Integratori in ottima forma

È un mercato florido e in continuo sviluppo quello degli integratori, che vede l’Italia in posizione di leader europeo. Con un fatturato di oltre i 3,7 miliardi di euro detiene, infatti, il 29% del totale del mercato europeo, seguita dalla Germania con il 19%, e dalla Francia con il 9% e questa posizione, insieme al continuo trend di sviluppo (dal 2014 al 2020, per esempio, la crescita è stata dell’8,2%), è la riprova di come le aziende italiane del settore rappresentino un’eccellenza, anche per la loro propensione all’innovazione e alla ricerca.

Ora poi le due associazioni che le rappresentavano -Federsalus e Unione Italiana Food- si sono unite in un’unica entità -“Integratori&Salute”- il che favorirà un’attività più performante (vedasi l’intervista al suo presidente Germano Scarpa).

Questo comparto, che supera in farmacia il totale del mercato dei farmaci di automedicazione ed è secondo soltanto al farmaco etico, comprende un’ampia merceologia, così definita dall’Istituto superiore di Sanità: “Per Integratori alimentari si intendono prodotti alimentari destinati a integrare la comune dieta e che costituiscono una fonte concentrata di sostanze nutritive, quali le vitamine e i minerali, o altre sostanze aventi un effetto nutritivo o fisiologico, in forme predosate come capsule, pastiglie, compresse, pillole eccetera”. Più precisamente, il segmento riguarda prodotti di libera vendita come gli integratori notificati, i Pmc, gli erboristici e gli omeopatici.

Il mercato in farmacia
Dopo una stasi registratasi nel primo anno della pandemia (+0,4%), nel 2021 le vendite a pezzi e a valore sono riprese e hanno superato i fatturati del 2019, a valore del 6,9% e a pezzi del 4%. Se si considera che il business della farmacia nello stesso periodo si è sviluppato a valore dell’1,5%, mentre a pezzi è rimasto congelato (-0,1%), puntare su un segmento in crescita come quello degli integratori diventa una opportunità che va approfondita e per più motivi: per meglio soddisfare i consumatori, per uscire dalla crisi, per programmare un futuro migliore rispetto a un periodo di grande valenza professionale, ma pieno di sacrifici e di scarso risultato economico.
Tra l’altro, non va dimenticato che gli integratori nel 2021 sono stati venduti a un prezzo medio per confezione di 15,7 euro, circa il 60% in più del valore medio di un farmaco o di un altro prodotto uscito dalla farmacia.

Caratteristiche dei consumatori
Trattandosi di prodotti in libera vendita, vanno considerate in modo particolare le caratteristiche dei consumatori degli integratori alimentari. Remo Lucchi, presidente dell’Istituto di ricerche di mercato Eumetra, ci dà un quadro degli italiani che fanno uso di questi alimenti speciali per la salute. In termini quantitativi, sono circa 30 milioni le persone che hanno consumato almeno un integratore, quindi la metà della popolazione. Quattro italiani su dieci lo hanno fatto per scelta personale, altri 4 su consiglio del medico e poco meno di 2 su iniziativa del farmacista.
Dalla “Mappa della vita” di Eumetra emerge che le caratteristiche e lo stile di salute dei consumatori degli integratori accomunano uomini e donne di media età e con una istruzione media elevata, tipologia che facilita il rapporto e il dialogo professionale con il farmacista, che consiglia, indica i benefici, aiuta le scelte verso la cura più appropriata, rende il consumatore/paziente più consapevole dei benefici che può dare il prodotto. Per tutto questo viene definito “la testa che guida ogni comportamento”.

In pratica e in sintesi, così viene caratterizzato il consumatore tipo:
• Nel sesso femminile prevalgono comportamenti di prevenzione
• Nel sesso maschile si ricerca soprattutto il rimedio riparativo.
Le donne individuate sono persone molto equilibrate, serie, soddisfatte della loro esistenza. Severe con se stesse, sanno come vivere per star bene e prevenire i malanni. Fanno attività fisica con una agenda impegnativa e curano l’alimentazione con molta attenzione. Attente all’assunzione di medicine classiche, si dichiarano disponibili a verifiche mediche di prevenzione.

Gli uomini, al contrario, non amano molto le “opzioni esistenziali troppo definite con progetti coerenti”. Le loro scelte dipendono spesso dal timore che le “eccezioni” concesse possano avere conseguenze sulla salute o sul piano estetico, per cui “adottano continui rimedi riparativi”. Inoltre svolgono attività fisica non tanto per piacere, ma per riparare, e anche l’alimentazione, spesso abbondante (vino, alcolici, sigarette), fa parte di un sistema di vita che va alternato con periodi molto severi. Questi consumatori, quindi, sono disponibili a verifiche sanitarie “per evitare guai, o coglierli in anticipo, o all’insorgenza”.

Quali i benefici ricercati
La domanda di integratori è molto variegata: va da prodotti per la prevenzione, per la ripresa di energie e un recupero del tono fisico e psichico, all’intervento per disturbi specifici, fino alla ricerca del benessere in generale. Ma vediamo come suddividere questi benefici ricercati:
• Poco meno di un quarto dei consumatori richiede integratori per le difese immunitarie, perché in un periodo di pandemia (ma non solo) si ritiene utile rinforzare le protezioni che già l’organismo possiede. La metà dei consumatori fa richieste per convinzioni personali, mentre il 32% si muove su consiglio del medico, il 14% su proposta del farmacista, il 4% su suggerimento di altri soggetti.
• Altrettanto elevata è la preferenza per i sali minerali: il 54% dei consumatori per scelta personale, il 27% per intervento del medico e il 15% del farmacista.
• Si scende al 17% per i disturbi intestinali, per i quali prevale leggermente l’autorevolezza del medico (41%) sull’opzione personale (40%). La farmacia mantiene il 15%.
• Rimedi per ossa e articolazioni sono in prevalenza d’iniziativa medica (59%), mentre la richiesta per convinzioni personali scende al 26% e il contributo del farmacista su ferma all’11%.
Alle prime quattro classi di integratori ne vanno poi aggiunte altre, che hanno una percentuale di consumatori compresa tra il 5% e il 10%. Per queste, ecco come vengono individuati e selezionati i prodotti.
• Scelta personale: integratori per la depurazione, (il 56% li richiede per proprio conto); tonici energizzanti (59%); sport (55%); aspetto estetico (58%); prevenzione disturbi invernali (50%); memoria, funzioni cognitive (51%).
• Suggerimento del medico: integratori per la circolazione, cellulite (43%); occhi, sonno e ansia (49%); colesterolo e altri cardiovascolari (60%).
• Consiglio del farmacista: qui la percentuale varia dal 10 al 19%. Il massimo del 19% è stato raggiunto nei disturbi invernali e nella classe memoria e funzioni cognitive, mentre il minimo nel colesterolo e preparati cardiovascolari dove ovviamente predomina la prescrizione del medico.
Certo, gli integratori, con le innovazioni che spesso li caratterizzano, vanno incontro ai bisogni delle persone, ma, trattandosi di prodotti indirizzati a prevenire determinati disturbi, è comprensibile che siano spesso suggeriti dai professionisti della salute. Anzi, proprio il fatto che medici e farmacisti siano impegnati a guidarne le scelte testimonia la loro valenza sanitaria, che indubbiamente valorizza il termine “alimentari” che li accompagna. Non solo “food”, quindi, ma veri integratori di benessere.

(di Barnaba Grigis, Farma Mese n. 4/2022 ©riproduzione riservata)

2022-04-06T15:26:07+02:00