2024: l’anno della grande svolta

È abitudine, a inizio d’anno, dopo un bilancio consuntivo del lavoro fatto, porre le basi per gli impegni che si dovranno ora man mano affrontare. Questo esercizio è particolarmente impegnativo, perché il 2023 si è chiuso con una Legge di Bilancio che rappresenta un vero giro di boa per la categoria, e si è aperto al 2024 prospettando ipotesi di sviluppo assai innovative, seppur attese da anni. 

Sul piano professionale la categoria vede sempre più confermato il suo ruolo di presidio sanitario territoriale, dimostrandosi capillare farmacia di comunità, anello di congiunzione tra i servizi Ssn e modello di sviluppo nella prevenzione e cura, nella telemedicina e negli screening. I dati che arrivano da tutt’Italia sulle vaccinazioni antinfluenzali e anti-Covid in farmacia, per esempio, tolgono ogni dubbio sulla reale efficacia della farmacia dei servizi.

Per carità, anche qui c’è molto da fare, per far capire a fondo le opportunità che ne derivano, partendo sempre dal principio che il farmacista, esperto del farmaco, è e rimane il suo dispensatore, ma che la spedizione dei medicinali ora diventa “attiva”, nel senso che comporterà nuovi ruoli nell’aderenza terapeutica, nella presa in carico del paziente cronico e nel monitoraggio grazie alla telemedicina. Si amplierà così il ruolo del farmacista in farmacia, che sempre più assume valenza sanitaria, allargandone le funzioni nell’ambito della prevenzione primaria e secondaria. 

Sul piano economico, invece, il 2024 si presenta come l’anno della grande svolta, non soltanto perché si dovranno realizzare le aspettative prima indicate, ma perché cambierà il metodo di remunerazione dei farmaci Ssn, insieme ai tanto attesi passaggi di molti farmaci dalla distribuzione diretta alla Dpc e da questa alla convenzionata. Molti, pochi, quali? Tutto da vedere, così come andrà ben verificato il valore della nuova remunerazione, nella sua pratica attuazione. Al momento girano diverse ipotesi, sulla base di calcoli senza dubbio efficaci sulla carta, ma che abbisognano di concrete conferme, perché sono ancora molte le variabili che ne possono modificare i risultati. E non solo ci saranno -così almeno sembra- Regioni che dalla nuova metodologia verranno avvantaggiate o penalizzate, ma anche nell’ambito di una stessa zona farmacie che guadagneranno di più e altre di meno. 

Senza dubbio piace l’idea di passare da una valutazione meramente economica -cioè la percentuale sul prezzo del farmaco- a una valorizzazione legata all’atto professionale (peraltro in piena sintonia con la “Farmacia dei servizi”), ma non si può dimenticare che parliamo sì di una professione, ma anche di un’azienda che, come tale, si regge su conti e su bilanci necessariamente solidi. E qui ognuno si trova a dover fare i conti propri, con i più e i meno rispetto a prima, e allora lo spirito di categoria regge soltanto fino a un certo punto…

L’augurio sincero è che tutto vada bene, e sia così per tutti. Il consiglio (per quel che vale) è di non avere reazioni subitanee, non meditate, perché la novità sarà grande e, come tale, si svilupperà nel tempo e con il tempo dovrà essere analizzata. Il cavallo vincente -non dimentichiamolo- non si vede mai in partenza, ma soltanto all’arrivo.

Comunque sia, auguri di Buon Anno.

(Editoriale di Lorenzo Verlato, Farma Mese n. 1-2/2024, ©riproduzione riservata)

2024-01-26T14:38:31+01:00