Via dai soliti social

Non ci sono solo Facebook e Instagram. Tante alternative alle piattaforme più inflazionate. Un corso si è focalizzato, in particolare, su tre: Tik Tok, il più amato dai giovanissimi, Pinterest, la piattaforma delle idee, e Linkedin, il social in giacca e cravatta. Scopriamo come funziona ciascuna piattaforma e e perché può essere utile al farmacista.

Se i social network fossero luoghi fisici, Facebook sarebbe un bar, dove ritrovarsi a chiacchierare tra vecchi amici, mentre Instagram un party, al quale ci presenteremmo in abito elegante, belli e fotogenici. Ma sarebbero anche luoghi forse fin troppo affollati. Mete obbligate, perché “non si può non esserci”, che ormai sono come quelle destinazioni vacanziere talmente inflazionate da aver perso l’originale appeal.

Ecco perché può essere interessante capire come funzionano anche altre piattaforme, non necessariamente nuove nel panorama dei social media, ma semplicemente meno note e popolari.

Ogni social ha le proprie caratteristiche e il proprio linguaggio, come abbiamo raccontato su Farma Mese di novembre 2021 (“Social network: sì, ma quale?) e le peculiarità di queste piattaforme alternative sono state oggetto di un corso organizzato da Anes, l’Associazione nazionale editoria di settore: “Non solo Facebook, da TikTok a LinkedIn, le opportunità degli altri social”, tenuto da Paolo Guaitani di The Vortex, agenzia di consulenza e formazione di marketing digitale.

L’esplosione del talento: Tik Tok
Se fosse un luogo fisico sarebbe un parco divertimenti. Questo già la dice lunga, prima di tutto sul target, che è estremamente giovane, ma anche sulla dinamicità di questo social. Su Tik Tok, infatti, l’azione prevale sulla celebrazione e se i classici social network vi hanno un po’ stancato, qui certo la parola noia non esiste.

Quello di Tik Tok è un modo totalmente nuovo di comunicare, coinvolgere, intrattenere, grazie a un algoritmo capace di proporre contenuti sempre più personalizzati, aggiornandosi man mano che si sceglie di guardare un video invece che un altro.

Tik Tok punta sulla permanenza dell’utente attraverso l’intrattenimento, che non è più soltanto fatto di “balletti” come era inizialmente Musical.ly (il social da cui Tik Tok ha origine), ma che si è evoluto in veri e propri spazi tematici (cucina, fitness, animali domestici, fai da te, beauty e via dicendo).

Molto popolari anche le iniziative di coinvolgimento sotto forma di “sfide” (le famose #challenge: forse qualcuno ricorderà una sfida che ha spopolato nel 2014, la “Ice bucket challenge” che ha visto celebrità in tutto il mondo rovesciarsi addosso secchiate di acqua ghiacciata per beneficenza).

Creare contenuti su Tik Tok è facile: ha la struttura semplice di Instagram, ma un editor video più sofisticato, che permette creazioni di alto livello. L’utenza è giovane, molto giovane: il target più rappresentato è ufficialmente quello dei 18-24 anni (42%), ma soltanto perché non è legalmente possibile tracciare l’utenza dei minorenni, che si stimano essere infinitamente di più.

Perché può essere utile al farmacista: per raggiungere il target più giovane, la cosiddetta “generazione Z” che sono i consumatori del futuro e che difficilmente si adatteranno al nostro linguaggio. Saremo noi a doverci adattare al loro. Per colmare il gap con i più giovani, però, è meglio non improvvisare e rivolgersi ai “creator” (gli utenti professionali che sugli altri social sono noti come influencer).

È la stessa piattaforma che mette a disposizione i creator, che possono essere selezionati dall’inserzionista in base alle loro caratteristiche di creatività, abilità, originalità e alle proprie esigenze. Su Tik Tok è possibile acquistare spazi pubblicitari, anche in forme particolari come le challenge. Non c’è (o non c’è ancora) un vero e-commerce sulla piattaforma, eppure la visibilità dei prodotti funziona molto bene e ci sono casi di prodotti promossi su Tik Tok e andati letteralmente a ruba sul punto vendita.

Idee in mostra: Pinterest
Lasciato il parco divertimenti, rallentiamo il ritmo e immergiamoci in una dimensione completamente diversa: immaginiamo di entrare in una mostra dove gli espositori esibiscono le cose più belle che hanno. Questo è Pinterest, una piattaforma il cui concetto di base è quello di condividere, su una bacheca virtuale, idee e soluzioni visive, come se si attaccassero con delle puntine (“pin”) su un pannello di sughero.

Queste idee possono essere contenuti propri (l’immagine di un prodotto, di un abito, di una stanza arredata, fotografata da noi) oppure presi dal web (basta condividerne il link) o, ancora, contenuti presi da un’altra bacheca e ricondivisi sulla propria.

Pinterest esiste dal 2010 e non è mai davvero esploso, mantenendo un profilo un po’ di nicchia, frequentato prevalentemente da utenti di sesso femminile per condividere hobby, ricette, soluzioni di fai da te. Come un motore di ricerca visivo, permette di trovare altre immagini (e di conseguenza idee e prodotti) che assomigliano a ciò che abbiamo cercato. Per esempio, ci piace un certo divano, ma quel modello è uscito di produzione oppure è troppo costoso? Con l’evoluzione della ricerca visuale di Pinterest potremo vedere facilmente tutti i divani di forma o colore simile e approdare con un click sul sito del venditore.

Facile intuire che stia incontrando il favore delle aziende, che possono esporre i propri prodotti, vederli ricondivisi a lungo e dirottare gli utenti sul proprio sito. Ultimamente Pinterest sta incontrando anche il favore di un’utenza più giovane, con un incremento del 50% nella generazione Z (i nati tra il 1996 e il 2010) e del 36% nella generazione X (i nati tra il 1965 e il 1980) e ha cominciato ad attrarre anche il pubblico maschile (+48%).

Perché può essere utile al farmacista: perché ha un target molto vicino a quello della farmacia (è molto usato dalle mamme e dalle donne in generale). Inoltre, perché permette una pianificazione di lungo periodo dei contenuti, che ben si adatta alla stagionalità dell’offerta commerciale della farmacia. Ma soprattutto perché è un ottimo ponte per il proprio sito web: una sorta di vetrina che porta l’utente sul proprio sito.

Il social in giacca e cravatta: LinkedIn
Dopo il luna park e la mostra, è il momento di indossare un abito più formale e di andare a un meeting di lavoro. Se Tik Tok può esaltare il talento creativo del farmacista e Pinterest dare risalto ai prodotti, su LinkedIn il farmacista si propone con il camice e si confronta con i colleghi, oppure parla ai suoi clienti, ma in modo scientifico e rigoroso.
LinkedIn nasce come una sorta di curriculum vitae online, su cui indicare titoli di studio, qualifiche professionali ed esperienze lavorative, con l’obiettivo di rendersi appetibili ad aziende e cacciatori di teste.

Ma nello stesso tempo è diventata la piattaforma dove poter far valere le proprie competenze attraverso la creazione di contenuti professionali, la condivisione di articoli a tema rilevante per la propria professione (e non solo) e il commento ai contenuti di colleghi.

Usato con costanza (ma senza eccessi: si sta pur sempre lavorando!) permette di porsi come riferimento autorevole, riconosciuto da altri professionisti altrettanto autorevoli.

Perché può essere utile al farmacista: perché permette di “fare rete”, di essere sempre aggiornato su quello che succede nel proprio settore o in altri di interesse e di vedere riconosciuta la propria competenza aumentando, di riflesso, la fiducia dei clienti.

Conclusioni
I social network sono strumenti da utilizzare in maniera consapevole e competente. Prima di sceglierne uno invece che un altro, è bene capire cosa ci si aspetta da quella piattaforma e quanto si è disposti a investire in termini di tempo e di risorse, a maggior ragione se l’uso è professionale (pagina della farmacia oppure account del farmacista). Del social scelto è bene conoscere in modo approfondito caratteristiche, linguaggio, opportunità e target, evitando di improvvisare o di proporre contenuti non adeguati. Anche per i social meno popolari, vale la regola che il loro uso non è più un’attività da fare (o far fare a un collaboratore) a tempo perso, ma richiede formazione, competenza e tempo dedicato.

(di Ilaria Sicchirollo, Farma Mese n. 1-2/2022 ©riproduzione riservata)

2022-02-22T10:38:35+01:00