Communication Game

«Nicola, sto cercando farmacisti, me ne sapresti segnalare qualcuno?». Questa è stata una domanda molto ricorrente negli ultimi mesi e molte farmacie hanno compreso l’importanza di conoscere potenziali collaboratori da inserire nel proprio organico, per sviluppare o per gestire i picchi di lavoro della propria attività.

Nicola Posa
Nicola Posa

La ricerca dei talenti è fondamentale per ogni organizzazione professionale: è una garanzia per il futuro. In questa attività ci vedo valore, soprattutto se i talenti sono orientati verso quelle competenze che faranno la differenza nei prossimi anni. Una competenza distintiva è e sarà quella della gestione della comunicazione della farmacia. Tutti i farmacisti sanno quanto questo sia importante oggi e, forse, ancora di più domani.

L’iniziativa partita in Sicilia
Abbiamo sviluppato un progetto per sensibilizzare i talenti del futuro, e siamo partiti dalla Sicilia. Il 3 marzo 2022 nella Cittadella Universitaria degli Studi di Catania, nella sala riunioni del Dipartimento di Scienze del farmaco si è svolto il primo “Communication Game”, iniziativa sviluppata con la sponsorizzazione non condizionante di Teva. L’incontro era dedicato agli studenti dell’ultimo anno, che hanno aderito a una giornata dedicata a imparare cosa vuol dire in concreto fare comunicazione in farmacia oggi e domani.

Devo dire che, a domanda diretta in aula, la risposta per quasi tutti gli studenti era la stessa: la comunicazione è “il dialogo al banco con il paziente”; poi, da nativi digitali, hanno compreso immediatamente quanto il loro ruolo nella comunicazione sia affascinante per il loro futuro lavorativo. La gestione della comunicazione in farmacia ha bisogno di farmacisti che si dedichino al tema in maniera molto più ampia, sfruttando le potenzialità del digitale.

Dopo una lezione frontale, che ha assicurato i fondamentali di conoscenza sulla teoria della comunicazione e sull’attualità della farmacia italiana, è cominciato il vero e proprio communication game. Per aiutarci a passare concetti concreti ci sono venuti in aiuto i personaggi più famosi di Netflix, e, più precisamente, Tokyo, Rio, Berlino e Palermo (detto tra noi, su questo personaggio abbiamo rischiato del campanilismo regionale, ma è andata bene).

Ebbene sì, i protagonisti de La Casa di Carta avevano in serbo un nuovo colpo: “La Farmacia di Carta”.

Veniamo all’occasione del nostro communication game:
Sono passati due anni dalla rapina al Banco di Spagna. Il Professore, stanco di vivere in un paradiso tropicale senza fare nulla, accetta la richiesta di 4 dei componenti della banda. Avendo rapidamente dilapidato il patrimonio guadagnato con la rapina, sperano in un nuovo colpo e hanno bisogno della sua guida per riuscirci. Per la prossima rapina la location ideale è l’Italia, per prossimità linguistica e culturale con la Spagna e perché il fratello che il professore ha perduto, Berlino, amava particolarmente la musica di questo Paese. Sergio decide, quindi, di infiltrarsi nel sistema farmaceutico italiano, per poter studiare il territorio e guadagnarsi la fiducia delle istituzioni; e, soprattutto, per dare copertura alle proprie attività.

La farmacia di carta
Per chi ha visto la celeberrima serie è tutto chiaro; per i pochi che non l’hanno vista, abbiamo giocato in un ambiente fantastico. L’obiettivo del business game era concreto e non dissimile dai reali obiettivi di una farmacia: dopo avere preso consapevolezza delle caratteristiche del mercato di riferimento, i team affrontano due prove, ognuna rappresenta una situazione ed è connessa a un diverso “tema” di comunicazione. L’obiettivo è far ottenere i risultati migliori al proprio team.

Dopo questa premessa romanzata, i ragazzi hanno dovuto confrontarsi con cose realissime, divertenti da affrontare per un gioco di ruolo, ma con approccio pratico, importante per il game. Gli strumenti potenziali a disposizione erano tantissimi: ricerche di mercato, interviste e focus group con il cliente, ingaggio di professionisti, testimonial, social media manager, coinvolgimento di enti, istituzioni, università, supporto di specialisti/esperti di settore, campagne comunicazione di esempio della concorrenza, formazione della squadra, creazione di spazi interni alla farmacia/hub esterni, presentazione in presenza/digitale.

Il punto di partenza era ricevere un elaborato con i dati di fatturato della farmacia oggetto della loro manche. Devo dire che gli studenti erano interessatissimi a questo nuovo mondo con cui entravano in contatto: avere consapevolezza sulla quota di etico e commerciale, conoscenza sulle quote di mercato a valore e volume, vedere le differenze tra una farmacia siciliana e una veneta… Questa giornata mi ha mostrato ragazzi davvero interessati a conoscere questi aspetti, ma anche molto bravi a utilizzare gli strumenti di gestione appena ricevuti.

La prova intendeva misurare 4 capacità fondamentali:
1) Data analysis: capacità di esaminare i dati e gli indicatori numerici riferiti sia alla propria farmacia, sia al contesto e alla popolazione di riferimento nel bacino di utenza
2) Budget managing: gestione del budget messo a disposizione per le attività che implementeranno nella farmacia virtuale
3) Decision making and planning: capacità di utilizzare le risorse a disposizione per identificare un piano d’azione, ideando attività e iniziative
4) Ethical communication: capacità di esprimere, attraverso azioni e attività, la cultura della propria farmacia e l’aspetto valoriale legato alla comunicazione dell’etico e delle esigenze del paziente

È stato incoraggiante vedere i gruppi muoversi agevolmente sulla creazione di piani di comunicazione, che mi hanno davvero stupito: una bella capacità di mettere immediatamente in operatività concetti appena appresi. Nel classico giro di impressioni post attività formativa ho raccolto molti feedback positivi, qualche timore per il futuro professionale e ringraziamenti per aver trasferito un’innovazione nel ruolo che li motivava molto. Ho riportato, poi, con entusiasmo queste considerazioni a Gioacchino Nicolosi, presidente di Federfarma Sicilia.


Un mio consiglio spassionato destinato ai titolari siciliani: tra questi ragazzi ho visto talenti davvero preziosi per iniziare un processo di innovazione della farmacia.

Devo dire di essere davvero contento dell’accoglienza ricevuta dal professor Rosario Pignatello, direttore del Dipartimento di Scienze del farmaco e della salute dell’Università degli Studi di Catania, che, chiamato a commentare l’attività ha dichiarato: «È il dipartimento che ringrazia Shackleton per averlo scelto per lo svolgimento di questa edizione iniziale del Communication Game, e Federfarma Catania per aver creato un link che ci auguriamo possa rimanere attivo nel prossimo futuro. Malgrado le difficoltà legate alla ridotta attività in presenza degli studenti in ateneo causa Covid, riconosciamo che ogni iniziativa che permette loro di esplorare tematiche di alto significato professionale, ma fuori dalla convenzionale formazione curriculare del farmacista, è benvenuta e auspicata dai nostri corsi di laurea».

(di Nicola Posa, amministratore delegato Shackleton Group Farma Mese n. 4/2022 ©riproduzione riservata)

2022-04-06T15:35:35+02:00