I benefit del farmacista

Uno dei compiti più rilevanti che il titolare deve saper affrontare riguarda la gestione e la motivazione del personale, e non soltanto perché il costo del lavoro è una delle voci più onerose nel bilancio della farmacia, e quindi da coltivare con particolare attenzione, ma soprattutto perché poter contare su una squadra ben motivata è indispensabile per lo sviluppo dell’azienda. E per raggiungere questo obiettivo è direttamente sul collaboratore che bisogna operare.

Diversi sono i modi che permettono di gratificare un dipendente e spesso variano da persona a persona: c’è chi preferisce un aumento o un premio in denaro, chi punta su un particolare benefit, chi richiede gratificazioni professionali come poter partecipare a un corso di formazione, chi un riconoscimento per il lavoro svolto o per una responsabilità, e così via. Spetta al titolare capire quali siano le leve su cui operare, in modo da far sentire quella stima e vicinanza che incentivino il dipendente e lo spingano a partecipare con sempre maggior impegno agli obiettivi aziendali.

Come incentivare i collaboratori
Analizziamo quali siano dal punto di vista fiscale i benefit aziendali che anche una farmacia può utilizzare per incentivare e premiare un dipendente, tali, cioè, da poter essere detraibili, al di là quindi delle diverse strategie, sia di tipo economico sia di tipo psicologico, adottate per ciascun collaboratore in base ai suoi desiderata, al suo rapporto di lavoro, alla sua attività e personalità. Ecco alcuni esempi previsti dal fisco.

• Un aumento di stipendio può essere concesso una volta raggiunto un determinato risultato economico. Oppure può essere dato un premio una tantum in denaro, in occasione di un obiettivo raggiunto o di un compleanno oppure una festività, per esempio a fine anno con il Natale. Tutti interventi che, rientrando nel costo del personale, sono deducibili per l’azienda e vanno tassati in capo al dipendente.

• Al collaboratore meritevole può essere dato un omaggio, per esempio in occasione di una ricorrenza o di un compleanno. Esso non è tassabile in capo al collaboratore ed è deducibile per l’azienda (l’Iva, però, non è detraibile) sino a un valore complessivo di 258,23 euro annui.

• Si possono anche prevedere agevolazioni in termini di elasticità nell’orario, per esempio consentire il part-time oppure un lavoro a orario continuato, oppure a giorni alterni, così come si possono concedere permessi o giorni di ferie nelle date preferite. Anche in questo caso si tratta di agevolazioni deducibili per l’azienda.

• È possibile, infine, riconoscere particolari fringe benefit, vale a dire beni o servizi assai graditi dal collaboratore e che hanno una valutazione economica. Come tali essi dovrebbero essere assoggettati a tassazione in busta paga, facendo, però, attenzione, perché spesso godono di particolari esenzioni.

I fringe benefit più gettonati
Proviamo ad analizzare alcuni tra i più diffusi fringe benefit, consapevoli che essi, gratificando il collaboratore per il lavoro svolto, lo rendono più proattivo per l’azienda.

Buoni pasto: possono essere riconosciuti ai propri dipendenti, sia a tempo pieno sia part-time, buoni da spendere negli esercizi convenzionati, dal ristorante al bar o al supermercato, e sono cumulabili fino a un massimo di otto. Questi ticket sono esenti sino a 5,29 euro giornalieri, se in formato cartaceo, e sino a 7 euro se in formato elettronico. In pratica, l’azienda può dedurre i costi d’acquisto e detrarre l’Iva (4%), così come per il dipendente non sono soggetti a Irpef, né a contribuzione obbligatoria Inps.

Corsi di aggiornamento: il titolare può anche omaggiare al dipendente la partecipazione a convegni o a corsi di formazione, utili a far crescere le sue conoscenze professionali e occasione per sviluppare particolari specializzazioni in farmacia. Pensiamo, per esempio, ai corsi di fitoterapia, di dermocosmetica o anche di lingue, se la farmacia è in zona turistica. Il costo sostenuto per l’iscrizione è completamente deducibile dal reddito della farmacia, ma lo sono anche le spese di viaggio, vitto e alloggio qualora siano organizzati fuori sede, in quanto vanno considerati come attinenti all’attività della farmacia.

Gift card: sono molto apprezzate perché consentono un’immediata monetizzazione del premio ricevuto. Alcune consentono di soddisfare bisogni primari (quelle dei supermercati, per esempio, o le gift card benzina), e rappresentano forme di retribuzione al lavoratore dipendente, come beni e servizi in natura. Le carte prepagate MasterCard, poi, non richiedono dati personali, né conto bancario di riferimento e, inoltre, rappresentano un prodotto ideale, in quanto sono sia deducibili dal reddito d’impresa, sia di tassazione, fino, però, a un importo annuale di 258,33 euro per ciascun dipendente.

I più desiderati dai dipendenti
Abbiamo finora visto quali siano i benefit che gratificano e premiano il dipendente per il lavoro svolto e che possono, in quanto detraibili, rientrare nel bilancio dell’azienda farmacia. D’altra parte, non meno interessante è anche conoscere quali siano statisticamente le preferenze espresse dai dipendenti in generale. È quanto offre la ricerca condotta da Ipsos Marketing, per Sodexo Benefit&Rewards Services, su 800 dipendenti del settore privato, fatta proprio per conoscere dai diretti interessati quali siano i benefit più desiderati.

La ricerca presenta subito una sorpresa: esiste un netto scollamento tra ciò che le aziende regalano ai propri dipendenti e quello che, invece, loro realmente preferiscono. Gli incentivi più gettonati dalle aziende, e quindi preferiti dai datori di lavoro, risultano essere i buoni pasto (70%), gli strumenti hi-tech (38%) e le polizze assicurative (36%), mentre ben diversi risultano i “desiderata” manifestati dai dipendenti.

Ecco la classifica che la ricerca propone, utile anche al titolare di farmacia, perché gli consente di capire quali siano, in generale, i benefit preferiti. Potrà così trarne suggerimento per accontentare meglio i propri dipendenti.
Al primo posto vengono indicati i beni a supporto della famiglia. Il 59% degli intervistati (soprattutto i dipendenti sposati con figli a carico e provenienti dal Sud) li preferisce perché consentono di far fronte alle spese di routine legate ai figli o ai parenti anziani. In particolare, tra i benefit preferiti risultano il rimborso delle tasse scolastiche dei figli (23%), le agevolazioni sui libri di testo (23%) e sugli asili nido (15%), l’assistenza agli anziani (17%).

Al secondo posto troviamo i servizi per la cura personale, indicati dal 54% degli intervistati (soprattutto le donne dai 35 ai 44 anni del Nord-est con figli maggiori di 16 anni). Nell’ordine indicano il rimborso delle spese mediche (45%), i viaggi ricreativi (12%), il rimborso delle visite specialistiche (9%) e i buoni per i centri benessere (6%). Graditi anche i rimborsi per i trasporti (6%) e i biglietti per attività ludiche, come il cinema (5%).

Al terzo posto delle opzioni troviamo i servizi legati allo shopping, che testimoniano la dimensione “umana” dell’azienda, attenta anche ai bisogni emotivi e personali dei propri dipendenti. A indicarli per il 52% sono i dipendenti delle periferie del Centro Italia, tra i 35 e i 44 anni e un’istruzione di scuola superiore, con figli piccoli di 4-5 anni. Nell’ordine, qui vengono indicati i coupon per la benzina (67%), le gift card (27%) e i dispositivi tecnologici, oltre ai cesti di Natale (6%).

A seguire, ecco cos’altro ancora indicano gli intervistati: al quarto posto i servizi assicurativi (47%), al quinto i buoni pasto (46%) e al sesto i rimborsi per il trasporto (42%), premi, però, dati un po’ per scontati, perché legati al tempo lavorativo.

Ma non è tutto, perché il mondo dei benefit continua ad allargarsi anche grazie alle offerte sempre più fantasiose delle ditte specializzate: dagli abbonamenti alle pay tv e alle palestre, al buono pasto per le mense scolastiche, all’assicurazione sul cane, e così via.

C’è ampio spazio di scelta, quindi, senza però mai dimenticare il consiglio conclusivo offerto dai ricercatori di Ipsos Marketing: in questo campo l’obiettivo finale non dev’essere l’azienda che offre il premio, ma il dipendente che lo riceve. Lui deve sentirsi gratificato per quanto fa e incentivato a fare di più. Altrimenti sono soldi buttati via, siano o non siano detraibili.

(di Matteo Verlato, Farma Mese n. 4/2022 ©riproduzione riservata)

2022-04-06T15:24:21+02:00