L’urgenza green

Parola d’ordine delle aziende cosmetiche: sostenibilità. Nelle materie prime, nei processi produttivi, nei packaging. Anche le aziende cosmetiche sono sempre più attente all’impatto ambientale della propria attività. Ecco cosa stanno facendo per dare un contributo a una causa globale che non può più aspettare.

Il tema della sostenibilità è stato al centro dell’attenzione mondiale nella COP26, la conferenza sul clima delle Nazioni Unite, tenutasi a Glasgow lo scorso novembre. Riuniti per prendere decisioni in grado di frenare la catastrofe ambientale alla quale, se non si invertirà la rotta, il Pianeta sembra ormai destinato, i grandi del mondo hanno preso l’impegno, seppur ridimensionato rispetto alle aspettative iniziali (e da molti ritenuto insufficiente) di ridurre il ricorso a combustibili fossili, in particolare al carbone, e ribadito l’obiettivo di mantenere sotto a 1,5 °C la soglia di aumento della temperatura globale entro il 2030.

Una questione, quella ambientale, che ormai non può più essere ignorata neanche da chi si occupa di benessere e di bellezza.

Da anni, infatti, le aziende cosmetiche stanno compiendo scelte volte a ridurre l’impatto della propria attività e dei propri prodotti sull’ambiente, lavorando in particolare sull’eliminazione di sostanze inquinanti, come le microplastiche, e sull’utilizzo di materiali riciclabili nei packaging.

Ma oggetto di attenzione è l’intera filiera produttiva: dalle materie prime alla loro lavorazione, dagli scarti di produzione al trasporto delle merci, fino ai packaging, perché ognuno di questi aspetti è migliorabile dal punto di vista della sostenibilità.

SOSTENIBILITÀ COME MISSIONE
L’aumentata consapevolezza della questione ambientale nei consumatori ha certamente contribuito a questa accelerazione. Definirsi “green” non basta più: occorre un approccio sostenibile a tutto tondo, nell’impatto sull’ambiente e sul territorio.

La mission di sostenibilità può essere persino sancita per statuto, come nel caso delle “società Benefit” (tra cui, solo per citarne alcune, Istituto Ganassini, Korff, Mustela, Herbatint, Labomar, Unifarco, ma il numero è in crescita), una specifica forma societaria che persegue un modello di business più sostenibile e in grado di generare un impatto positivo sulla società e sull’ambiente.

Tra le aziende cosmetiche l’impegno alla sostenibilità, fatto di azioni concrete e comprovate è sempre più diffuso: il Gruppo Pierre Fabre, per esempio, in linea con la sua Green Mission, ha introdotto il Green Impact Index, sistema di classificazione che riassume gli impatti di un cosmetico sulla società e sull’ambiente, attraverso l’attribuzione di un punteggio da “A” a “D”.

Da sempre attento alle tematiche di sostenibilità, anche il brand Bioclin Laboratorio Dermonaturale è impegnato a sostenere enti e fondazioni in attività dalla forte valenza sociale come la recente collaborazione con la Fondazione Slow Food per la Biodiversità Onlus, supportando il Presidio Slow Food di Guaranà del Nord del Brasile. Anche Weleda, che ha appena celebrato i 100 di attività, fa della naturalità a tutto tondo (dall’approvvigionamento etico alle energie rinnovabili) la propria bandiera.

Mustela, che quest’anno ha lanciato la sua linea Bio con ingredienti naturali e packaging in bioplastica, promuove anche un progetto di sostenibilità e inclusione in collaborazione con Quid, cooperativa sociale di inserimento lavorativo, offrendo opportunità di lavoro a chi è a rischio di discriminazione lavorativa.

Anche la strategia per il 2022 di Uriage, va sempre più verso la sostenibilità: prodotti con formule sempre più eco-friendly, packaging con meno carta e meno plastica, in un’ottica di “clean beauty” rispettosa della pelle e dell’ambiente.

MENO PLASTICA, PIÙ NATURA
Coerente con il loro percorso verso la sostenibilità delle aziende cosmetiche e in linea con le aspettative di consumatori sempre più attenti ai temi di naturalità, lotta agli sprechi, rispetto dell’ambiente, i brand stanno ridisegnando le proprie confezioni, adottando materiali riciclati e riciclabili e riducendo gli elementi non più necessari, come per esempio le palettine per l’applicazione del prodotto e i foglietti interni.

Caudalie, per esempio, ha un obiettivo con un orizzonte temporale preciso: entro il 2022 sarà “Zero waste”. Per quella data il 100% degli imballaggi saranno riciclabili, riutilizzabili o contenenti materiali riciclati e il 100% dei tubetti e flaconi sarà realizzato in plastica riciclata o alleggerita. Già dal 2019, peraltro, Caudalie ha scelto di eliminare il superfluo rimuovendo le spatole e i foglietti illustrativi da tutti i prodotti, riducendo le brochure, utilizzando carta FSC, privilegiando inchiostri vegetali e riducendo del 20% l’uso di plastica nei packaging, risparmiando più di 13 tonnellate di plastica e 33 tonnellate di carta.

Riduzione degli imballi anche per Bakel, marchio antesignano della cosmetica clean e promotore di messaggi di sostenibilità e inclusione (come l’attuale campagna di comunicazione Beauty Conscious). Recentemente ha lanciato le Charm Sizes, prodotti in formato ridotto con packaging senza la componente cartacea. Al posto di scatole e foglietti illustrativi, una scelta più smart e funzionale: i Qr code stampati sui flaconi, da inquadrare con lo smartphone. Ma anche dove i packaging cartacei sono presenti, questi sono in carta certificata FSC e senza punti colla, per poterli riciclare al 100%.

Anche Dr. Hauschka punta su sostenibilità e materiali ecocompatibili: i suoi cosmetici naturali sono privi di microplastiche e i tensioattivi utilizzati sono ottenuti dallo zucchero, quindi naturali e completamente biodegradabili. Anche la glicerina utilizzata è esclusivamente di origine vegetale e le confezioni vengono realizzate con materiali il più possibile riciclati e riciclabili.

Un altro modo per contenere i rifiuti di plastica è quello di utilizzare formulazioni alternative. Un esempio sono i detergenti solidi: non solo una tendenza, ma una scelta sostenibile che permette di ridurre i flaconi da gettare a prodotto finito. Ne sa qualcosa Nuxe, che per gli imballi dei Saponi Solidi Bio, realizzati con procedimento artigianale, utilizza carta FSC leggera e riciclabile, ottenuta da foreste ecogestite.

Riducono rifiuti e sprechi di prodotto anche i detergenti con ricarica, specialmente in grande formato. Come quelli scelti da La Roche-Posay, che abbattono i prezzi del 25% e il quantitativo di plastica del 77%. Per i suoi tubi, inoltre, il brand sta introducendo il cartone, che permette di utilizzare il 45% di plastica in meno.

Ridurre gli imballi, però, non basta: la modifica dei packaging richiede una ricerca tecnologica continua, perché la semplificazione delle confezioni deve andare di pari passo con la loro sicurezza, per mantenere le formulazioni sempre protette ed efficaci.

Rougj, per esempio, nella linea skincare SteminelVeg Green utilizza ingredienti naturali e packaging sostenibili in vetro (riutilizzabile e riciclabile al 100%) che racchiudono una ricarica in plastica 100% riciclata. Una volta terminato il prodotto, è possibile acquistare solo la ricarica interna e contribuire ad abbattere l’impatto sull’ambiente fino al 66% rispetto all’utilizzo di normali packaging monouso.

Particolare attenzione alla realizzazione di packaging che coniughino sostenibilità e sicurezza anche da parte di Skinius. Gli spray del brand made in Italy utilizzano una tecnologia ad aria compressa naturale, senza additivi, garantendo fino al 99% di svuotamento del prodotto, ottimizzando così la spesa ed evitando gli sprechi. I flaconi airless in vetro, inoltre, permettono di evitare il contatto con l’aria per la protezione della formula e un minor utilizzo di conservanti. Anche nei solari è stata adottata una tecnologia formulativa che permette di usare una concentrazione più bassa di filtri a parità di protezione.

Meno plastica anche per Miamo, che per alcune linee sceglie tubi in alluminio, materiale nobile, leggero (il suo trasporto riduce le emissioni di gas serra per il trasporto), riciclabile e sicuro.

(di Ilaria Sicchirollo, Panorama Cosmetico n. 5/2021 ©riproduzione riservata)

2021-12-21T12:45:05+01:00