Dove finiscono i farmaci scaduti?

I farmaci scaduti sono rifiuti speciali e talvolta pericolosi, specialmente se vengono dispersi nell’ambiente. Flaconi di sciroppo svuotati nel lavandino, pastiglie di antibiotici o di altri farmaci gettate nel water, pomate e unguenti buttate nel contenitore dell’organico della raccolta di rifiuti differenziata possono inquinare l’ambiente in cui vengono scaricati. I Comuni hanno predisposto per lo smaltimento contenitori speciali, che vengono prelevati da aziende specializzate nella gestione e nella distruzione. 

Presso le farmacie, nelle isole ecologiche attrezzate e in luoghi pubblici di maggior passaggio vi sono, poi, raccoglitori appositi proprio per i farmaci scaduti o dismessi.

Ma come si comportano gli italiani con i farmaci che hanno in casa? Una risposta ci vien data da Federchimica Assosalute, attraverso una ricerca su un campione della popolazione italiana condotta da Ipsos nel dicembre del 2022, con lo scopo di conoscere “il viaggio del farmaco dalla sua gestione alla conservazione, fino allo smaltimento dei farmaci esauriti e di quelli scaduti”.

Dove e come smaltire i farmaci

“Se Lei dovesse raccontare a un amico/conoscente come si smaltiscono i farmaci, cosa gli direbbe?” La metà degli intervistati ha risposto: “si portano negli appositi contenitori per la raccolta che si trovano quasi sempre davanti alle farmacie”. 

Le altre possibili zone di smaltimento sono per gli italiani praticamente inesistenti: il 3% li conferirebbe in discarica/isola ecologica, il 2% li getterebbe nell’indifferenziata (erroneamente) e l’1% li smaltirebbe presso le strutture mediche.

Gli spazi antistanti la farmacia sono, dunque, i luoghi più riconosciuti dalla popolazione per lo smaltimento dei farmaci, non perché siano affidati alla gestione del farmacista (solo il 33% lo ritiene responsabile), ma perché è per circa un terzo (29%) un compito del Comune, a cui si aggiunge un altro terzo abbondante (38%) che non sa chi è il responsabile. 

In sostanza, “pochi sanno che i contenitori per lo smaltimento dei farmaci scaduti sono gestiti dal Comune” commenta Ipsos.

Gli intervistati dichiarano poi difficoltà nella gestione dello smaltimento casalingo. Il 71% non sa che cosa vada buttato nel contenitore speciale per la raccolta dei farmaci scaduti.

Infatti ,il 40% afferma che va gettata nel recipiente l’intera confezione (la scatola con il farmaco scaduto), il 9% il tubetto di alluminio vuoto, l’8% la boccetta di vetro o di plastica vuota, il 7% il blister vuoto e il 7% non sa indicare. ”L’errore commesso più spesso -riporta la ricerca- è quello di gettare nel contenitore tutta la confezione (farmaco scaduto + scatola)”.  

Fonte dei grafici: Federchimica Assosalute – nostra elaborazione

Circa un terzo degli intervistati, inoltre, si dichiara in difficoltà per non avere il raccoglitore vicino a casa o per non sapere dove vanno buttate alcune componenti della confezione, mentre altri dubbi riguardano lo smaltimento di cerotti, garze, bende usati o bustine di farmaci granulari o in polvere vuoti. Vi è una scarsa conoscenza su come bisogna agire nella pratica, e questo non aiuta certo la gestione personale dello smaltimento.  

Manca  una corretta informazione

Il problema della insufficiente informazione è legato a diversi motivi: metà degli intervistati, per esempio, sa che esistono appositi contenitori perché li ha visti in farmacia o gli sono stati suggeriti dal farmacista. Solamente due intervistati su 10, inoltre, ricordano gli opuscoli/vademecum predisposti dal Comune, così come scarso è l’apporto del medico di famiglia, della cerchia dei conoscenti (parenti, amici, ecc.), della Tv, dei social media. Internet rimane nel digitale il mezzo che dà i risultati migliori (16%), anche se rimane abbastanza modesto. In conclusione, il 42% dei concittadini dichiara di non aver mai ricevuto informazioni sul come smaltire correttamente i farmaci scaduti e i loro packaging, sia che abitino nei piccoli-medi paesi (-50.000 abitanti), sia nei centri maggiori o nelle grandi città. 

Non di meno, il 61% degli intervistati dichiara di essere interessato a ottenere maggiori informazioni e afferma, per metà di questo gruppo, che siano le farmacie, seguite dagli enti pubblici, le fonti più adatte a fornire una corretta informazione. I due enti più citati (da 4 persone su 10) sono il ministero della Salute e i Comuni, mentre un terzo degli interessati cita la tv, seguita poi dalle aziende farmaceutiche e/o dai mezzi digitali, quali internet (24%) e i social media (15%). 

Fonte dei grafici: Federchimica Assosalute – nostra elaborazione

Ma chi dovrebbe informare la popolazione sullo smaltimento dei farmaci? Il 67% degli intervistati risponde gli enti locali, seguiti dai farmacisti (52%), dalle aziende farmaceutiche (42%), dalle istituzioni e pubblica amministrazione (36%), mentre meno coinvolti risultano stranamente i medici (24%) e le scuole (24%).

Come rispondere alle attese

“Educare e informare il cittadino sul corretto smaltimento dei farmaci scaduti“ è l’obiettivo che si è posto Assosalute. Dice il suo presidente, Salvatore Butti: “Non è più tempo di rimandare questo nostro impegno, che deve essere anche politico. I farmaci, in quanto tali, a volte rischiano di essere dispersi nell’ambiente perché mancano informazione e consapevolezza sul loro corretto smaltimento, che come Assosalute auspichiamo, nella certezza che l’ambiente può essere salvaguardato anche dai gesti di ogni giorno”. Proprio per questo Assosalute ha lanciato una campagna digitale su Facebook, Instagram, YouTube, TikTok e sul web dal titolo ”Non Mi Scadere Sui Farmaci”, proprio con l’obiettivo di “incidere e modificare in positivo il comportamento degli italiani”.

Peraltro questo impegno corrisponde alle migliori intenzioni degli intervistati. Infatti, dall’indagine risulta che la quasi totalità della popolazione (97%) ritiene importante il corretto smaltimento per il futuro dell’ambiente e il 92% sarebbe disposto a cambiare le proprie abitudini per contribuire a migliorarlo, in particolare nei centri di popolazione medi e grandi. Far conoscere, spiegare alle persone il corretto modo di smaltire i farmaci scaduti, pertanto, dovrebbe essere anche un obiettivo di enti pubblici, in particolare dei Comuni che gestiscono lo smaltimento, collaborando con le farmacie che già sono ritenute il punto di riferimento principale, utilizzando anche i mezzi di comunicazione.

“Elisir”, la nota trasmissione sulla salute di Rai 3, ne ha parlato recentemente con il presidente di Federfarma, Marco Cossolo, partendo proprio dai dati della ricerca Assosalute, evidenziando come il 70% degli italiani non sappia come smaltire i farmaci scaduti. “I bidoni per la raccolta non mancano -dice il presidente Cossolo- sono davanti o dentro le farmacie e, quindi, capillarmente diffusi. Pertanto, il vero problema è la corretta informazione su come i prodotti debbano essere smaltiti. Il consiglio del farmacista potrà sicuramente ben informare i cittadini e contribuire così a potenziare un utile ed efficace servizio sociale a tutela della salute delle persone e dell’ambiente”. 

(di Barnaba Grigis, Farma Mese n. 10/23, ©riproduzione riservata)        

2024-01-11T11:43:33+01:00