Intervista agli autori del libro “Norme di legislazione farmaceutica “

Tutte le professioni sono tenute a rispettare norme deontologiche e codici professionali, ma il ventaglio degli obblighi normativi imposti al farmacista in farmacia è particolarmente ampio e vincolante. Basta scorrere, infatti, il nuovo libro “Norme di legislazione farmaceutica nell’esercizio professionale” di Rossano e Valerio Brescia per rendersene conto: si va dalle norme sugli stupefacenti alle diverse tipologie prescrittive, dalle dotazioni obbligatorie alle norme di buona preparazione, e così via. Tanta attenzione è giustificata dalla necessità di tutelare la salute pubblica, perché il farmaco non è un bene qualunque, ma la sua dispensazione richiede competenza, cura e attenzioni particolari.

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Così vasta normativa è, inoltre, soggetta a continue evoluzioni, che impongono al farmacista un costante aggiornamento, perché con il farmaco non sono ammessi errori o dimenticanze (pesanti le sanzioni amministrative e penali). Diventa allora particolarmente utile il nuovo libro, che si propone come un vademecum di rapida consultazione, aggiornato, sintetico e pratico, da tenere a portata di mano sul banco della farmacia. Per saperne di più sui suoi contenuti e caratteristiche abbiamo intervistato i due autori, Rossano e Valerio Brescia.

Partiamo dalla vastità delle norme che riguardano il farmaco e la sua dispensazione. Non le trovate troppo dettagliate e dispersive, al punto da rendere problematica l’attività del farmacista al banco della farmacia?

Rossano Brescia: Le norme per la dispensazione del farmaco sono fondamentali e sono orientate alla tutela della salute del paziente e pertanto la ricetta, che è lo strumento mediante il quale il medico autorizza l’accesso del cittadino al farmaco, risulta graduata in funzione della pericolosità del medicamento prescritto. Tale graduazione viene attuata con procedure e formalismi opportunamente modulati, mediante il tipo di ricetta e i relativi modi con cui va compilata (ricetta ripetibile, non ripetibile, ministeriale speciale).

Valerio Brescia: La spedizione di ogni ricetta da parte del farmacista è un autonomo atto professionale, del quale si richiede la corrispondenza alla legge, alla scienza e all’etica e, pertanto, è fondamentale la conoscenza da parte del farmacista di tutte le norme che ne regolano la dispensazione. E questo soprattutto a garanzia della salute pubblica.

Che ne pensate delle numerose sanzioni -sia amministrative, sia penali- non solo severe, ma in alcuni casi dal sapore coercitivo?

Valerio: Le sanzioni attualmente in vigore, sia amministrative sia penali, sono indubbiamente impegnative, ma sono correlate alla delicatezza del nostro ruolo e all’impatto che un errore può avere sulla salute del paziente. Il nostro libro “Norme di legislazione farmaceutica nell’esercizio professionale” diventa allora un utilissimo strumento per comprendere le motivazioni e i contenuti del dettato normativo e per gestire la dispensazione, soprattutto degli stupefacenti, nel modo corretto dal punto di vista legislativo.

Lei, Rossano, da molti anni presidente di Federfarma Taranto, conosce a fondo i suoi colleghi. Come giudica il comportamento dei farmacisti nei riguardi delle norme farmaceutiche?

Rossano: Uno dei pilastri della formazione universitaria del farmacista è la conoscenza approfondita del farmaco in ogni suo aspetto. In un mondo in continua evoluzione anche scientifica e farmacologica la formazione continua è un elemento essenziale. Il positivo riscontro avuto dai testi pubblicati, dalle continue richieste di delucidazioni, dalla presenza massiccia ai corsi di aggiornamento e, non ultima, dall’enorme affluenza alla presentazione di quest’ultimo testo (vedasi foto nella pagina seguente,  ndr), evidenziano quanto sia presente nei colleghi farmacisti il desiderio di rimanere aggiornati per svolgere al meglio la propria professione nella tutela della salute del cittadino. 

Quest’ultima fatica è il quarto libro da lei dedicato alla normativa farmaceutica. Da che cosa deriva questa sua specializzazione? È riuscito a trasmettere a suo figlio questa passione?

Rossano: Sono senza dubbio affascinato dalle normative connesse alla dispensazione del farmaco, che sono in continua evoluzione, parimenti alle nuove molecole scoperte dalla ricerca farmaceutica. Sin dall’inizio della mia attività professionale ho iniziato a raccogliere in appunti le varie disposizioni legislative e a catalogarle. Da qui l’idea, nel 2004, di trasformare tali punti nel mio primo testo “Il farmacista e la ricetta medica”, nell’ottica di predisporre un manuale di facile consultazione nella pratica quotidiana della professione. Si sono poi succedute altre due edizioni, fino alla pubblicazione, a novembre 2023, della quarta edizione, scritta questa volta a quattro mani con mio figlio Valerio, che è stato determinante nel voler redigere quest’ultimo impegno. Il suo attaccamento alla professione e, in particolare, alle norme, è per me motivo di soddisfazione e orgoglio.

Valerio: Per me è stato veramente stimolante collaborare con mio padre nella stesura del testo. Mi sono concentrato principalmente sulla normativa inerente la dematerializzazione delle ricette. In poco tempo abbiamo assistito, infatti, a una rivoluzione nella dispensazione di molti medicinali e per questo abbiamo posto particolare attenzione all’interno del nostro testo a queste importanti novità. 

La farmacia si apre oggi a nuovi servizi e ora il ruolo professionale, oltre alla distribuzione, diventa sempre più sanitario. Ritenete che la normativa sappia adeguarsi a questa evoluzione?

Valerio: La copertura del territorio nazionale, tramite le quasi 20.000 farmacie, è pressoché totale e questo è un asset che sicuramente va utilizzato come supporto al Servizio sanitario nazionale. Ora poi la “Farmacia dei servizi” e il ruolo fondamentale avuto dalle farmacie durante la pandemia da Covid-19, effettuando tamponi e vaccini, hanno dato un ulteriore nuovo ruolo professionale alla figura del farmacista. Le norme sono fondamentali per permetterci di lavorare al meglio e con delle regole chiare e precise. Sarebbe però auspicabile riuscire ad avere una uniformità nazionale di norme e comportamenti, in modo da rendere omogeneo lo svolgimento della professione su tutto il territorio nazionale. In questo contesto normativo la conoscenza aiuta il farmacista nello svolgimento ottimale della professione e il testo, così come il lavoro svolto nel sindacato, servono a dare una guida e un aiuto al collega chiamato ad affrontare le numerose sfide che il futuro sta riservando alla nostra categoria. Oltre a essere un professionista, inoltre, oggi ancor di più il farmacista titolare deve essere un capo d’azienda e deve guardare ai prossimi traguardi e alle nuove sfide con cognizione di causa e programmazione e deve saper trasmettere una direzione anche ai collaboratori, rendendoli partecipi del cambiamento.

Pensiamo appunto alla “Farmacia dei servizi”, alla telemedicina e all’evoluzione digitale. Quali norme pensate che dovrebbero essere eliminate, modificate o introdotte?

Rossano e Valerio: Le farmacie italiane hanno dimostrato di essere in grado di dare un grosso supporto al sistema sanitario nazionale e, con l’entrata in vigore dei servizi in convenzione, ci sarà sicuramente un ulteriore passo in avanti e un grande aiuto allo sfoltimento delle liste di attesa. Per questo ritengo che sia indispensabile permettere alle farmacie di svolgere, nell’ambito della propria pianta organica, il proprio ruolo di “Farmacia dei servizi” in locali esterni alla farmacia, così da permettere a tutti di potersi attrezzare nel miglior modo possibile per affrontare questo cambio epocale. Proprio in quest’ottica la frammentazione regionale non aiuta nel dare un servizio omogeneo in tutta la nazione. Sarebbe auspicabile, specie in ambito di interesse collettivo come quello dei servizi in convenzione, poter avere garantito un comportamento univoco, con regole chiare e non interpretabili.    

(Intervista di Lorenzo Verlato, Farma Mese n. 1-2/2024, ©riproduzione riservata)

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2024-02-01T09:49:39+01:00