Intervista a Germano Scarpa, presidente di “Integratori & Salute”

Nasce la nuova Associazione dall’incorporazione di FederSalus in Unione Italiana Food. Sentiamo dal suo presidente il perché e i valori aggiunti della nuova realtà, in un comparto strategico per la farmacia (è secondo dopo il mercato etico). Ecco come ora intende rapportarsi e collaborare con i farmacisti.

È un po’ come l’araba fenice. Prima c’era FederSalus e Integratori Italia ed ora c’è “Integratori & Salute”, la nuova associazione che rappresenta le aziende nazionali e multinazionali della filiera degli integratori alimentari. La loro fusione e inclusione in Unione Italiana Food -la grande realtà del settore alimentare che riunisce 450 imprese di 20 diversi settori merceologici- sancisce ora l’ingresso di tutto il comparto nel sistema confindustriale, e questo permetterà di rafforzare la rappresentanza anche a livello internazionale. Non va dimenticato, infatti, che l’Italia è Paese leader in Europa nella produzione e nel consumo degli integratori, e questa eccellenza va debitamente evidenziata e valorizzata.

Per conoscere programmi e obiettivi della nuova realtà associativa abbiamo intervistato il suo presidente, Germano Scarpa, al quale abbiamo chiesto non soltanto di rappresentarci la nuova associazione, ma soprattutto di indicarci come intende tessere i rapporti con la farmacia, che è in assoluto il principale canale di vendita del comparto.

Come è nata l’idea e che realtà rappresenta oggi “Integratori & Salute”, frutto della recente fusione per incorporazione di FederSalus nell’associazione Unione Italiana Food?
Attraverso questa fusione la vivacità culturale e di iniziativa nel campo degli integratori alimentari di FederSalus si sposa con la grande capacità di Unionfood e del sistema Confindustria di avere rapporti istituzionali a ogni livello, per un’associazione più forte e proiettata alle sfide del futuro che si giocheranno in Europa. La scelta della fusione è, quindi, un’operazione strategica per il rafforzamento del settore e siamo contenti che oggi sia stata riconosciuta dalla maggioranza dei nostri associati. Ora, con circa 220 aziende nazionali e multinazionali, “Integratori & Salute” è la prima associazione a livello europeo in termini di fatturato e rilevanza di mercato. L’Associazione può così ancor più impegnarsi a sostenere le istanze del comparto e, al contempo, tutelare la salute del consumatore, promuovendo la corretta informazione sui prodotti salutistici e la loro qualità e sicurezza.

Può fornire una fotografia del mercato italiano degli integratori e di come l’Italia si posizioni rispetto all’Europa?
Il mercato degli integratori alimentari in Italia vale oltre 3,7 miliardi di euro, con una crescita media registrata, tra il 2014 e il 2020, dell’8,2%.
L’Italia è il principale produttore europeo (29% del valore totale del mercato europeo che supera i 13 miliardi), seguito dalla Germania (con una quota del 19%) e dalla Francia (con il 9%). Le aziende italiane del settore degli integratori rappresentano un’eccellenza, anche per la loro propensione a investire in leve immateriali, innovazione in primis.

Anche durante il Covid-19, il comparto degli integratori è stato la locomotiva dell’area commerciale in farmacia. Come giudica questo fatto?
La preoccupazione sanitaria per la pandemia ha portato a un cambiamento nelle modalità di acquisto e a una maggiore attenzione alla tutela della salute: il consumatore ha pertanto aumentato la regolarità di assunzione, utilizza gli integratori in una logica di prevenzione ed è maggiormente attento anche alla salute dei suoi famigliari. Gli italiani si confermano così attenti, responsabili e consapevoli in tema di utilizzo degli integratori. Infatti, in un anno complesso come il 2020, in piena esplosione del Covid-19, il mercato italiano degli integratori alimentari ha fatto dell’innovazione il volano della sua crescita e ha aumentato il proprio valore di quasi il 3% rispetto all’anno precedente. D’altra parte, il settore raggruppa imprese altamente competitive: da un’indagine di Federsalus, il 59% delle aziende ha dichiarato fatturati in crescita nel 2020 e un tasso di occupazione nel settore che -nel 90% dei casi- è aumentato o rimasto costante, con una marginalità sull’Ebitda (che indica lo stato finanziario) del comparto nel suo insieme che arriva al 14,6% e supera quello dell’industria farmaceutica (che si ferma al 12,6%).

In tutto questo, come si colloca la farmacia?
La farmacia resta il “luogo” preferenziale degli italiani per acquistare gli integratori alimentari, in cui trovare un consiglio professionale adeguato ai propri bisogni di salute. La farmacia, infatti, da sola rappresenta oltre l’80% del valore complessivo del fatturato italiano, che ammonta a oltre 2 miliardi e 800 mila euro, seguita con un sensibile distacco dalla parafarmacia. Al terzo posto troviamo il canale online, riferito soltanto agli e-commerce di farmacie e parafarmacie (la valutazione comprende vendite da altre piattaforme), che registra il più alto tasso di crescita rispetto all’anno precedente con un fatturato di circa 324 milioni di euro (dati New Line Ricerche di mercato).

Quali sono le aree in cui gli integratori registrano maggiori consensi e quelle dove la ricerca scientifica favorisce maggiori aspettative?
Probiotici, vitamine e sali minerali occupano i primi posti negli acquisti degli italiani. In particolare, sono i sali minerali ad aver trainato il mercato nel primo semestre del 2021: proprio qui le scelte dei consumatori in farmacia e parafarmacia hanno registrato un incremento in numero di prodotti venduti rispettivamente del 16,1% e del 9,4%, paragonato allo stesso periodo dell’anno precedente. Nell’online, invece, prodotti di punta sono risultati gli integratori per il supporto psico-fisico, quali prodotti per l’insonnia e/o benessere mentale, con un incremento del +59,2%, sempre nel primo semestre 2021 rispetto allo stesso periodo del 2020 (dati New Line Ricerche di Mercato). Positivo risulta peraltro anche l’andamento delle vendite in farmacia e parafarmacia di integratori di Omega-3, vitamine, bevande all’aloe e multivitaminici.

Quali iniziative la nuova Associazione intende adottare per valorizzare i contenuti scientifici e gli standard qualitativi degli integratori, talvolta banalizzati da informazioni poco corrette?
Innanzitutto, “Integratori & Salute” ha un board scientifico e collabora con importanti centri di ricerca italiani al fine di dare sempre maggiore enfasi alla ricerca scientifica su questi prodotti. Inoltre, continueremo a organizzare webinar per gli associati al fine di aumentare la cultura su qualità e sicurezza degli integratori alimentari. A breve, per esempio, faremo un convegno sulle norme Uni riguardante le Gmp per la produzione degli integratori alimentari.

Abbiamo visto l’importante ruolo della farmacia nel mercato degli integratori. Come pensa la nuova Associazione di posizionarsi nei riguardi dei farmacisti? E quali nuovi servizi si propone di offrire loro?
Secondo i dati del Barometro Farmacie 2021 -ricerca condotta da Doxa Pharma su 400 farmacie e presentata a settembre 2021 in occasione di Cosmofarma- ciò che emerge in modo rilevante è la crescita del concetto di “farmacia dei servizi”, che si affianca alla cosiddetta “farmacia del benessere”. Si tratta di un fenomeno che riguarda sia la percezione dei titolari stessi, sia la segmentazione reale delle diverse tipologie di farmacia, che l’indagine fotografa soprattutto come il luogo della consulenza e della relazione (26%, + 3% rispetto al 2020) e della capacità di gestione proattiva di numerose categorie merceologiche (24%, + 3% rispetto al 2020). Ne consegue che il settore degli integratori alimentari è ormai fondamentale per il canale farmacia, in quanto legato ai concetti di salute, benessere e prevenzione; concetti basilari della cosiddetta “farmacia di relazione”, nella quale, oltre ai servizi citati, viene sviluppata -e sostenuta- una relazione consulenziale diretta con il cliente, necessaria per fidelizzarlo sempre di più a questo canale di vendita. Quindi, “Integratori & Salute”, nell’ambito della propria missione associativa, continuerà a dare supporto ai farmacisti, in un percorso che li conduca a rinforzare il loro ruolo di primo presidio territoriale della salute a 360°.

E che cosa “Integratori & Salute” s’aspetta da parte dei farmacisti, in uno spirito di collaborazione?
Ci aspettiamo un farmacista che guidi e consigli il consumatore nella scelta di un integratore che risponda ai suoi bisogni e, soprattutto, che riconosca con la sua competenza professionale i prodotti di qualità. Questi sono gli obiettivi sui quali “Integratori & Salute” rimane disponibile a trovare spazi di collaborazione con le associazioni di categoria.

(Intervista di Lorenzo Verlato, Farma Mese n. 4/2022 ©riproduzione riservata)

2022-04-05T10:04:16+02:00