Abolizione Irap e nuova vita Irpef

L’abolizione dell’Irap è stata più volte ipotizzata per la sua presunta incompatibilità con l’ordinamento comunitario. Oggi questa imposta per gli imprenditori individuali ha abbandonato lo scenario fiscale italiano. Analizziamo, quindi, con la dottoressa Paola Castelli le principali novità recentemente introdotte dalla Legge di Bilancio 2022 in tema di abolizione Irap e nuova vita Irpef.

Dottoressa Castelli, partiamo da Adamo ed Eva: ci ricorda cos’è l’Irap?
L’Irap (oggi pari al 3,9%) è stata introdotta nel 1998 dal D.lgs. 446/1997. Il presupposto per la sua applicazione è l’esercizio abituale di un’attività autonomamente organizzata volta alla produzione o allo scambio di beni ovvero alla prestazione di servizi.

Su chi grava l’Irap?
L’Irap grava sull’azienda farmacia (impresa individuale ovvero società di persone ovvero società di capitali) e, quindi, indirettamente sul bilancio di tali soggetti. Pertanto, tale imposta abbatte ab origine l’utile risultante dal bilancio d’esercizio del periodo d’imposta considerato.

È vero che in passato ci sono state buone probabilità di abolizione di tale imposta per incompatibilità con l’ordinamento comunitario?
Sì, se ne è parlato parecchio: presso la Corte di Giustizia Ue vi è stata una causa sul presunto contrasto tra l’Irap e l’articolo 33 del VI Direttiva Cee (VI Direttiva n. 77/388/Cee).
Rien à faire, tutto in stand by. Gli anni, è inutile dirlo, sono passati e ne sono passati tanti, ma oggi assistiamo a una svolta.

Cos’è successo?
Buone nuove per gli imprenditori individuali (titolari che gestiscono la farmacia in forma di impresa individuale ovvero di impresa familiare). Per tali soggetti la Legge di Bilancio 2022 ha, infatti, confermato l’esclusione da Irap a partire dal periodo d’imposta 2022.
Da quest’anno tali soggetti “baciati dalla fortuna” dovranno ancora presentare la dichiarazione Irap 2022 (periodo d’imposta 2021) entro il 30 novembre 2022 e versare il saldo Irap 2021 entro il 30 giugno 2022 ovvero entro il 22 agosto 2022 con la maggiorazione dello 0,4%; a fronte della novità nessun acconto relativo al 2022 sarà da loro dovuto.

Anche le società titolari di farmacia/e sono state baciate dalla dea bendata?
No, tutte le società (S.n.c., S.a.s., società di capitali, ecc.) continuano, a mo’ di Atlante, a essere gravate sulle proprie spalle da tale imposta.

Come cambia la tassazione a fronte della novità in esame?
Fino a poco tempo fa il regime fiscale in capo alle imprese individuali e alle società era quello che emerge dalla tabella:


Tuttavia, prima di riepilogare la tassazione dopo le news in commento, è opportuno fare un breve cenno a un’altra novità: se le cose sono in parte cambiate in tema di Irap, qualcosa è cambiato anche in tema di Irpef.

Cos’è successo, dottoressa?
Sono stati rivisti le aliquote e gli scaglioni Irpef. Grazie alla tabella seguente, apriamo una breve parentesi per ricordare il vecchio meccanismo dell’Irpef con le sue cinque aliquote progressive per scaglioni di reddito:

Ed eccoci alla novità. Ora, i moschettieri di Dumas non sono tre, ma quattro: al fine di ridurre la pressione fiscale per i redditi medi, infatti, sono state previste quattro aliquote per scaglioni: 23%, 25%, 35%, 43%. Come risulta dalla tabella nella pagina seguente, cambiano alcune aliquote e alcuni scaglioni di reddito; in virtù delle nuove previsioni la tassazione Irpef al 43% (aliquota massima) non scatta più per i redditi superiori a € 75.000 ma per quelli superiori a € 50.000.

Pertanto i fortunati sono, soprattutto, i contribuenti con reddito incluso nel range € 28.000 – € 50.000,00.
A questo punto, alla luce di tali news, riepiloghiamo nella seguente tabella il regime fiscale in capo alle imprese individuali e alle società.

Passiamo ai fatti e diamo un po’ i numeri, quantificando il beneficio in termini di risparmio derivante dall’abolizione dell’Irap:

In conclusione, dottoressa, cosa ne pensa, soprattutto dell’abolizione dell’Irap?
Mark Twain ha sempre sostenuto che l’appuntamento con le tasse fosse una certezza della vita, un appuntamento quanto mai indesiderato, a maggior ragione oggi, se si considera l’attuale situazione di crisi anche economica dovuta alla pandemia in corso.

Il fatto che con il nuovo anno l’Irap abbia salutato l’imprenditore individuale è per tale contribuente uno zuccherino nella calza della Befana in quanto contribuisce a dare sollievo a quel soggetto che, da solo, come Atlante, si fa carico del futuro della propria azienda e dei propri dipendenti: non dico che un 3,9% di Irap in meno sia tanto grasso che cola nelle tasche dell’imprenditore, ma è una buona boccata di ossigeno.
È auspicabile che l’adieu all’Irap venga esteso anche ad altri soggetti, sì dalle spalle più grosse dell’imprenditore individuale, ma altrettanto meritevoli, in quanto anche loro contribuiscono, grazie al lavoro proprio (quali soci o amministratori) e dei propri dipendenti, a sostenere la salute dei cittadini e quella dello Stato.

(Farma Mese n. 1-2/2022 ©riproduzione riservata)

2022-02-10T10:29:07+01:00