbero portati a casa. E anche quanti ora ci accarezzano con lusinghieri apprezzamenti dovrebbero essere invitati a dimostrare coerenza tra parole e azione, prima che il susseguirsi dei problemi faccia loro dimenticare il debito di riconoscenza.

Volendo, in cantiere ci sarebbe altro ancora. Pensiamo all’opportunità di rivedere la Legge 124/2017, per limitare i pericolosi effetti del progressivo espandersi del capitale. Così come la Legge 405/2001, in ossequio all’opportunità di riportare tutti i farmaci in farmacia. O, ancora, il prossimo Decreto ministeriale 71 di riorganizzazione della sanità territoriale, per meglio individuare e valorizzare il ruolo della farmacia.

Insomma, la carne al fuoco non manca: non si perda, allora, l’occasione di trarre frutto dal momento favorevole.

(Editoriale di Lorenzo Verlato, Farma Mese n. 8/2021 ©riproduzione riservata)

2021-10-07T15:04:57+02:00