Più anziani nuove opportunità

Ci sono fatti che, proprio perché ineludibili, non vengono attentamente focalizzati e così li si affronta senza la dovuta preparazione. Sappiamo, per esempio, che il trend demografico comporta un crescente aumento delle persone anziane, ma non per questo si modificano comportamenti e conseguenti obiettivi. Vale, allora, la pena di soffermarsi a considerare alcuni dati al riguardo. L’obiettivo è cercare con autorevoli previsioni di prepararci fin da subito perché più anziani vogliono dire nuove opportunità.

Sentite cosa scrive l’economista Minouche Shafik, già vicepresidente della Banca Mondiale nel libro “Quello che ci unisce. Un nuovo contratto sociale per il XXI secolo”:

«La crescente durata della vita, favorita dai progressi nelle cure mediche, significa che le popolazioni stanno invecchiando ovunque, anche se a ritmi diversi. Nel 2018, per la prima volta nella storia umana, la popolazione globale con più di 64 anni è diventata più numerosa dei bambini al di sotto dei 5 anni».

Le previsioni per i prossimi anni
Invecchiamento e durata media della vita si notano dovunque, ma è soprattutto nei Paesi a economia sviluppata che questi trend risultano più marcati ed evidenti.

Se fermiamo la nostra attenzione all’Europa, notiamo due tendenze per i prossimi anni: una lenta diminuzione della popolazione totale dei 27 Stati e, nel contempo, un progressivo aumento della popolazione anziana.

Dall’anno 2000 al 2020, infatti, la popolazione europea è cresciuta di circa 19 milioni e si svilupperà, secondo le stime Eurostat, anche nei prossimi cinque anni, aumentando di altri 2 milioni.

Ma dal 2030 si invertirà la tendenza e nel 2050 l’Europa conterà circa 8 milioni di persone in meno, ritornando così allo stesso livello del 2010.

Rispetto al periodo di maggior sviluppo (2025), nel futuro si prevede un sensibile cambiamento della composizione demografica degli abitanti: più anziani (+30,2 milioni di persone) e meno uomini e donne al di sotto dei 65 anni (-38,2 milioni).

È una previsione che dovrebbe stimolare gli operatori economici e sociali, in particolare nella sanità, a programmare risposte ai nuovi bisogni dei cittadini di età elevata.

L’invecchiamento in Italia
Vediamo ora, invece, com’è la situazione a casa nostra. In Italia si è registrato, dal 2000 al 2015, un aumento della popolazione di circa 4 milioni di persone, pari al 6,8%, passando dai 56,9 ai 60,8 milioni, trend che, però, ha subìto, nel 2020, un’inversione di tendenza, aggravata dalla pandemia Covid-19. Secondo Eurostat poi, nel 2050 saremo 58,1 milioni, con una struttura demografica differenziata rispetto all’attuale, con ancor meno giovani e più anziani.

Infatti, le previsioni evidenziano che gli over 65 tra trent’anni saranno 19,6 milioni, il 41% in più rispetto al 2020 (+5,7 milioni di individui). La popolazione al di sotto dei 65 anni, invece, sarà di 38,5 milioni di persone (-15%, pari a 6,8 milioni in meno rispetto al 2020).

Nel 2050 avremo, dunque, rispetto al 2020, una contrazione della popolazione italiana contenuta in 1,1 milioni di persone, dovuta soprattutto a un minor numero di giovani e di mezza età, compensata in buona parte dai 65enni e oltre. Oggi gli anziani sono poco meno di un quarto degli abitanti della nostra nazione (23,4%), mentre tra 30 anni saranno un terzo circa (33,7%).

Nel 2020 la popolazione Italiana anziana era composta per circa la metà dai 65-74enni, destinati ad aumentare nel 2050, secondo i dati Eurostat, del 9,6%, per un totale di 7,6 milioni di persone.

Più dinamica sarà la crescita dei 75-84enni, che dalle attuali 4,8 milioni di persone raggiungeranno nel 2050 la dimensione del gruppo precedente (65-74 anni), con un balzo intorno ai 3 milioni di individui (in termini percentuali +61%). Raddoppieranno, poi, gli over 85, passando dagli attuali 2,2 milioni ai 4,3 milioni. L’età media di questo gruppo crescerà e cresceranno, di conseguenza, i bisogni di salute adeguati alla loro età e agli stili di vita emergenti.

Oggi si parla dei cosiddetti “age fluid”, ovvero persone che dall’aspetto e dal comportamento sembrano più giovani e in salute della loro età anagrafica. Sono conquiste della medicina e del benessere economico e sociale, alle quali il mondo farmaceutico è particolarmente sensibile.

I dati di interesse per la farmacia
Questo cambiamento della composizione della popolazione deve necessariamente spingere la farmacia verso nuove strategie gestionali, sia nell’offerta dei farmaci etici, sia degli altri prodotti e servizi.

«Le buone condizioni di salute sono il principale fattore determinante del nostro benessere» dice Minouche Shafik. «Uno dei principali costi per i sistemi sanitari è dovuto al fatto che i pazienti cronici non rispettano l’aderenza terapeutica e che in media tra il 30 e il 50% non si attengono alla terapia prescritta dal medico».

Anche i più recenti dati dell’Osmed, l’Osservatorio dei consumi farmaceutici, dimostrano che in Italia 4 anziani su 10 non assumono regolarmente i farmaci loro prescritti. E così risulta anche da una recente ricerca, condotta su un campione di 1.230 individui over 60 per Senior Italia Federanziani (età media degli intervistati 71,1 anni).

Le cause sono diverse e dipendono da vari fattori:
– due terzi ricordano che è stata spiegata loro l’importanza dell’assunzione del farmaco (69,1%), ma il 13,2% afferma di non aver avuto alcuna spiegazione e il resto ricorda che ogni tanto qualcuno lo fa (17,7%);

– la maggior parte assume il farmaco da solo (86,8%), l’altro 13% attraverso i familiari;

– per problemi di salute ci si rivolge in prevalenza al medico di famiglia (88%), ma anche allo specialista (49,8%), mentre soltanto il 9,1% ricorda di aver consultato il farmacista. Nella maggioranza dei casi (81,3%) le terapie dello specialista vengono verificate con il proprio medico di famiglia, che generalmente (93,7%) non le cambia.

La mancata aderenza terapeutica è un problema di grave rilevanza, sia per la buona salute del paziente, sia per la sostenibilità del Servizio sanitario nazionale. Ma che cosa allora si può e si deve fare, per migliorare l’assunzione dei farmaci? Interessante analizzare che cosa hanno risposto metà degli intervistati:
molti (49,8%) chiedono un aiuto pratico: “Una persona o un oggetto che mi ricordi di assumere la terapia”
il resto chiede specifici interventi da parte del medico, che riguardano il farmaco e la cura: “Uno schema semplice, con poche assunzioni durante il giorno” (21%); “Una spiegazione precisa dei rischi della sua interruzione” (18%); “Una spiegazione più precisa dei benefici della cura” (11%).
Rimane il fatto che il problema richiede di essere meglio e più prontamente affrontato, per la gravità degli effetti che provoca.

Conclusioni
Dobbiamo prepararci a questi nuovi scenari: minori nascite, maggiore aspettativa di vita, una popolazione europea e italiana che tenderà a diminuire, secondo i trend indicati dagli esperti, mentre aumenteranno in modo significativo gli anziani.

La struttura demografica si sta così trasformando e ora gli operatori sanitari ed economici devono incominciare ad affrontare questi trend, dopo lo shock della pandemia, in modo da adeguare le farmacie alle future domande di salute della popolazione.

Questo comporta che bisognerà rinnovarsi, impegnandosi a elaborare in farmacia progetti di aderenza terapeutica, su cui fondare nuovi servizi, da sviluppare in sintonia (o meno) con i medici di base. Al riguardo è bene considerare le nuove disponibilità offerte dalla tecnologia digitale, che in questo campo propone sempre innovative utili soluzioni, da valutare attentamente.

Scrive Alberto Mantovani, direttore scientifico dell’Istituto Clinico Humanitas, nel suo libro “Il Fuoco interiore”: «L’invecchiamento è un complesso processo biologico che ci coinvolge a tutti i livelli -organismo, organi, cellule- inclusi il sistema immunitario e le risposte infiammatorie».

Prenderne atto significa, anche per la farmacia, porsi l’obiettivo non soltanto di venire incontro alle future esigenze sanitarie della maggioranza dei propri pazienti, ma anche dimostrarsi pronti a cogliere le nuove opportunità che il mercato offre.

(di Barnaba Grigis, Farma Mese n. 8/2021 ©riproduzione riservata)

2021-10-14T15:46:31+02:00