Un invito: avanti a tutta forza

Cosmofarma Exhibition quest’anno mi ha lasciato un rimpianto e una speranza. Il rimpianto di non aver seguito tutti i convegni che mi ero ripromesso di frequentare (pur saltellando da uno all’altro, ma erano troppi); la speranza di vedere tra i più fiorire la voglia di rinnovarsi.

Ho colto, seguendo i discorsi di amici e conoscenti, l’ombra di una metamorfosi, una più diffusa disponibilità cioè a cambiar pelle, la sensazione che il rinnovamento sia ormai percepito come necessario, e che tra i farmacisti stia maturando la volontà di cambiare ritmo per plasmare il futuro con fiducia e determinazione.

È una sensazione positiva, perché per troppo tempo avevo colto nella categoria un senso di frustrazione, il peso oneroso di pregiudizi incancreniti e di fardelli ingombranti (peraltro proprio quando tutto sembrava andare per il meglio). Pensiamo, per esempio, a certi comportamenti legati a quel Giano bifronte che fa confondere professionalità con business e viceversa.

Oppure pensiamo alle errate convinzioni sulle rendite di posizione del farmacista, come pure a quei preconcetti per cui ogni cambiamento era una ripicca del fato contro la farmacia. Per troppo tempo si è dato spazio sui social alla sfiducia, all’attesa del peggio, all’invito a tenere lo sguardo rivolto all’indietro.

Eppure la categoria conserva ruoli e funzioni di prestigio, al pari peraltro di un’azienda farmacia che rimane salda e appetita dal mercato (pensiamo all’interesse che il “capitale” le riserva). Ci sono, quindi, tutti i presupposti per guardare avanti con ottimismo, e per impegnarsi davanti al nuovo che avanza con serenità (e allora la “Farmacia dei servizi” rappresenta un’opportunità, non un problema o una fatica).

Ci vuole uno sguardo lucido e schietto, oltre a tanta onestà intellettuale, per sfuggire a una duplice tentazione: sentirsi da una parte sempre “a posto”, cioè nel giusto, e dall’altra evitare la fatica di cambiare, scegliendo la soluzione meno impegnativa (spesso solo per pigrizia…). E così lasciamo perdere le nuove proposte e gli inviti a rinnovarci, pur di evitare di cambiare, all’insegna del “non lasciar la strada vecchia”. Ma allora rimaniamo preda delle nostre illusioni e, in definitiva, schiavi delle abitudini.

Viviamo ora una nuova stagione -la farmacia dei servizi, la nuova remunerazione, un’innovativa governance sulla distribuzione – che va accolta senza esitazioni e senza resistenze, perché gli obiettivi che la categoria si pone richiedono di invertire la rotta. Insomma, bisogna lasciare le vecchie abitudini e dimostrarsi pronti a cambiare mentalità.

Per carità, questo non significa rinunciare alla propria tradizione e alle proprie convinzioni, ma piuttosto cercare di dare nuova spinta e direzione all’impegno profuso, seguendo con fiducia e senza tentennamenti le nuove tendenze.

Il Covid ci ha insegnato che le difficoltà possono provocare iniziative straordinarie e che anche i momenti di crisi possono diventare occasione per scoprire nuovi valori che ci aiutino a crescere. Ben venga allora se nascono da idee forti e condivise, come abbiamo colto a Cosmofarma Exhibition, in quella sfavillante kermesse che invita a guardare al futuro con fiducia e, quindi, con rinnovato impegno ed entusiasmo.

(Editoriale di Lorenzo Verlato, Farma Mese n. 5/2024, ©riproduzione riservata)

2024-05-07T09:37:25+02:00